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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Verso la Bancarotta: Si Sfracella l’Indice di Fiducia nei Servizi (Minimo da 5 Mesi… a Braccetto coi Francesi)

Pubblicato su 4 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

(Avanti così, Verso la Bancarotta)

Non pensiate che gli indici PMI siano aria fritta, sono tra i pochi leading indicator che funzionano, ovvero che predicono il futuro con qualche successo.

Markit, società della banca HSBC (per cui è un gomblottone* inglese, immagino) ha appena rilevato un crollo nell’indice di fiduzca nel settore è crollato a 47,6 a Novembre dal precedente 50,5. Cioè territorio negativo, contrazione.

Schermata 2013 12 04 alle 11.17.48 Verso la Bancarotta: Si Sfracella lIndice di Fiducia nei Servizi (Minimo da 5 Mesi... a Braccetto coi Francesi)

* se è un anglo-gomblottone è fatto in “collaborazione” con l’ADACI (Associazione ITALIANA acquisti e Supply Management)

E questi qui vedono la luce?

A proposito abbiamo quasi l’esclusiva solo in Italia l’indice di fiducia nei servizi è tornato negativo, in Germania ovviamente è ai massimi di periodo, In Europa globalmente va benone, e noi ce la battiamo con la Francia come ultimi della classe.

Schermata 2013 12 04 alle 11.23.36 Verso la Bancarotta: Si Sfracella lIndice di Fiducia nei Servizi (Minimo da 5 Mesi... a Braccetto coi Francesi)

Stabilmente Avanti Così: Verso la Bancarotta.

da Markit

 

A novembre le attività nel settore terziario tornano a diminuire dopo due mesi di crescita. A far diminuire la ripresa sono stati il calo della domanda associato con il calo dei nuovi ordini. Le aziende prevedono una minore attività per i prossimi dodici mesi, ed hanno di conseguenza aumentato i tagli occupazionali. Intanto, le tariffe incrementano ai tassi più rapidi in quattro mesi, ma diminuiscono fortemente le tariffe applicate. A 47.2, in discesa da 50.5 di ottobre, l’Indice Markit/ADACI delle Attività Terziarie – basato su un’unica domanda posta ai partecipanti sui cambiamenti effettivi delle attività presso le loro aziende rispetto al mese precedente – ha riportato un forte calo delle attività del terziario dopo una marginale espansione registrata nel mese precedente. Inoltre, il tasso di declino segnalato dall’indice PMI è stato il più rapido da giugno.

A provocare questo nuovo calo è stato il ridotto livelli di nuovi ordini ricevuti dalle aziende del terziario. Così come per le attività, la contrazione dei nuovi ordini nel mese di novembre è stata forte e la prima in tre mesi. Conseguentemente al calo dei nuovi ordini, il volume di attività (sia in lavorazione che ancora da intraprendere), è diminuito a novembre per il trentatreesimo mese consecutivo. Inoltre, il tasso di calo delle commesse inevase si è contratto più rapidamente rispetto al mese precedente, e generalmente è risultato essere il più veloce in un anno.

A causa del minore carico di lavoro e quindi alla diminuita pressione sul personale, risultano in aumento a novembre i tagli dei livelli del personale, conseguentementei posti di lavoro nel settore sono sceso ai ritmi maggiori da agosto. L’indagine di novembre ha anche segnalato una diminuzione dell’ottimismo delle aziende nel terziario circa le attività nei prossimi dodici mesi, fino a raggiungere i livelli minimi da giugno. Detto ciò, un bilancio netto di aziende risulta ancora ottimista circa le attività future, e queste aziende menzionano una speranza circa una ripresa della domanda interna. Il settore terziario, oltre ad essere stato colpito dalla mancanza dei nuovi ordini, ha anche segnalato un aumento dei costi di gestione. La media di questi costi è aumentata al tasso più rapido in quattro mesi, e la ragione maggiormente menzionata è stata l’aumento del costo dell’energia elettrica e l’aumento del carico fiscale. La forte concorrenza non ha permesso alle aziende del terziario di passare l’aumento dei costi sui consumatori finali, e addirittura, le tariffe applicate sono state diminuite ai livelli massimi da luglio. Ciò ha esteso l’attuale sequenza di calo delle tariffe a 28 mesi.

Tratto da:http://www.rischiocalcolato.it

Verso la Bancarotta: Si Sfracella l’Indice di Fiducia nei Servizi (Minimo da 5 Mesi… a Braccetto coi Francesi)
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