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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Ucraina: leader e gregario

Pubblicato su 3 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

“Euromaidan” e “veche” (assemblee popolari) si formano a Kiev. I giovani eurofanatici dilagano chiedendo “l’associazione con l’Europa”. Non sono consapevoli del fatto che l’Europa non è solo il ritrovo di gay-club e bordelli, l’UE è anche famosa per la disoccupazione giovanile di massa e la polizia che usa cannoni ad acqua per disperdere i manifestanti. Queste persone non hanno idea che l’“associazione” significa che non avranno alcun futuro a casa. Non ci sarà l’ascensore sociale, nemmeno una normale scala verso il benessere. Ne saranno sul portico europeo, dove un regime di visti libero è un sogno irrealizzabile. La Bulgaria e la Romania l’aspettano da anni, e non l’hanno ancora capito. Inoltre, il primo ministro della Gran Bretagna ha già chiesto il divieto di libera circolazione nell’Unione europea per i cittadini dei nuovi Stati membri fino a quando il prodotto interno lordo pro-capite in questi Stati non raggiungerà la media europea. Ora l’ammucchiata di nazionalisti ucraini ha assaltato il palazzo presidenziale, occupato il municipio e la casa dei sindacati abbattendo porte e distruggendo finestre.
L’Unione europea sembra più una trappola per topi per coloro che non resistono alla tentazione di unirsi al miraggio della prosperità europea. Ben presto sarà chiaro quali Paesi resteranno galla e quali saranno eliminati dalla faccia della Terra diventando parte del superstato europeo. In Europa i leader dei partiti nazionalisti come Marine Le Pen in Francia e Nigel Farage nel Regno Unito,  conducono una dura battaglia per preservare la sovranità e l’identità nazionale di fronte al cosmopolitismo di Bruxelles e alla Berlino imperiale. Ma gli ossessionati ucraini di Maidan sembrano pronti a gettare via la propria terra, essendosi abituati da decenni nel ruolo di fattorini al servizio di diversi padroni. In un modo o nell’altro non è il momento di essere placidi. L’Unione europea e gli Stati Uniti hanno unito le forze nel tentativo d’influenzare l’Ucraina. L’Unione europea sembra aver commesso un errore, mentre si avvicina la firma dell’accordo di associazione: la Polonia è stata incaricata di trattare con l’Ucraina. La leadership polacca ha puntato sul tema di Julija Timoshenko e del suo posto nella storia europea e mondiale. La fatica di Sisifo della Polonia, in particolare gli sforzi dell’ex presidente polacco Alexander Kvasnevsky, male si abbina all’estenuante disputa tra Berlino e Parigi sulla questione di chi dovrebbe assumersi la responsabilità di pagare le bollette ucraine. In definitiva, appare chiaro che non c’è nessuno che possa assumersene l’onere, mentre l’Europa è colpita dalla crisi. Così l’associazione è condannata. Appare chiaro che non solo l’Europa “illuminata”, ma anche la “selvaggia” Eurasia sa contare i soldi.
Il rifiuto dell’Ucraina di firmare l’accordo di associazione con l’Unione europea significa un gravissimo fallimento per i “partner” occidentali della Russia. I “partner” utilizzano l’associazione come pretesto per raggiungere l’obiettivo: isolata dall’Ucraina, la Russia verrebbe rigettata verso oriente, costituendo il cambiamento geopolitico più drastico nell’Eurasia degli ultimi venti anni. Dopo l’Ucraina, la Bielorussia sarebbe la prossima, creando finalmente un cordone tra la Russia e l’Europa. Associata con l’Unione Europea, l’Ucraina si dirigerebbe rapidamente verso l’adesione alla NATO. Questo è ciò che si nasconde sotto la maschera dell’integrazione europea…
Ed ha fallito. In risposta, l’occidente istiga aggressive “manifestazioni di piazza” ucraine. Come il deputato Oleg Tsarev ha detto qualche tempo fa, l’ambasciata degli Stati Uniti a Kiev ospita il programma Techcamp, che recentemente ha avviato un corso di formazione per “rivoluzionari” con il compito di scatenare una guerra civile in Ucraina. La frequenza degli attacchi contro poliziotti, di porte sfondate e finestre rotte, dimostrano il marchio dell’addestramento degli USA.
La reazione brusca dei “partner” occidentali dopo il fallimento del vertice di Vilnius, viene esacerbata da altre recenti frustrazioni. Ad ottobre la costruzione South Stream è stata avviata anche in Serbia e la Turchia ha aderito al progetto. Il vertice Europa centro-orientale – Cina tenutosi a Bucarest è ancora più irritante per l’occidente. Il desiderio della Cina di discutere degli investimenti con gli Stati dell’Europa centrale e orientale evitando Bruxelles, ha gettato l’Unione europea in preda alla rabbia. Il commissario europeo Karel de Gucht ha dichiarato che la Cina pratica la tattica del “divide et impera”. Bruxelles ha emesso due direttive che avvisano categoricamente i 15 Paesi della regione dall’attraversare le linee rosse della regolamentazione nel concludere accordi economici separati con la Cina. L’azione non ha dato alcun risultato. Gli Stati dell’Europa centrale e orientale hanno firmato un numero record di accordi, e molti politici hanno colto l’occasione per dimostrare a Bruxelles che le parole sui “valori europei” non sono mai sostenute da denaro reale.
Parlando degli eventi in corso in Ucraina, alcuni dicono che nulla di straordinario sta avvenendo.  Un’ordinaria lotta per il potere si svolge sotto il velo della lotta per l’integrazione europea. È parzialmente vero, ma c’è un altro aspetto. L’opposizione ucraina (o ciò che si fa chiamare così) è da sempre nota per la sua eccezionale codardia e totale mancanza d’intraprendere azioni risolute. All’improvviso ha iniziato azioni attive e coraggiose sfruttando l’infatuazione romantica dei giovani per l’idea dell’integrazione europea, le illusioni del cittadino medio ucraino sull’Europa unita e la russofobia dei nazionalisti. Il tutto si riduce ad una sola cosa: l’orgia antigovernativa è abilmente orchestrata da persone ben addestrate dalle ambasciate straniere… I recenti avvenimenti per le strade di Kiev assomigliano a una follia collettiva. La domanda è che cosa dovrebbe fare il governo ucraino in queste circostanze? La risposta è ovvia: nessuna autorità vale qualcosa se non può difendersi. Mezzi e metodi dipendono dalle circostanze. Secondo fonti governative, una riunione d’emergenza ha avuto luogo nella residenza suburbana di Kiev, a Mejgorie, presieduto dal presidente ucraino Viktor Janukovych, lo Stato d’emergenza dovrebbe essere annunciato…

La ripubblicazione è gradita in riferimento alla rivista on-line della Strategic Culture Foundation.

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Ucraina: leader e gregario
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