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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La proprietà popolare della moneta, Giacinto Auriti

Pubblicato su 9 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Se non si stabilisce chi è il proprietario della moneta all’atto della emissione, non si può dire chi è il creditore e chi il debitore. Quando la moneta era d’oro, non v’era alcun dubbio: proprietario della moneta era il portatore. Con la moneta nominale il portatore è diventato debitore e proprietaria la banca. I popoli sono stati così espropriati ed indebitati del loro denaro per un valore pari a tutta la moneta in circolazione. Facendo leva sul riflesso condizionato, causato dall’abitudine di dare sempre un corrispettivo per avere denaro, le banche centrali sono riuscite a fare accettare dalle collettività nazionali il loro denaro, all’atto dell’emissione, col corrispettivo del debito (cioè in prestito). Si è realizzata così la più grande truffa di tutti i tempi per un valore pari al doppio di tutto il denaro in circolazione in tutto il mondo. (NdT: più gli interessi) Con la sostituzione della moneta d’oro con la moneta nominale, non si è avuto solo un mutamento della struttura merceologica del simbolo, ma un fondamentale mutamento giuridico. I popoli sono stati trasformati da proprietari in debitori del loro denaro. Questa grande truffa culturale, che ha plagiato i popoli negli ultimi tre secoli, è stata possibile perché i vertici bancari hanno compreso che il valore non è una proprietà della materia, ma una previsione, cioè una dimensione del tempo. In tal modo, consolidando nella collettività la previsione, e quindi la consuetudine di comprare con la carta invece che con l’oro, si è spostata la convenzione monetaria dall’oro alla carta, cosicché si è potuto creare con la carta il valore dell’oro. Ciò è avvenuto gradualmente. In una prima fase la cambiale della banca era, a richiesta del portatore, convertita in oro.

In una seconda fase si aboliva la convertibilità e le banche conseguivano così il privilegio di creare, a costo nullo, il valore dell’oro, cioè l’oro carta, di cui si appropriavano perché lo prestavano all’atta dell’emissione: e prestare è una prerogativa del proprietario. I vertici delle banche centrali diventavano, in tal modo, i padroni del mondo: veri e propri burattinai della storia. Posto infatti che la moneta è, ad un tempo, misura del valore e valore della misura, la somma delle unità di misura monetarie esprime una quantità di valore pari a quello di tutti i beni reali misurati o misurabili nel valore e realizza una duplicazione speculare del valore. Questo valore può avere o il segno positivo della proprietà - ed in tal caso raddoppia la ricchezza dei popoli – o il segno negativo del debito – ed allora ne causa l’angosciosa disperazione nell’insolvenza ineluttabile. Poiché la banca emette moneta SOLO PRESTANDOLA, le collettività nazionali sono danneggiate due volte: prima perché sono espropriate della loro moneta e poi perché sono indebitate di altrettanto. In tal modo il costo del denaro, all’atto dell’emissione, è diventato del 200 % cui vanno aggiunti gli ulteriori interessi bancari e i prelievi fiscali. L’usura sta ormai dilagando con tale imponenza da minacciare non solo le libertà fondamentali, ma la stessa possibilità di sopravvivenza. Si impone oramai l’assoluta, inderogabile necessità di sostituire alla moneta debito la moneta proprietà. Occorre istituzionalizzare una nuova moneta che abbia la qualità positiva dell’oro e non quella negativa; la qualità positiva della carta e non quella negativa. La qualità positiva dell’oro è che il portatore ne è il proprietario, la qualità negativa, che è esasperatamente raro. La qualità positiva della carta e che non pone problemi di rarità, la qualità negativa è che storicamente si è affermata come moneta-debito. Dunque la soluzione del problema consiste nell’istituzionalizzare UNA MONETA CARTA DI PROPRIETA’ DEI CITTADINI. La sete di giustizia che muove la storia dei popoli, si basa su idee altrettanto semplici per quanto profondamente innovativi (le cd – idee forza – ).

La  proprietà popolare della moneta ha queste caratteristiche.  Noi ci auguriamo che il legislatore e la magistratura dichiarino, con legge o  con sentenza, che la moneta all’atto dell’emissione sia di proprietà dei  cittadini e non delle banche, colmando un vuoto legislativo non più  tollerabile. I pastori che si muovono al limite dei deserti hanno il terrore dell’odore  dell’acqua perché sanno che quando le greggi assetate l’avvertono, prorompono  in una corsa incontenibile che travolge ogni cosa. Noi ci auguriamo che la magistratura o il legislatore usando sapientemente gli strumenti dello  stato di  diritto, siano capaci di estinguere la sete di giustizia con la pacifica rivoluzione della “carta bollata”. Potrebbe nascere altrimenti l’incontenibile  fenomeno dell’odore dell’acqua.

Fonte: www.comedonchisciotte.org

Tratto da:http://www.lintellettualedissidente.it

La proprietà popolare della moneta, Giacinto Auriti
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