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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Governo ‘arruola’ comici d’alto bordo contro i Forconi

Pubblicato su 13 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in 9 DICEMBRE

lio scherza con il fuoco: in prima serata, seduto al banco della giuria di X Factor, si presenta vestito come Danilo Calvani, leader del Comitato 9 dicembre e principale animatore delle proteste dei Forconi. Il cantante degli Elio e le Storie Tese, noto per i costumi eccentrici e lo spirito irriverente, buca con lo schermo con un parrucchino carrè che ricorda il look del capo-Forcone e un abito gessato (con spilletta tricolore). Sul web la foto gira molto, vediamo come la prende la gente che presidia strade e piazze…

Un paio di giorni fa era invece toccato a Crozza su Rai3 fare la stessa scena: ridicolizzare i Forconi. Non può essere un caso, c’è un disegno.

Il Sistema sta arruolando tutti i comici d’alto bordo per cercare di ‘ridicolizzare’ la protesta. E’ una vecchia tattica leninista, quella di delegittimare l’opposizione attraverso l’uso spregiudicato di intellettuali organici. Anche se, in questo caso, parliamo di comici.

La satira dovrebbe colpire il Potere, dovrebbe prendere di mira chi comanda, non chi protesta contro il Potere. E’ nel suo Dna attaccare i potenti, quando avviene il contrario, non è satira, è una marchetta del comico di turno al regime in carica.

Tratto da: identità.com

Governo ‘arruola’ comici d’alto bordo contro i Forconi
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Landru 12/16/2013 11:29

Dagli atrii muscosi, dai fòri cadenti,
dai boschi, dall’arse fucine stridenti,
dai solchi bagnati di servo sudor;
un volgo disperso, repente si desta,
intende l’orecchio, solleva la testa,
percosso da novo crescente romor.

Dai guardi dubbiosi, dai pavidi volti,
quel raggio di sole da nuvoli folti,
traluce de’ padri la fiera virtù:
ne’ guardi, ne’ volti confuso ed incerto
si mesce e discorda lo spregio sofferto
col misero orgoglio di un tempo che fù.

S’aduna voglioso, si sperde tremante,
per torti sentieri con passo vagante,
fra tèma e desire, s’avanza e ristà;
e adocchia e rimira scorata e confusa
de’ crudi signori la turba diffusa,
che fugge dai brandi, che sosta non ha.

...
d’un volgo disperso che nome non ha.
(Adelchi)

Marino 12/14/2013 09:18

I forconi dovrebbero invadere il Parlamento arrestare tutti i politici e deportarli in Africa assieme ai clandestini