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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

FISCAL COMPACT, LA PIU’ GRANDE INFAMIA CHE LA TROIKA POTESSE PROGETTARE PER RENDERCI I FUTURI SCHIAVI D’EUROPA

Pubblicato su 2 Dicembre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Come inciderà sulle nostre vite il Fiscal compact ?!?

Ecco cosa prevede in “Fiscal compact” all’atto pratico:
Il governo italiano, ratificando il fiscal compact dovrà nei prossimi 20 anni, portare il debito pubblico al 60% del PIL mediante una maxi manovra finanziaria all’anno. Stando ai numeri attuali (in via di peggioramento) che vedono il debito pubblico ammontare a 1966 miliardi di euro, con un rapporto tra debito pubblico e PIL del 126%, i governi che si susseguiranno per rientrare nei parametri richiesti dovranno impegnarsi a recuperare 900 miliardi di euro, che dilazionati nei 20 anni fa 45 miliardi all’anno: praticamente per un ventennio gli italiani dovranno sostenere tutti gli anni una stangata come l’ultima montiana manovra.

la grande abbuffata

Mario Monti sostiene che “se il PIL italiano crescesse più del debito pubblico la somma di 45 miliardi all’anno si ridurrebbe” ma se consideriamo che lo scenario attuale è quello inverso, ovvero l’ammontare del debito pubblico è in via di peggioramento, a causa in primis dello spread elevatissimo, mentre il PIL è in contrazione, nei prossimi anni gli attuali 45 miliardi all’anno (necessari per pagare 900 miliardi in 20 anni) lieviteranno, di pari passo con l’ammontare del debito pubblico e la riduzione del PIL: 46, 47, poi 48… 50 miliardi all’anno, e così via, in quanto la somma da corrispondere annualmente è calcolata in base alla cifra necessaria per rientrare nella soglia del 60% debito pubblico – PIL negli anni (del ventennio) residui.

Ricordiamoci inoltre che è stato ratificato il Meccanismo Europeo di Stabilità: che potrà esigere qualsiasi cifra in una settimana, e potrebbe aggravare i conti: l’Italia (come le altre nazioni) non può essere in grado di rastrellare “dall’oggi al domani” cifre imponenti come quelle che il MES potrà liberamente esigere, costringendoci a fare ricorso al FMI, che non vede l’ora di prestare soldi alle nazioni per imporre le proprie condizioni. Fino ad oggi, nonostante i problemi che abbiamo, ci hanno costretto a pagare quasi 50 miliardi di euro per “salvare” le banche altrui, e non c’è motivo per ritenere che gli eurocrati non battano nuovamente cassa.

In caso di inosservanza l’Italia sarebbe sottoposta a sanzioni, che vanno dall’esclusione dai fondi europei alla sospensione di prestiti, fino alle sanzioni economiche.

Dove troveranno i soldi per pagare questo salasso?
La pressione fiscale è già a livelli insostenibili,  (le tasse potrebbero eventualmente essere aumentate solo ai ricchi, anche se certo questa misura potrebbe rastrellare qualche miliardo all’anno e non risolvere il problema. Inoltre dubitiamo fortemente questo governo o quelli che susseguiranno abbiano intenzione di tassare i ricchi) e comunque la leva fiscale non sarebbe sufficiente e idonea, in quanto aumentando le tasse diminuiscono i consumi, e con loro il gettito fiscale, come è accaduto con le accise sul carburante, per questo, il fiscal compact rappresenterà la devastazione totale dello stato sociale, con probabili, anzi - sicuri -sostanziosi licenziamenti tra gli statali e la svendita del patrimonio pubblico, come avevamo accennato analizzando i dati del FMI.

La svendita del patrimonio pubblico. Ribadisco: SVENDITA!
Ogni anno, entro Dicembre, i governi dovranno pagare la salatissima rata. Per racimolare i soldi, saranno costretti a mettere in vendita i beni dello stato, ad iniziare dai pacchetti azionari delle principali aziende sane rimaste (parzialmente) pubbliche: ENI, ENEL, Finmeccanica, Poste Italiane, fino ai beni immobili. Lo stato dovrà vendere in fretta, in vista delle scadenze, e questo sul mercato rende ricattabili: un po’ come avviene per le case all’asta, che vengonosempre vendute alle 3° seduta (le prime due aste vanno deserte, ed il prezzo cala vertiginosamente) gli acquirenti si presenteranno al cospetto dello Stato in extremis, quando sarà alla “canna del gas” in vista di dover corrispondere il pagamento. E il prezzo lo faranno gli speculatori. A questo aggiungiamo il fatto che, visto come funzionano le cose, non ci sorprenderemmo se qualche esponente del governo facesse gli interessi degli acquirenti, piuttosto che dei cittadini, sia per i classici “scambi di favori” che per le solite mazzette.

Questi sono gli effetti che produrrà il famoso “Fiscal compact”, la MAZZATA FINALE AI CITTADINI ITALIANI approvata in uno schifoso, trasversale silenzio dal governo, con la complicità dei falsi oppositori di regime.

http://gek60.altervista.org/2013/07/i-drammatici-effetti-del-fiscal-compact-sulle-nostre-vite-spiegati-in-modo-semplice/

Tratto da:http://bastacasta.altervista.org

FISCAL COMPACT, LA PIU’ GRANDE INFAMIA CHE LA TROIKA POTESSE PROGETTARE PER RENDERCI I FUTURI SCHIAVI D’EUROPA
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