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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ILVA A TARANTO: INDAGATO NIKI VENDOLA PER REATO DI CONCUSSIONE

Pubblicato su 30 Ottobre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

di Gianni Lannes
 
 
Un piccolo terremoto al termine delle indagini per il disastro ambientale dell'Ilva. Notificati dalla Guardia di Finanza di Taranto gli avvisi di chiusura delle indagini a oltre 50 indagati. Tra di loro anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, il sindaco di Taranto, il medicoIppazio Stefàno (indagato per abuso e omissioni in atti d'ufficio; per l'accusa, non si sarebbe adoperato con le necessarie misure per tutelare la salute dei cittadini), l'assessore all'Ambiente Lorenzo Nicastro(magistrato), il parlamentare di Sel, Nicola Fratoianni (all'epoca assessore regionale), il consigliere regionale del Pd Donato Pentassuglia. Come avevo sempre sostenuto anche per via della pubblicità di Vendola a favore di Ilva, addirittura sulla rivista IL PONTE (più d'uno spot di Vendola per Riva)

 


 
e, poi con atti istituzionali, il reato ipotizzato per Vendola è quello diconcussione. Secondo l'accusa avrebbe tentato di "far fuori" Giorgio Assennato, il direttore di Arpa Puglia, figura sgradita all'Ilva. Coinvolti anche gli ex presidenti dell'azienda Emilio e Nicola Riva, l'ex direttore dello stabilimento Luigi Capogrosso, il consulente Girolamo Archinà, l'ex presidente della Provincia, nonché esponente di spicco del Parti democratico Gianni Florido (precedentemente arrestato), l'ex assessore provinciale all'Ambiente Michele Conserva.


 
«Nichi Vendola, "abusando" della sua funzione di presidente della Regione Puglia, "mediante implicita minaccia della mancata riconferma nell'incarico ricoperto, costringevano Assennato Giorgio, direttore di Arpa Puglia con incarico in scadenza nel febbraio 2011 ed in attesa di eventuale riconferma... ad "ammorbidire" la posizione di Arpa Puglia nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall'impianto siderurgico dell'Ilva spa e a dare quindi utilita' a quest'ultima, consistente nella possibilita' di proseguire l'attivita' produttiva ai massimi livelli come sino ad allora avvenuto, senza percio' dover subire le auspicate riduzioni e rimodulazioni». Cosi' i pm di Taranto, nell'avviso di conclusione delle indagini notificato oggi.
 
La Procura contesta al presidente della Regione Puglia il reato di concussione in concorso. Con Vendola, sono coinvolti Girolamo Archina', ex consulente dell'Ilva di Taranto, Fabio Riva, vice presidente dell'omonimo gruppo, Luigi Capogrosso, ex direttore dell'Ilva di Taranto, e il legale dell'azienda Francesco Perli. Secondo l'accusa Assennato, in qualita' di dg dell'Arpa, aveva suggerito a Vendola, insieme al direttore scientifico della stessa Arpa, Massimo Blonda, e al funzionario Roberto Giua, di "procedere ad una riduzione e rimodulazione del ciclo produttivo" dell'Ilva di Taranto in quanto i campionamenti sulla qualita' dell'aria eseguiti da Arpa Puglia nel 2009 "avevano evidenziato valori estremamente elevati di benzoapirene". I pm fanno anche riferimento ad un incontro di Vendola con gli allora assessori regionali Michele Losappio e Nicola Fratoianni, i dirigenti regionali Francesco Manna e Davide Pellegrino, e Archina', nel quale il governatore avrebbe "fortemente criticato l'operato dell'Arpa esprimendo al contempo disapprovazione, risentimento ed insofferenza verso il predetto ufficio ed i funzionari che vi prestavano servizio, Assennato, Blonda e Giua". In quella sede, sempre secondo l'accusa, Vendola avrebbe ribadito "che in nessun caso l'attivita' dell'Ilva avrebbe dovuto subire ripercussioni".


Un minimo di giustizia terrena sarà mai fatta? Ne dubito. Il sedicente ecologista di Terlizzi sarà graziato un'altra volta? Un fatto è certo: i morti per inquinamento non è possibile resuscitarli, mentre i malati d'avvelenamento aumentano sempre più.

 

 
 
 
Tratto da: sulatestagiannilannes.blogspot.it
ILVA A TARANTO: INDAGATO NIKI VENDOLA PER REATO DI CONCUSSIONE
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