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Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

FONDO SALVA STATI: COSI' L'ITALIA FINANZIA LA GERMANIA

Pubblicato su 22 Ottobre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Una nuova polemica è pronta a mettere la Germania contro gli altri Paesi della zona euro: al centro dell’attenzione il Fondo Salva Stati, nome comune per definire il cosiddetto Meccanismo Europeo di Stabilità, voluto dal Parlamento europeo e ratificato nonostante le perplessità iniziali di Berlino. Nato per evitare che le economie ’sane’ dell’Unione dovessero pagare direttamente per risanare quelle meno virtuose, alla fine il Fondo sta mostrando i suoi lati oscuri. Finanziato da tutti i Paesi, rischia di non assolvere alla sua funzione ma di favorire proprio chi ne ha meno bisogno, ovvero la Germania. Ed è così che l’Italia finisce per finanziare l’economia tedesca senza neanche saperlo.Sembra incredibile eppure è così, almeno a leggere la polemica scoppiata sui quotidiani e in rete. Il Fondo Salva Stati fin dai suoi esordi nel 2011 è stato viziato alla radice da un problema: non tutti gli Stati erano d’accordo sul suo funzionamento e sulle regole da seguire per utilizzare i soldi a disposizione. Stiamo parlando di una forza di fuoco potenziale di 700 miliardi di euro, raccolti attraverso la vendita di bond ai membri dell’Unione. Di fatto, quindi, tutte le economie sono azioniste del Fondo ma non tutte hanno lo stesso peso nelle decisioni: il diritto di voto non è, infatti, attribuito in maniera ‘personale’ bensì in proporzione al valore delle quote versate nel fondo. Indovinate chi è il primo azionista del MES? La Germania, che detiene una quota del 27,14%.

Dato che è la prima azionista, riesce a influenzare le decisioni riguardo quando e come utilizzare i soldi. La paura che i governi dell’Europa del Sud volessero utilizzare il fondo salvataggi come pozzo cui attingere senza poi rimborsare, ha fatto sì che la Germania proponesse regole così restrittive da rendere il fondo quasi inutilizzabile. Una scelta ingiusta visto che, nel loro complesso, queste economie finanziano il fondo ben più del governo di Berlino. L’Italia è la terza azionista in assoluto, con una quota vicina al 18%, dietro la Francia (20%) e davanti alla Spagna (12%). Tutti condizionati dalla volontà della Germania. Ma qual è questa volontà? Il funzionamento del meccanismo di stabilità non è chiaro, ma da alcune regole appare fin troppo evidente l’intento: investire i soldi solo nei mercati solventi.

Il capitale affidato al MES deve essere investito seguendo due regole base: 1) non comprare titoli con rating sotto la “doppia A”, il che esclude automaticamente Italia e Spagna e 2) comprare “attività liquide di alta qualità”, il che si traduce essenzialmente in Bund Tedeschi. Così l’Italia, che ha versato nel fondo 11,4 miliardi finora (nel 2014 saranno 14,3 miliardi), si ritrova a finanziare l’economia tedesca acquistando Bund per via indiretta. Le conseguenze sono facili da prevedere. L’uso improprio dei soldi del fondo contribuisce a ridurre i tassi sui Bund e su tutto il sistema finanziario in Germania, allargando la forbice dello spread e rendendo sempre più insanabile lo svantaggio competitivo delle imprese italiane. Il tutto per gentile concessione (anche) dei soldi dei contribuenti italiani.

Tratto da: nanopress.it

FONDO SALVA STATI: COSI' L'ITALIA FINANZIA LA GERMANIA
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