Overblog
Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
Blog della COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

ANCHE L'IMBUTO CULINARIO E' UN SISTEMA PER DISTRUGGERE L'UOMO ( o quel che ne resta )

Pubblicato su 13 Ottobre 2013 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

A cura di Claudio Marconi

Mangiare, per i sani ecologisti, ben presto potrebbe divenire un reato perseguibile dalla salute.

Tra sofisticazioni e frodi alimentari, l’uomo, già ridotto ad un tubo digerente, ignaro diventa un tondo fognario.

Tra pubblicità invadenti ed oppressive, tra scatoloni e surgelati, tra diete contrabbandate a panacea e lattine di cocacola in giro per il mondo, abbiamo perso il senso del pudore e della misura.

Se già il sistema culturale mortifica nell’intomo l’individuo pressandolo con condizionamenti a mitraglia, anche il mangiare è sotto gli occhi avidi ed insaziabili del potere che, magari, si scusa dandoci a bere che l’alimentazione è solo un problema subordinato, di secondo o terzo livello.

Ecco che, allora, diventa più facile imporre una cucina preordinata in forma composita da alimenti contraffatti e sofisticati, surgelati e in scatolette pronte all’uso.

Non possiamo non immaginare una tortura di memoria Poeniana: due labbra ed un corpo costretto ad ingerire, per mezzo di un imbuto onirico, tutto ciò che è sciorinato dai padroni del settore: industria e potere. Tale visione apocalittica è, però, quanto mai reale e parte dall’alteramento globale della concezione dei rapporti temporali tra le funzioni umane.

Il sistema esige una personalità efficiente, produttiva al massimo, e non può più permettere quell’incredibile “ perdita di tempo” che era, una volta, il piacere indiscusso intorno ad un fuoco o ad un tavolo circolare allestito per il banchetto. E ci riferiamo a quel rapporto, intenso e comunitario, dal sacro sapore antico, di conviviale gentile.

Non più taverne pregne del forte odore di luppolo o vino rosso, non più cenacoli e danze, ma solo frettolose tavole calde. asettici self-service.

Infatti l’efficientismo del sistema neocapitalista ha l’occulta meta di sradicare l’uomo daslle proprie Tradizioni, dalla propria Storia, compreso quella culinaria – ed il proliferare di tavole calde etniche ne è una prova lampante, che c’entri qualcosa l’immigrazione ? –

Assorbe l’individuo ancora infante con liofilizzati, poi propina i refettori scolastici a piatto unico: trampolino di lancio abitudinario per il mondo del lavoro industrializzato, per le mense aziendali a botte di precotti. E’ una metamorfosi graduale della mentalità, una conquista lenta che ha i suoi frutti inquadrati, in riga alle file del consumismo e del produttivismo estremizzato.

Per avere maggiori profitti non solo si risparmia sui costi di produzione usando materie prime ed ingredienti di infima qualità, ma si agisce ai livelli più sottili per inglobare ed imprigionare l’uomo nelle viscose e perfide ragnatele del potere economicista.

Il massimo della produzione, in termini quantitativi, nel minor impiego di forze.

Addirittura si inventano nuove esigenze per la popolazione, quindi inutili nuovi prodotti che lavano sempre più bianco, o aranciate amarissime per il bene e la salute di tutti gli assetati.

Il cibo da cui dovremmo trarre energia è una fiaba lontana, solo un sogno d’altri tempi, anche se oggi sembrano più belli e gustosi – a vedersi – quei pranzi luculliani multicolorati proposti dalle aziende pubblicitarie. In realtà è tutto trattato con sostanze additive ( coloranti, conservanti, emulsionanti, gelificanti, addensati, amidi e stabilizzanti ), è tutto camuffato esteticamente.

E’ tutto un disegno logico e perverso che tenta di schiacciare le tradizioni che si ergono a baluardo contro un’ottuso progressismo tecnicista ed efficientista. E’ l’ottica consumistica delle scatolette e dei reparti surgelati, è la sovversione del vino in lattina e della birra analcolica, del tempo che non va sprecato, in termini strettamente economici, in banchetti fuorvianti. E’ la logica dello sradicamento totale del senso comunitario e rituale originario delle tavole imbandite, del sangue e dell’humus, il sapore della terra antica.

Ma, non è più vero che “ a tavola non s’invecchia mai “ ?

Ed un uomo srdicato, è ancora un uomo ?

Ma che importanza ha, ormai ci sono i computers ! A quando il cibo in pillole per tutti ?

ANCHE L'IMBUTO CULINARIO E' UN SISTEMA PER DISTRUGGERE L'UOMO ( o quel che ne resta )
Commenta il post