Blog di frontediliberazionedaibanchieri

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Marra: eliminare giudizialmente i Rothschild e Rockefeller. De-massonizzare la Corte Europea e la giustizia mondiale.

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Necessità di eliminare per via giudiziaria i Rothschild e i Rockefeller (R&R) per eliminare così la massoneria, che essi usano da tre secoli per dominare il mondo con le loro politiche criminali. Invocazione a provvedervi alla parte non massonica né filo-massonica della magistratura mondiale e in particolare di quella italiana e di quella della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), la quale ultima ha venduto alle lobby massoniche il suo ruolo e si è rimangiata la giurisprudenza che si era riusciti a strapparle in venti anni di cause.

Scrivo per chiedere ai buoni magistrati di sconfiggere i magistrati massoni o filo-massoni, di non farsi condizionare da loro, e di processare tutti quei membri delle dinastie Rothschild e Rockefeller (R&R) implicati negli infiniti crimini delle loro infinite banche.

Magistratura mondiale che è piena di massoni, alcuni dei quali persino pedofilo\satanici (vedi di seguito), a partire da quella italiana, quella della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), e quella della Corte di Giustizia del Lussemburgo.

Massoneria che è sempre illecita, perché ha il suo fulcro nella segretezza, ma che nel mondo anglosassone è meno censurata perché ne è pervaso da secoli in una misura in cui noi lo siamo solo da alcuni anni.

A parte poi che il mondo anglosassone sa a stento il diritto dove stia di casa.

Anche se è così bravo nelle tecnologie e nell’organizzazione da essere riuscito per molti versi a diventare più civile di noi, vittime come siamo di stadi dello strategismo vicini al delirio.

CEDU che ha venduto alle lobby massonico\bancarie il suo ruolo di controllore delle giustizie nazionali e si è rimangiata tutta la giurisprudenza che eravamo riusciti a strapparle in venti anni.

CEDU che si limita ora, in tempi ben più lunghi di quelli delle giustizie le cui lungaggini finge di censurare, a pronunziare qualche sentenza suggestiva, ma senza effetti sull’andamento e sulla velocità delle cause nazionali.

Questo perché così deve fare per servire i R&R, ai quali il buon andamento delle cause e la loro velocità sarebbero letali, perché sono il vertice della cupola criminale mondiale bancaria e non.

I massoni si sono infatti illegalmente appropriati del mondo nonostante siano tutti per forza di cose delle nullità (degli ‘illuminati’ per tesseramento ritualmente prostituiti ai R&R).

A partire ad esempio dal risibile Renzi che, sostenuto dai ‘fratelli’ massoni, si accinge ai suoi pur essi risibili ‘colloqui’ internazionali, fino a Obama, Carlo d’Inghilterra, Gate eccetera, che, non importa presiedano le nazioni e i gruppi industriali più potenti del mondo, restano delle nullità, perché la genialità implica la positività, mentre qualunque idiota può diventare un ‘genio’ del male.

Massoneria dal cui corpo si sono poi sviluppati i vari altri tentacoli, come il bilderberg, la trilatere, l’aspen e così via.

Un’accolita di asini benché delinquenti che non si sarebbe mai sviluppata se i R&R — che sono il vero problema — non la sostenessero da 300 anni per farne il loro braccio armato.

R&R senza i quali la massoneria non esisterebbe, perché R&R ne sono il motore dal momento della sua costituzione.

R&R che sono proprietari palesi od occulti di quasi tutte le principali banche del pianeta, o comunque le controllano e, attraverso esse, controllano, da tre secoli, il pensiero delle genti, i loro orientamenti, i loro gusti alimentari, sessuali, sportivi, musicali, le divinità in cui credono, le scoperte scientifiche da rendere note e quelle da occultare, le leggi da promulgare, le mode, e insomma tutto quanto si muove o sta immobile sotto il sole, perché controllano le economie, i media, i governi, le magistrature, i sindacati, i partiti, le polizie, la cultura, le rivoluzioni, le guerre, google, wikipedia, facebook, twitter.

Due dinastie di criminali che hanno esercitato questo controllo nella maniera più feroce ma anche più stupida, perché stanno rendendo il pianeta inabitabile, quasi ne avessero uno di riserva.

Come fare per distruggerli?

Ebbene, amici buoni magistrati, hanno commesso e commettono così tanti crimini, che c’è solo da scegliere per quali iniziare a processarli.

Io suggerisco di colpirli confiscando le quote delle banche centrali di proprietà delle banche private, impedendogli così il signoraggio e i falsi in bilancio che fanno alle spalle delle stesse banche centrali e private di cui sono azionisti palesi od occulti, che è la loro principale fonte di reddito, e intanto colpire l’illiceità bancaria in generale, a partire, ad esempio, in Italia, dal processo al Monte Paschi, che dovete chiedere ai magistrati incaricati perché langue.

Prima di tutto credo bisogni però individuare le responsabilità penali dei singoli Rothschild e Rockefeller e colpirli personalmente arrestandoli, confiscandogli i beni e, nei paesi dove è consentito, condannandoli a morte.

Sì, a morte, amici buoni magistrati, perché, proprio io che sono contrarissimo alla pena di morte, credo debba esservi un’eccezione in danno di coloro che — come questi cani rabbiosi di R&R e i loro servi sciocchi massoni — più si sono ‘distinti’ nei massimi crimini contro la collettività o l’ambiente.

Anche perché bisogna invertire la tendenza a punire con più veemenza i crimini contro i singoli, quasi che l’aumento del numero delle vittime attenui le colpe.

Cani rabbiosi, i Rothschild e i Rockefeller, per chiarire meglio le cui responsabilità, riporto di seguito un brano di un documento che ho precedentemente pubblicato contro loro e la massoneria.

16.7.2013

 

 

I Rothschild, i Rockefeller e la massoneria, da essi generata e gestita, quale causa del malessere dell’umanità e della distruzione dell’ambiente negli ultimi tre secoli.

 

 

Eventi apocalittici – anziché le meraviglie che la tecnologia avrebbe potuto donare – hanno caratterizzato negli ultimi tre secoli l’umana vicenda a causa dei misfatti di una rete massonica planetaria sempre più criminale e con sempre più estese frange pedofilo-sataniche.

Pedofilia che serve per compromettere, e satanismo che è l’essenza del ‘gadu’, il dio di incultura, presunzione e occultezza, dei massoni.

Incultura, perché la massonicità è frutto di un’accozzaglia di ‘scienze’ esoteriche, magiche, teosofiche, cabalistiche, astrologiche e simili.

Presunzione, perché la sua essenza è in una gnosi (rivelazione, illuminazione) non aperta a tutti, come la gnosi cattolica, ma, ridicolmente, ai soli ‘iscritti’.

Una gnosi così speciale da trasformare dei tali asini in ‘Illuminati’, perché sarebbe superiore alla gnosi dei ‘banali’ (i comuni cattolici, o comunque i cittadini).

‘Banali’ che, da ultimo, gli ‘Illuminati’, non potendo certo convertirli alla loro ‘elevatezza’, possono solo voler eliminare (tra cattolici e non, troppi ‘banali’ sul pianeta) con l’ausilio del loro dio opposto: satana.

Occultezza, perché sono da sempre cose da non potersi nemmeno dire.

‘Illuminati’ che, da quando esistono (diciamo dal 1723), sono sempre stati usati, comprati e venduti, dai Rothschild e dai Rockefeller, nei  loro strategismi signoraggistici, per promuovere, infiltrare, corrompere e dirottare di tutto: la rivoluzione francese, russa, cinese, cubana, il risorgimento italiano, l’unità d’Italia, e tutto quant’altro; ogni moto o evento in ogni continente; le guerre di indipendenza, quelle mondiali e la politica odierna.
Perché — compresi Che Guevara, Castro, Gandhi, e quelli che lo sono stati o lo sono occultamente, come il subdolo filo-bilderberghino rotto a tutto Napolitano, o i Beatles, apici della ‘cultura’ massonico-canora delle droghe per fini di distruzione di massa — sono stati o sono massoni quasi tutti: Robespierre, Napoleone, Marx, Lenin, Stalin, Cavour, Mazzini, Garibaldi, Einstein, Freud, Roosevelt, Churchill, Allende, Spinelli, Gorbaciov, Obama, l’ONU e l’UE. E persino Mussolini, che odiava la massoneria, ne fu sempre circondato. Fino a Mameli, che ci fa cantare «Fratelli d’Italia..» in onore, non degli italiani, ma dei suoi «Fratelli» massoni.

Una massoneria sempre tanto altisonante ed entusiastica negli ‘Illuminati’ toni, quanto avida, abietta e doppia nei fatti. Una massoneria in cui il potere bancario, in realtà indifferente a ideologie e religioni, ha sempre intruppato di tutto, strutturandola oggi come un’unica cosca planetaria ‘moralmente’ supportata da magistratura deviata, burocrazia, politica, esercito, polizia, media e imprenditoria bancaria e non, nonché materialmente diretta da falangi criminali composte da moltissimi di costoro. Una rete di idioti o criminali che dominano il mondo con la paura e il ricatto.

7.6.2013,

Alfonso Luigi Marra

Tratto da: http://www.signoraggio.it

Marra: eliminare giudizialmente i Rothschild e Rockefeller. De-massonizzare la Corte Europea e la giustizia mondiale.
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La Grecia ora inchioda la Merkel: "Dacci 162 mld per l'occupazione nazista" Atene pronta a tutto contro la Germania

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Berlino dovrebbe svenarsi per risarcire gli ellenici per i danni

dovuti all'aggressione della Wehrmacht. Il premier Samaras:

"Abbiamo un rapporto top secret"

Atene è pronta a prendersi la rivincita con Berlino. Quando il conto si fa salato, i greci cominciano a giocare duro. La Grecia iperindebitata e strozzata dal suo maggior creditore, la Germania passa al contrattacco con un rapporto top secret che fa tremare la cancelleria tedesca. Il governo ellenico pretende un maxirisarcimento di 162 miliardi di europer l'occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale.

Una bomba per Berlino -  Una cifra così alta è il frutto di uno studio approfondito di una commissione di "saggi" (ce li hanno pure ad Atene) che dopo la lettura di trattati internazionale e soprattutto di diverse sentenze ha stilato il conto salatissimo. I 162 miliardi di euro equivalgono all'80 per cento del pil greco. Una somma del genere potrebbe mettere in sesto le casse del partenone e con le spalle al muro l'esattore tedesco. La Germania infatti di questi problemi non ne ha mai avuti, pur essendo una nazione perdente al tavolo della pace post-bellico. Per la sua posizione strategica sullo scacchiere europeo in piena guerra fredda, la Germania ha goduto di un condonno del 60 per cento del debito di guerra.

Conto salatissimo -  La stessa sorte non è toccata alla Grecia. Il premier greco, Antonis Samaras, che con i ministri degli Esteri e delle Finanze ha letto ed esaminato del rapporto frena. C'è la paura di indispettire di teutonici che tengono per la gola Atene essendo appunto Berlino il maggior creditore dello Stato ellenico. "La decisione se pubblicarlo sarà presa al massimo livello, e non è questo il momento di aprire un nuovo scontro con Berlino", ha detto, citato da Spiegel online, un alto esponente greco. Nel conto rientrano le ingenti distruzioni che l'esercito tedesco seminò in tutta la penisola greca e anche gli orrendi crimini contro l'umanità cosumati durante l'occupazione. La Germania dovrebbe alla Repubblica ellenica, al valore attuale, circa 108 miliardi di euro per la ricostruzione postbellica imposta dai gravissimi danni dell'aggressione nazista e dell'occupazione. Più altri 54 per i prestiti coatti che dal 1942 al 1944 il paese occupato dovette versare all'occupante, senza mai ricevere nulla indietro, 

Ribaltare il tavolo - Il silenzio che ha applicato il governo greco non gode di favori tra l'opinione pubblica greca. E i giornali spingono per ribaltare il tavolo con Berlino: "Il governo di coalizione attuale ha una responsabilità storica, dovrebbe rendere pubblici tutti i risultati dell'inchiesta e trovare una posizione su questo tema scottante che, nel momento in cui siamo sottoposti all'estremo pressing dei nostri creditori, può esplodere come una bomba". Insomma ora la Merkel potrebbe prendersi in testa un bel boomerang a ritmo di sirtaki. La storia prima o poi estingue il suo debito. (I.S.)
Tratto da:http://www.liberoquotidiano.it
La Grecia ora inchioda la Merkel:  "Dacci 162 mld per l'occupazione nazista"  Atene pronta a tutto contro la Germania
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IDENTITA' DI POPOLO

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POPOLI LIBERI

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Il Fondo di Redenzione Europeo è stato approvato, ecco cosa ci aspetta

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in MONETA -BANCHE - VARIE

L'articolo non è recentissimo ma sempre buono da sapersi. Questa è l'Europa che ci vogliono imporre. Tenetelo bene in mente. Claudio Marconi

E’ incredibile che non se ne sia parlato in tv e nei giornali, ma forse non sapete che il famoso Redemption Fund è stato approvato dalla UE ed è pronto per la ratifica nei singoli paesi. Riporto una serie di considerazioni, tra loro pure contrastanti, e dati alla mano fate le vostre considerazioni anche se nessun politico o banchiere ve le ha chieste dato che la crisi la gestiscono loro mentre noi paghiamo. Dioni

Non bastava dunque il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità, la cui entrata in vigore è definitiva dato che ieri è stato approvato dalla Corte Costituzionale tedesca, dopo essere stato approvato a luglio in italia. Non era sufficiente neppure il Fiscal Compact, o meglio il pareggio di bilancio, che trasforma un’entità illegittima – il debito – in una leva costituzionale bastevole a giustificare qualunque tipo di provvedimento che il governo di turno decida di calare sulle teste degli Italiani.

Ora l’Unione Europea sforna l’ERF, European Redemption Fund, o per meglio dire il Fondo Europeo di Redenzione (o Riscatto). Il 13 giugno scorso infatti il Parlamento europeo ha approvato, con il voto su due risoluzioni, il regolamento per il rafforzamento della governance dell’UE, si tratta quindi di ratificarlo nei singoli paesi.

L’European redemption fund  (Erf) farebbe confluire l’importo dei vari debiti pubblici degli Stati dell’Eurozona per la parte eccedente il 60% del PIL in un apposito fondo; l’Erf verrebbe garantito dagli Stati nazionali membri attraverso i loro asset pubblici e da almeno una percentuale di tasse riscosse a livello nazionale. Tale fondo, poi, emetterebbe bonds europei caratterizzati da una rigorosa scadenza di 20, massimo 25 anni. In questo lasso di tempo, tutti gli Stati aderenti avrebbero, inoltre, l’obbligo di assettare il proprio rapporto debito/PIL al 60%. Ci troviamo di fronte, quindi, ad un fondo la cui esistenza è temporaneamente limitata e che comunque deve essere completamente rimborsato dagli Stati membri alla fine della sua durata. Da questa soluzione (che non implicherebbe la riformulazione dei Trattati esistenti o la scrittura di nuovi, ma che può essere concretizzata mediante semplici intese) Paesi come l’Italia dovrebbero ricevere il  vantaggio di pagare nel complesso interessi sul debito relativamente bassi, mentre Paesi come la Germania dovrebbero sopportare costi maggiori rispetto agli attuali per finanziare interamente il relativo debito.

Proprio al fine di compensare questo sbilanciamento, i Paesi finanziariamente ed economicamente più solidi pretenderebbero in cambio un rispetto vero e proprio degli impegni presi. L’Italia, ad esempio, sarebbe tenuta a perseguire scrupolosamente un percorso finanziario ben delineato al fine di portarla nei tempi stabiliti al 60% del rapporto debito/PIL, ed i miglioramenti in materia verrebbero annualmente ed accuratamente valutati. Se ci dovesse essere un allontanamento dalla “retta via” non è affatto esclusa, come extrema ratio, l’ipotesi di cacciata dal fondo … tutto questo perlomeno in teoria.

In cambio dell’obbligo (controllato a vista da ispettori) a pagare una sorta di mega mutuo per azzerare il debito sopra il 60% esso offre tassi quasi tedeschi, si stima circa 80-100 punti base sopra il Bund, forse addirittura zero.

Non è poco, si tratta di uno sconto gigantesco rispetto ai tassi che l’Italia ha sempre pagato sul suo debito, solo che questa volta vanno restituite anche quote di capitale.

Considerazioni sull’ERF di Rischiocalcolato.it

Qui bisogna intendersi su una questione fondamentale: Vogliamo ridurre il nostro debito pubblico oppure no e fare una bancarotta classica ( o uscire dall’euro etc etc)?

Come sapete io penso che il modo corretto e meno doloroso di uscire dalla tenaglia del debito sia pagarlo, dunque non riesco a giudicare il redemption fund in termini negativi, ed anzi lo vedo come uno strumento eccezionalmente conveniente per gestire il nostro debito pubblico. Ovviamente il rischio sta nell’escussione della garanzia. Cioè se l’Italia ritardasse o non effettuasse i pagamenti previsti scatterebbero clausole automatiche sul nostro patrimonio. (si ipotizza che ad esempio,che  l’oro fisico di ciascuna banca centrale europea venga trasferito temporaneamente alla BCE la quale farebbe da garante e da “banco” per punire chi sgarra).

Peraltro il redemption fund, deresponsabilizerebbe la nostra scassata classe politica in senso positivo, cioè il Bersani di turno se la potrebbe comodamente prendere col redemption fund ( e i soliti cattivi tedeschi) ove dovesse prendere decisioni impopolari.

Al solito la differenza verrà fatta da COME il redemption fund verrà pagato, ovvero se dalla leva fiscale oppure dai tagli di spesa e dalla cessione di patrimonio pubblico improduttivo (perchè in mano allo Stato).

Risoluzioni approvate

La prima risoluzione (clicca qui), denominata Gauzes, dal nome del relatore, è stata approvata con il 73% dei voti a favore (qui è possibile vedere il dettaglio) e ha messo nero su bianco un principio da far accapponare la pelle: l’assoggettamento a tutela giuridica di uno Stato membro (a decorrere dal 2017). Ciò significa che ‘le autorità dello Stato membro interessato attuano le misure raccomandate (dalle istituzioni europee, NdA) relative all’assistenza tecnica (…) e presentano alla Commissione un piano di ripresa e di liquidazione dei debiti per approvazione. Cioè il Governo nazionale perde ogni tipo di potere decisionale e operativo; in altre parole lo Stato è privato totalmente della propria sovranità. In altri termini potremmo dire che è commissariato. Formalmente occupato dall’esercito della grande finanza internazionale. Nessun complottismo, dunque…è una vera e propria dittatura dell’euro e dell’UE. Non a caso, l’ex presidente Cossiga si esprimeva in questi termini: “l’organizzazione politica più antidemocratica che esiste oggi al mondo è l’Unione Europea. (…) se uno stato sovrano si fosse dato un’organizzazione istituzionale come quella dell’UE saremmo scesi tutti quanti in piazza. Armati.”

La risoluzione Ferreira (clicca qui), approvata con il 74% dei voti favorevoli (vedi qui), stringe il cappio, introducendo appunto il nuovo fondo, l’ERF – il Fondo Europeo di Redenzione (o Riscatto). Tecnicamente, è l’articolo 6 quinquies a definire il biblico provvedimento, ‘al fine di ridurre il debito eccessivo nell’arco di un periodo di 25 anni’. Gli Stati membri dovrebbero trasferire ‘gli importi debitori superiori al 60% del PIL all’ERF nell’arco di un periodo di avviamento di 5 anni’, attuare ‘una strategia di consolidamento di bilancio e un’agenda di riforme strutturali’,costituire ‘garanzie per coprire adeguatamente i prestiti concessi dall’ERF’, ridurre ‘i rispettivi disavanzi strutturali durante il periodo di avviamento per rispettare le norme di bilancio’. Il passaggio sicuramente più insidioso è quello relativo alle garanzie: secondo gli analisti tedeschi, l’Italia dovrebbe partecipare al fondo con la quota più grande (40%), ovvero oltre 950 miliardi di euro. Per coprire il prestito dell’ERF, l’Italia potrebbe essere costretta a cedere (almeno per 25 anni) una frazione più o meno cospicua del gettito delle imposte nazionali, a vendere una parte del patrimonio (asset) pubblico, a dare in pegno le proprie riserve auree e di valuta estera. Perdendo tutto, nel caso non riesca a onorare il prestito dell’ERF. Siamo dunque in un nuovo circolo vizioso: riforme strutturali e ripianamento di un debito illegittimo, attraverso un nuovo ricorso a prestito (ovvio, no?! secondo la logica degli usurai è infatti normale che una persona indebitata faccia ricorso a nuovi prestiti!). Ma questa volta gli strozzini vogliono garanzie a copertura: ci penseranno le nostre tasse e il patrimonio del nostro paese.

Il Parlamento Europeo (con poche lodevoli eccezioni) fiancheggia dunque, più o meno ignaro, le istituzioni antidemocratiche europee, come la Commissione e la BCE, e aiuta le banche e la finanza mondiale a dissanguarci, attraverso il nuovo Fondo Europeo di Redenzione.

Parliamoci chiaro: se ci sembrava essere di aver raggiunto il fondo con le ‘raccomandazioni’ poco amorevoli dell’UE, il pareggio di bilancio, il meccanismo europeo di stabilità, dobbiamo cambiare idea: l’ERF ci sta traghettando all’inferno. Non abbiamo scuse: solo noi possiamo realmente ‘redimerci’, riscattarci come cittadini, affrancandoci da questa Europa e dai partiti complici e conniventi con banche e grande finanza. Solo poi possiamo liberarci dalla dittatura del Dio denaro.

Considerazioni di WallStreetItalia.com

Ma quali sarebbero per noi le conseguenze e quali i vantaggi di un simile scenario? Il team londinese di Mediobanca Securities, guidato da Antonio Guglielmi, tenta di rispondere al quesito con una simulazione che si basa su alcune assunzioni: un costo di rifinanziamento dell’Erf pari al 3,25% annuo, un tasso di crescita reale medio annuo del Pil, nell’eurozona, di 1/1,5 punti percentuali, e un tasso di inflazione non oltre il 2%.

Il Fondo, nel modello elaborato, avrebbe, dal momento della costituzione, una vita residua di 25/30 anni, periodo sufficiente a “redimere” le quote eccedenti.
Per l’Italia si tratta di conferire la porzione maggiore, pari a circa 950 miliardi di euro: circa il 40% del totale, che ammonterebbe a 2.300 miliardi qualora dal Fondo venissero esclusi i paesi già sotto tutela congiunta di
Fmi e Ue (Portogallo, Irlanda, Grecia).

vantaggi sarebbero consistenti: per la quota conferita, il paese trarrebbe risparmi sul rifinanziamento di 24 miliardi l’anno (1,5% del Pil). Ne godremmo più della Spagna (0,3% del Pil) in virtù del peso minore della quota madrilena, mentre la Germania dovrebbe sopportare un extra-costo pari allo 0,4% del prodotto.

 

Ma non è tutto oro quel che luccica: i paesi aderenti sarebbero sottoposti a una stretta condizionalità: una parte delle entrate fiscali dovrebbe esser destinata a ripagare le quote in maturazione dello stock trasferito, in modo da annullare il carico totale nei termini stabiliti.

Gli stati dovrebbero anche immobilizzare collaterali a garanzia dell’Erf, pari almeno al 20% dell’importo confluito. Il collaterale verrebbe “sbloccato” solo ad “espiazione” raggiunta.

Mediobanca stima che, per l’Italia, durante i primi anni di attività dell’Erf, circa l’8% delle entrate fiscali dovrebbe essere asservito al meccanismo di redenzione, ma la percentuale si ridurrebbe con il passare degli anni, riducendosi a meno del 3% nell’ultimo decennio di vita del Fondo.

In termini di budget, i vincoli alle spese sarebbero stringenti. E i tagli draconiani: se l’Erf fosse entrato in vigore nel 2011, il Belpaese avrebbe dovuto sforbiciare la spesa di ben 16 punti percentuali, mentre necessiterebbe di un avanzo primario pari – in media – al 4% annuo, per più di due decenni, al fine di redimere interamente la propria quota.

Basti pensare che, con i sacrifici sostenuti dagli italiani nel 2011, l’avanzo al netto degli interessi è stato pari all’1% del Pil. Certo, si tratta pur sempre di una stima, ma indicativa dei costi approssimativi di una simile strategia.

L’Italia, nel passato, ha già dato dimostrazione di poter mantenere avanzi primari per periodi prolungati, ma bloccare il bilancio per quasi tre decenni sembra una sfida di portata immane, anche dal punto di vista politico.

Per questo, secondo Guglielmi, un piano di drastica riduzione dello stock del debito, da effettuare per mezzo di cessioni del patrimonio pubblico, potrebbe affiancare l’Erf, riducendo il rigore di bilancio anno per anno, e i sacrifici per i contribuenti.

 

Considerazioni di Byoblu.com

Vedi video allegato

Ecco la trascrizione del video.

Si chiama pignoramento dello stipendio, e molti di voi la conoscono come quella pratica odiosa cui un creditore può ricorrere per farsi pagare. Per dirla in parole povere: quel che guadagni ti viene decurtato di un quinto o di un terzo a vita, o fino a quando il debito non sia stato ripianato. E’ odiosa perché, in qualche modo, seppure matematicamente sia a somma zero, non aggredisce il tuo patrimonio, ma ti toglie direttamente il futuro, per cui ti regala la sgradevole sensazione di essere un condannato nel braccio della morte, che vive solo per attendere l’ora della sua uccisione.

Dopo avere ideato fondi di stabilizzazione nei quali iniettiamo decine di miliardi; dopo avere ideato un meccanismo di stabilità per il quale pagheremo 8 miliardi entro l’anno e centinaia in prospettiva; dopo avere deciso che noi italiani dobbiamo pagare 20 miliardi per le banche spagnole, indebitandoci al posto loro, oggi lepolitiche strozza-popoli di quel nodo scorsoio economico nel quale si è trasformata l’Europa ne stanno inventando un’altra.

Si chiama European Redemption Fund (ERF per gli amici), cioè Fondo di Redenzione (nel senso di estinzione) Europeo. L’idea è che, siccome siamo stati cattivi, ora dobbiamo essere redenti, come se ci fosse poi un unto del Signore in grado di confessare gli stati e comminare il giusto numero di Ave Marie economiche. Il peccato capitale è il debito pubblico. Fa niente che sia divenuto il male assoluto solo perché ci hanno tolto gli strumenti per rifinanziarcelo da soli, ovvero la sovranità monetaria: deve calare sotto al 60% del Pil e basta. Ma come fare? Difficile, in un momento in cui vige la religione dell’austerity, alla quale come monaci autoflagellanti ci imponiamo di obbedire - chissà, forse nella speranza di guadagnarci un posto nel paradiso dei neoliberisti -: le tasche sono vuote e sotto al materasso non c’è più niente.

Ci voleva il colpo di genio. E la brillante idea è arrivata. Così hanno preso spunto da quelle società finanziarie che prima ricoprono lo sprovveduto e incauto cittadino di soldi spesso non richiesti e poi, quando è in difficoltà, procedono a pignorargli lo stipendio a vita. E qual è lo stipendio di uno Stato? Sono le sue entrate fiscali, naturalmente. Perché dunque non pignorare le tasse degli stati con un debito pubblico superiore al 60% del Pil per una ventina di anni? Secondo Goldman Sachs, si tratta di ragionare su qualcosa come 1541 miliardi per la Germania, 1193 per la Francia, 954 per l’Italia, 652 per la Spagna, 364 per l’Olanda, 225 per il Belgio e 181 per l’Austria. Si parte con 2,3 miliardi di euro in totale. Certo, per garantire il fondo, gli stati beneficiari del pignoramento (sembra un ossimoro: uno che beneficia dalla sua stessa confisca dello stipendio) dovranno tirare fuori le proprie riserve di oro (guarda un po’), che sono l’unica certezza rimasta, visto che il metallo prezioso è la sola valuta universalmente accettata e che non dipende dai giochetti computerizzati di questi nerds dell’alta finanza, che dopo gli accordi di Bretton Woods hanno potuto sbizzarrirsi con le loro funamboliche masturbazioni monetarie. Una volta messo finalmente l’oro sul piatto, loro procedono a pignorarci le entrate tributarie fino al 2035 o giù di lì. E se le tasse non bastano (sai com’è, c’è l’austerity)? ZAC: via l’oro! Loro chi? Non si sa, esattamente come non si sa quali organizzazioni finanziarie gestiranno il MES, il Meccanismo Europeo di Stabilità sul quale non potremo avere informazioni perché i documenti saranno secretati e inviolabili, tranne che dovremo dargli almeno 125 miliardi: questa è l’unica informazione che ci viene gentilmente concessa.

Wolfgang Schäuble, il ministro delle finanze tedesco, ha già detto che non si può fare, perché l’ERF violerebbe i trattati europei, i quali sostengono che nessun paese può essere considerato responsabile del debito pubblico di un altro. Curioso, veramente curioso, visto che è dall’inizio della crisi che non facciamo altro che indebitarci per salvare altri paesi dai loro debiti, e ora perfino le banche dai loro stessi debiti. Ma forse Schäuble intendeva dire che è alla Germania che i trattati impediscono di essere responsabile verso le sue colonie, visto che se partisse il Redemption Fund gli spread (secondo gli analisti che notoriamente ci azzeccano sempre) si stringerebbero parecchio, e i tedeschi non potrebbero più recuperare soldi freschi a interessi virtualmente zero sulle spalle degli altri, avvantaggiandosi di un tasso di accrescimento industriale che dal 1999 al 2010 è passato dallo 0,9% al 9%, di una disoccupazione che nello stesso periodo è scesa dal 10,5% al 7,4% per toccare il 6,7% di quest’anno e di un tasso di crescita del Pilpartito all’1,5% e finito due anni fa al 3,5%. Invece, se partisse l’ERF, costerebbe qualcosa come lo 0,6% del Pil tedesco per ogni anno di pignoramento. E loro a queste cose ci tengono.

Ma certo, se ci mettiamo l’oro…

Fonti:

http://testelibere.it/blog/erf-la-nuova-spada-di-brenno

http://www.rischiocalcolato.it/2012/07/

http://www.wallstreetitalia.com

http://www.byoblu.com

Tratto da: http://www.dionidream.com

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Putin sfida l’Ordine Mondiale dominato dagli Stati Uniti

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Con gli avvenimenti determinati dalla crisi in Ucraina, la Russia per la prima volta lancia apertamente una dura sfida all’ordine mondiale che gli Stati Uniti hanno imposto al mondo.

Secondo quanto scritto dagli analisti della Fondazione Carneige, nonostante le sanzioni e le pressioni esercitate dalle potenze occidentali sulla Russia, Mosca è ben determinata a proseguire il suo progetto di lanciare una sfida all’ordine mondiale dominato da Washington.

Nell’analisi fatta da alcuni specialisti di questioni geopolitiche, si rileva che, benchè ci siano relazioni stabilite già da molti anni fra Mosca e le organizzazioni occidentali, il governo di Putin non ha mai aderito di fatto all’ordine mondiale statunitense e non ha esitato a criticarlo in diverse occasioni.

Tuttavia sembra che questa volta il presidente russo, Vladimir Putin, sia fortemente determinato nel proseguire con il suo progetto di stabilire alleanze con i paesi che si oppongono all’ordine mondiale unipolare di matrice USA.

Nel corso della sua ultima riunione a La Haya, i dirigenti dei grandi paesi occidentali hanno deciso di sospendere le attività del G-8 e di ritornare al modello precedente del G-7 formato unicamente dai sette paesi più industrializzati dell’Occidente.

Durante i 16 anni della sua adesione al G-8, la Russia non è riuscita mai ad integrarsi nell’ordine mondiale controllato dagli Stati Uniti. In questo senso, la sparizione del G8 non avrà grandi ripercussioni per la Russia e per la sua politica estera.

In effetti, da che il vecchio cancelliere tedesco Gerhard Schroder ed il presidente francese Jacques Chirac abbandonarono questo gruppo nella decade del 2.000, Putin non nascose che non aveva un vero interesse di partecipare a questo gruppo.

Nel corso di tutti questi anni, la politica dei paesi occidentali è consistita nel mettere ai margini la Russia mentre le potenze occidentali proseguivano con i loro tentativi di dominare ogni volta di più il sistema internazionale.

Tuttavia questa politica è risultata controproducente per l’Occidente visto che la Russia è rimasta come un paese autonomo rispetto all’ordine mondiale nordamericano senza aver stabilito delle vere relzioni strutturali con Washington e con Bruxelles.

Nonostante questo la Russia è stata orgogliosa di essere presente in numerose istituzioni ed organizzazioni internazionali.

La Russia è un membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, membro del gruppo dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), membro del Consiglio d’Europa, sebbene dopo la decisione delle potenze occidentali di espellere la Russia dal G8 e le critiche dello stesso Consiglio per la condotta russa in Crimea, è probabile che Mosca abbandoni volontariamente quest’ultimo organismo.

Il Consiglio Russia-NATO, che è stato uno strumento efficace per coordinare le relazioni strategiche fra Mosca e l’Alleanza Atlantica, attraverso ugualmente un momento delicato.

Sembra quindi che Putin si stia preparando ad un contrattacco in tutti i campi: a livello politico, economico e militare.

In questa direzione i russi cercheranno di promuovere l’unione dei paesi dell’Eurasia con i suoi vicini prossimi e con altri paesi.

In forma molto più attiva che in passato, la Russia vuole sviluppare le sue relazioni con i paesi che non accettano di sottomettersi alle direttive di Washington, in particolare quelli che non aderiscono alle sanzioni contro Mosca. In questo senso, risulta evidente che paesi come la Cina o l’India non andranno a ridurre il livello attuale della loro cooperazione con la Russia.

Sul piano regionale, i dirigenti russi cercheranno di rinforzare anche le loro relazioni con il Giappone, con la Corea del Sud, con la Turchia, con l’Iran, con l’Egitto, con l’Argentina, con il Messico, il Brasile o Singapore, ecc..

In base a questo piano i russi tenderanno ad essere pragmatici e si concentreranno essenzialmente nella cooperazione economica per poter aggirare, almeno parzialmente, le sanzioni che gli Stati Uniti e la UE vorranno imporre.

In effetti tutti sanno che è impossibile immaginare che le sanzioni ,quelle che l’Occidente deciderà di imporre a Mosca ,possano avere l’effetto di assoggettare la Russia ad un isolamento paragonabile a quello della Corea del Nord.

Mentre gli USA considerano la Russia come un paese debole ed una potenza in fase di decadenza, il presidente Putin crede che siano invece gli Stati Uniti quelli che vivono i loro ultimo periodo come superpotenza mondiale.

Putin aveva già resistito alle pressioni degli USA nella questione di Edward Snowden. Nella crisi dell’Ucraina, la Russia ha ottenuto di rafforzare di nuovo la sua posizione nel mezzo di una nuova sfida lanciata contro il proprio paese dalle potenze occidentali.

Tratto da  El Espiadigital

Traduzione di Luciano Lago

Fonte controinformazione.info

http://www.sapereeundovere.it

Tratto da: http://terrarealtime.blogspot.it

Putin sfida l’Ordine Mondiale dominato dagli Stati Uniti
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Casaleggio: "Il M5S non è contro l'euro", e nicchia sui bilanci del blog

Pubblicato su 22 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Dopo l'operazione subita il guru del Movimento torna a parlare: "L’euro è un problema non in sé, ma per come viene gestito"

 

20 aprile 2014

Il M5S si riscopre europeista o, almeno, non così contrario all’euro come sembrava essere. Lo svela il guru del Movimento, Gianroberto Casaleggio, che attraverso un’intervista pubblicata da Il Fatto Quotidiano torna in scena dopo l’operazione da poco subita. E torna parlando di espulsioni, bilanci e "caratteracci", senza smentire l’idiosincrasia nei confronti dei giornalisti che, a suo dire, sono “nipotini di Goebbels”.

 

Europa ed euro

“Noi vogliamo rimanere dentro l’Europa – spiega Casaleggio -, quella economica visto che quella politica non esiste, ma pretendiamo delle garanzie e di poter far sentire la voce dell’Italia. Non diciamo che l’euro è sbagliato. L’euro è un problema non in sé, ma per come viene gestito”.

 

Renzi e Berlusconi

Non è preoccupato Casaleggio dalla possibilità che il premier, con la sua politica, porti via voti al Movimento. “Non sono i 5Stelle a dover aver paura di Renzi, ma Berlusconi, visto che l’ex sindaco di Firenze è un suo clone”.

 

Le espulsioni

“Le nostre espulsioni sono il risultato della democrazia diretta – spiega il guru del Movimento -. Esistono situazioni simili anche in altre democrazie occidentali, come negli Usa, dove esiste il ‘recall’. Noi lo abbiamo introdotto con le elezioni europee. Quando si viene eletti si fa un patto, anche con gli elettori. Se si viene meno a questo patto si va a casa e, per avviare la procedura d’espulsione, servono 500 firme di iscritti. Noi abbiamo poche regole, che non sono imposte a nessuno, chi vuole le accetta ed entra nel Movimento. Il passaggio dalla democrazia rappresentativa alla democrazia diretta richiede un’adesione”.

 

“Vaffa” e bilanci poco chiari

“Abbiamo un cattivo carattere”, questa la giustificazione di Casaleggio per una serie di comportamenti adottati dal Movimento fondato da lui e da Beppe Grillo. Avere un cattivo carattere è la motivazione che popola quella che somiglia alla gogna mediatica in cui, in alcuni casi, il blog di Grillo si trasforma ed è, testualmente, la risposta data alla domanda: “Perché non essere totalmente trasparenti, non sono soldi rubati”, facendo riferimento ai bilanci del sito di Grillo e a quelli di Casaleggio. “I dati li pubblicheremo complessivi, non suddivisi sito per sito” e questo perché “l’ho detto: ho un cattivo carattere”.

E, a proposito dei bilanci del sito, una frase stupisce particolarmente, soprattutto se a pronunciarla è un esperto della rete: “Quando mai fai soldi con Google?”, si domanda Casaleggio riferendosi alla pubblicità.

 

- See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Casaleggio-Il-M5S-non-e-contro-l-euro-e-nicchia-sui-bilanci-del-blog-136fca65-a7d5-4587-9091-639a9a4215ff.html#sthash.5Vo73gFw.dpuf

Casaleggio: "Il M5S non è contro l'euro", e nicchia sui bilanci del blog
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INTIMA COERENZA E ASPETTO ESTERIORE: considerazioni sul presidio di Forlì del 9 dicembre

Pubblicato su 21 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POPOLI LIBERI

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Ogni Popolo Stolto ha i Furbi che si Merita, Dio Salvi L'Italia dalla Politica e dalla Pazzia degli Italiani.

Pubblicato su 21 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Ponte sullo Stretto, Lupi lo rimpiange ma l’opera ci sta costando già 1 miliardo

La società dell'Anas che avrebbe dovuto realizzare l'opera non può chiudere la liquidazione per i contenziosi aperti. Udienza il 26 maggio e il conto da pagare potrebbe salire ancora

Cosa vuoi che sia un miliardo davanti ai tanti che si potevano ancora rubare per gli amici degli amici?.Ma questi grandissimi figli di non meglio identificati padri e di mignote, quanto ancora dovranno dissanguarci, umiliarci ed essere profumatamente pagati e privilegiati per annientarci?.

Berlusconi tra Stretto di Messina e Alitalia non ne ha fatta una giusta facendo pagare a tutti gli italiani il prezzo delle sue "visioni" ben beneficiarsi in campagna elettorale. E Lupi gli dà corda... aveva detto che l'accordo con Etihad e Alitalia era fatto !!! povero illuso, questi sono gente con le palle, i debiti di Alitalia (500 mil.) non li vogliono e andrà a finire che se li accollerà lo Stato italiano e cioè tutti noi cittadini, come per lo Stretto di Messina.Ma poi cavolo ..anche fosse...lo stato che fa contratti con clausole vessatorie per se stesso!!! Quà secondo me è successo questo,semplificando....Berlusconi aveva bisogno di fare qualcosa di eclatante..IL PONTE!!!! già sapendo che non si sarebbe mai fatto per cui ai suoi amichetti che hanno "vinto" l'appalto ha fatto un regalino..".se il ponte non si fa vi dovremo coprire di soldi" tanto vedrete che non si farà ed avrete un contratto dalla vostra per pretendere i soldi.... in soldoni io credo che sia andata grossomodo così.Altrimenti uno stato con gli attributi avrebbe espresso un concetto diverso, del tipo..." c'è da fare sto lavoro, io stato lo pago e lo appalto al miglior offerente, le clausole vessatorie sono per ritardi nella consegna, per lavori male eseguiti, per vizi occulti, sarete controllati giorno e notte da tecnici dello stato. Se i lavori dovessero essere interrotti da parte dello stato verrà saldato solo il lavoro già svolto."Questo dovrebbe dire!!! Qualcuno dirà " eh ma così nessuna ditta lo vorrebbe fare!!".E qui casca l'asino...non è vero!! nessuna ditta che vuole mangiarci, riciclare denaro, affiliata alla mafia, Se lo stato fosse forte la ditta che lo vorrebbe fare verrebbe sicuramente fuori, magari però non sarebbe di qualche amichetto dei politici!!!.ORA.Il miliardo fatelo pagare al PREGIUDICATO CONDANNATO E MANDATO HAI SEVIZI SOCIALI visto che era solo lui che lo voleva.SU.Lupi è che fa parte della categoria della politica definibile, grammaticalista; cioè di eleltti in Parlamento che definiscono piani e progetti in termini di locuzioni retoriche, come lo stesso berlusconi, inventore dell'impresa Ponte Stretto, operazione propagandistica e avventurista con posa della 1° pietra e soldi spesi dal contribeuente per pagare l'Ente Stretto tanti ; la liquidazione finale di questo giocattolo dei compari berlusconiani: un miliardo tondo, tondo. Ma Lupi continua ad agitare impudentemente questa truffa fatta agli italiani come niente..tanto paga Pantalone e le parole non costano niente..se sono identificabili come cialtronerie si può sempre dire, no, non è vero o fare spallucce.E' una bella soddisfazione avere il ponte più costoso del mondo. Un ponte unico nel suo genere che permette la viabilità in una sola direzione. Un bel flusso di denaro dalle casse dello Stato al MagnaMagna di turno.Consoliamoci sul fatto che il tunnel della Gelmini dal Gran Sasso a Ginevra è costato molto meno. L'importante è puntare sempre sulle grandi opere.Dove Berlusconi ha messo le mani sulla cosa pubblica si è sistematicamente verificato questo fenomeno fisico: i cittadini hanno perso montagne di denaro (ergo: impoveriti), Berlusconi ha guadagnato una montagna di denaro (ergo arricchito). E gli italioti ancora a votarlo…robe da matti.Se è vero che la Pazzia Umana è incontenibile,specialmente quando serve per arricchire i Soliti Politici, Affaristi, Speculatori, Intrallazzatori,mi viene da chiedermi come puo' Esistere un Popolo cosi' Imbecille che permetta queste Pazzie e permetta che Milioni di Euro della Collettivita' vadano sperperati in queste ed altre Opere Pazzesche. Ogni Popolo Stolto ha i Furbi che si Merita, Dio Salvi L'Italia dalla Politica e dalla Pazzia degli Italiani.

Tratto da:www.bezzifer.com

Ogni Popolo Stolto ha i Furbi che si Merita, Dio Salvi L'Italia dalla Politica e dalla Pazzia degli Italiani.
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Migranti, fino a 900€ di paga mensile secondo le nuove disposizioni di legge

Pubblicato su 21 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Suscita indignazione una lettera inviata dalla Prefettura di Sassari ai sindaci e commissari straordinari dei comuni e delle province di Sassari e Olbia, protocollata il 25 marzo dal Comune di Ossi, in cui si fa riferimento sia l’individuazione di strutture, anche alberghiere, «in grado di dare ospitalità a 40 migranti fino a giugno 2014 giunti sulle coste italiane di recente» (e altri 40 in un periodo successivo), sia che gli enti dovranno assicurare a loro «oltre a vitto e alloggio, ulteriori prestazioni (tra cui la gestione amministrazione, assistenza generica, servizio di pulizia, fornitura di biancheria e abbigliamento, prodotti per l’igiene, pocket money di € 2,5 al giorno e tessera/ricarica telefonica di € 15 all’ingresso), a fronte di un corrispettivo massimo di 30 € al giorno oltre IVA a persona».

Provvedimenti che assumono connotati vergognosi se pensiamo che quella zona è ancora alle prese con i postumi dell’alluvione del 2013 e la preoccupante crisi economica che attanaglia milioni di italiani, e non si può non pensare alle numerose vittime di suicidi.

Purtroppo però, è tutto vero anche se l’erogazione è prevista per un termine di sei mesi, lo si può constatare oltre che dalla copia del provvedimento prefettizio pubblicata in basso, anche dal seguente link che riporta al sito della Gazzetta Ufficiale: decreto del 24 aprile 2013, firmato dall’ex ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri, in cui si legge all’articolo 1 quanto segue: «Le provvidenze economiche spettanti ai profughi italiani e loro familiari a carico, di cui all’art. 5 della citata legge n. 763/1981, così come modificato dall’art. 2 della legge 15 ottobre 1991, n. 344, aggiornate alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo della famiglie di operai ed impiegati, sono determinate nei seguenti importi: a) indennità di sistemazione “una tantum” pari a € 3.555,29; b) contributo straordinario pro capite giornaliero per un periodo massimo di sei mesi pari a € 35,56».

prefettura

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