Blog di frontediliberazionedaibanchieri

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

Il Pd boccia per errore la delibera di Bilancio: “Ci siamo sbagliati”

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Non è scherzi a parte, è il Consiglio Comunale di Roma. Ecco in che mani siamo: votano e non sanno neanche per cosa. Roba da pazzi. In un paese normale li manderebbero tutti a casa a falcioni. Claudio Marconi

di  - 23/07/2014 - Prima il panico, poi una giunta d'emergenza per la correzione

ROMA - La maggioranza dell’assemblea capitolina ha bocciato per sbaglio la delibera che riguarda l’aumento dell’Imposta Unica Comunale che include anche la disciplina di Imu e Tasi.“Qualche consigliere faceva avanti e indietro per il corridoio, qualcuno mandava messaggi al cellulare” scrive Paolo Foschi sul Corriere della Sera. Insomma c’era una certa rilassatezza in aula che ha portato gli esponenti di Pd e Sel a bocciare con nonchalance le loro stesse proposte. Sembra che nessuno si fosse accorto di nulla fino alla comparsa del risultato sul tabellone: 22 contrari, 6 favorevoli, nessun astenuto ed è subito complotto. In un primo momento si è pensato ad un tiro mancino del centro sinistra ai danni del sindaco Marino, ma poi è arrivata la sincera ammissione del Capogruppo dem Francesco D’Ausilio «Ci siamo sbagliati».

SEDUTA SOSPESA - La seduta è stata sospesa nella paura che potesse perfino saltare la manovra di Bilancio, ed è stata convocata una riunione di giunta “last minute” per avviare l’iter bis. La delibera dovrà ripercorrere tutte le tappe dall’inizio fino ad arrivare ad una nuova votazione. «Adesso rifarà il suo iter e tornerà in Aula rinnovata ma mantenendo il suo impianto» ha spiegato al Corriere Alfredo Ferrari, presidente della Commissione Bilancio. “Sorprende e rattrista constatare che la maggioranza che dovrebbe governare la città più importante di Italia non sa come e cosa si stia votando.” Hanno scritto in una nota i consiglieri del Movimento 5 Stelle. A seduta ripresa i componenti della maggioranza hanno messo a verbale di aver sbagliato a votare.

Tratto da:http://www.giornalettismo.com

Il Pd boccia per errore la delibera di Bilancio: “Ci siamo sbagliati”
commenti

METRO ROMA, ORA C'E' IL PIZZO SUI BIGLIETTI

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Ah, l'integrazione........c.m.

Nelle stazioni il livello di criminalità è altissimo, i turisti vengono presi d'assalto da borseggiatori di ogni tipo e quando si riesce a evitare il peggio ecco spuntare chi ti accerchia per estorcerti quella che più che elemosina sarebbe meglio chiamare "pizzo".

Tratto da: http://www.ilmessaggero.it

METRO ROMA, ORA C'E' IL PIZZO SUI BIGLIETTI
commenti

Il Governatore della Banca dei Regolamenti Internazionali Teme una Nuova Lehman a Causa del Sovraindebitamento Globale

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Ambrose EP dal Telegraph  riporta un'intervista al direttore della BRI, la banca delle banche centrali, che si sta preparando al prossimo aumento dei tassi di interesse: dopo aver indotto un enorme indebitamento a livello globale, è ora di tirare la rete! 
(Grazie per la segnalazione a Roberto Nardella) 
 
 Jaime Caruana dice che gli investitori a caccia di rendimenti stanno ignorando la prospettiva di un aumento dei tassi di interesse.
 

La Banca dei Regolamenti Internazionali ha avvertito che l'economia mondiale oggi è vulnerabile a una crisi finanziaria comelo era nel 2007, con l'ulteriore rischio che i rapporti di debito sono ora molto più alti e anche i mercati emergenti sono stati coinvolti.
 

Jaime Caruana, a capo del cane da guardia finanziario con sede in Svizzera, ha detto che gli investitori, nella loro vorace caccia ai rendimenti, hanno ignorato il rischio della stretta monetaria.
 
 
 
"I mercati sembrano considerare solo uno spettro molto ristretto di potenziali esiti. Hanno indugiato nella convinzione che le condizioni monetarie rimarranno facili per un tempo molto lungo, sentendosi più garantiti di quanto le banche centrali non vogliano in realtà fare ", ha detto al Telegraph.
 

Mr Caruana ha detto che il sistema internazionale è per molti versi più fragile di quanto non fosse all'inizio della crisi Lehman. Da allora i rapporti di debito nelle economie sviluppate sono aumentati di 20 punti percentuali, al 275pc del PIL.
 
 
 
Gli spread creditizi sono scesi a livelli bassissimi. Le aziende stanno prendendo in prestito pesantemente per riacquistare leproprie azioni. La BRI ha detto che il 40pc dei prestiti sindacati sono a mutuatari sub-investment grade, un rapporto più altorispetto al 2007, con sempre meno garanzie per i creditori.
 

La svolta preoccupante in questo ciclo è che la Cina, il Brasile, la Turchia e le altre economie emergenti, da parte loro, hanno ceduto al boom del credito privato, in parte come effetto del quantitative easing dell'Occidente.
 
 
 
Anche i loro rapporti debito sono aumentati di 20 punti percentuali,al 175pc. I tassi di interesse medi a cinque anni aono all'1pc in termini reali. E' un tasso estremamente basso, e potrebbe improvvisamente invertire la direzione. "Stiamo osservando attentamente la situazione. Se nel 2007 eravamo preoccupati perun eccessivo indebitamento, oggi non possiamo certo sentirci più rilassati", ha detto.
 

"Può essere che il debito sia distribuito meglio perché alcuni paesi altamente indebitati hanno cominciato a ridurre la loro esposizione, come il settore privato negli Stati Uniti o in Spagna, e le banche sono meglio capitalizzate. Ma ora c'è anche più sensibilità ai movimenti dei tassi d'interesse".
 
 
 
La BRI ha avvertito che secondo la sua relazione annuale di due settimane fa i mercati azionari sono diventati "euforici". La volatilità è scesa al minimo storico. I titoli azionari europei sono aumentatidel 15pc in un anno, nonostante la crescita vicina a zero e un calodel 3pc degli utili attesi. Il rapporto prezzo-utili corretto per il ciclo dell'indice S&P500 negli Stati Uniti maggio ha raggiunto 25 punti, sei punti sopra la sua media di mezzo secolo. Il valore della Q diTobin1 è molto più tirato che nel 2007.
 

"Nel complesso, è difficile evitare il senso di una disconnessione sconcertante tra l'esuberanza dei mercati e gli sviluppi economici di fondo a livello globale", ha detto.
 
 
 
Mr Caruana ha rifiutato di pronunciarsi su quando la bolla scoppierà. "Come ha detto Keynes, i mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto tu possa rimanere solvente", ha detto.
 

La BRI dice che il prolungato stimolo monetario negli Stati Uniti, inEuropa e in Giappone ha portato ad una dispersione di liquidità,che ha contaminato il resto del mondo. Le potenze emergenti dell'Asia non sono più in grado di agire da barriera - come hanno fatto dopo il crash Lehman - e ora possono essere esse stesse una fonte di rischio.
 

I mercati emergenti hanno accumulato $ 2.000 miliardi di debito in valuta estera dal 2008. Sono una bestia molto più grande di quantonon fossero durante la crisi del sud-est asiatico alla fine degli anni '90, così che qualsiasi crisi farebbe più danni. "Le conseguenze sarebbero particolarmente gravi se la Cina, col suo boom finanziario fuori misura, dovesse vacillare", ha detto.
 

I funzionari della BRI in privato dubitano che la Cina possa evitare un 'atterraggio duro', temendo che la crescita estrema del credito nel corso degli ultimi cinque anni dovrà portare ad una resa dei conti finanziaria. Essi inoltre dubitano che le conseguenze possano essere, alla fine, più facili da affrontare in un sistema bancario controllato dallo Stato in cui il partito comunista controlla le leve del credito.
 

Il rapporto annuale suggerisce che i 4.000 miliardi di dollari di riserve della Cina sono in realtà una linea Maginot. Esso osservache anche gli Stati Uniti erano un grande creditore estero negli anni'20, come lo era il Giappone negli anni '80, prima che ciascuno di essi entrasse in una crisi profonda. "Di volta in volta, sia nelleeconomie avanzate che nelle economie emergenti, dei bilanci delle banche apparentemente forti si sono rivelati mascherare delle vulnerabilità insospettabili che sono venute a galla solo dopo che il boom finanziario è stato seguito dalla frenata", ha detto.
 
 
 
 
La BRI è il decano delle istituzioni finanziarie del mondo, creata a Basilea nel 1930 per sistemare il caos lasciato dalle riparazioni di guerra della Germania in forza del Trattato di Versailles. Da allora si è trasformata nella banca delle banche centrali, e ultimamentenel bastione dell'ortodossia monetaria. Ha emesso un crescendo di allarmi durante lo sviluppo della crisi Lehman, riprendendoimplicitamente la Federal Reserve degli Stati Uniti e gli altri permantenere i tassi di interesse troppo bassi, che a suo parereminacciano la crescita economica futura.
 

La BRI ha avuto ragione, anche se non tutti sono d'accordo chefosse nel giusto per le giuste ragioni. I monetaristi sostengono che la Grande Recessione è stata dovuta a una stretta eccessiva infase di recessione. Ciò ha causato una compressione della crescita dell'aggregato monetario M3 qualche mese prima della crisi bancaria.
 

La BRI ha sostenuto il QE come misura di emergenza all'inizio del 2009 per evitare una spirale deflazionistica, ma ha chiesto da tempo un ritorno ad una politica monetaria convenzionale, e persino ad un aumento dei tassi. "Il rischio predominante è che le banche centrali si troveranno spiazzate, uscendone troppo tardi o troppo lentamente", ha detto.
 

Questo ha guadagnato alla BIS una reputazione ideologica daScuola austriaca, accusata di incoraggiare la dura liquidazione dei debiti. La banca lo nega, facendo risalire la sua dottrina all'economista svedese pre-keynesiano Knut Wicksell.
 

Wicksell pstulava un "tasso di interesse naturale". Tenere i tassi troppo bassi crea una serie di problemi. Mentre il suo modello si presenta come la moderna "Taylor Rule" utilizzata dalla Fed e daaltre banche centrali, tuttavia è diverso in alcuni aspetti cruciali.
 
 
 
Confidando nella sua causa, la BRI più o meno incrimina leistituzioni delle banche centrali di imperizia. "La politica economicanon si rilassa nelle fasi di espansione, ma si fa espansiva in modo aggressivo e persistente durante le frenate Questo induce una distorsione verso il basso dei tassi di interesse e una distorsione verso l'alto dei livelli del debito, che a sua volta rende difficile alzare i tassi senza danneggiare l'economia - una trappola del debito. "
 

"Crisi finanziarie sistemiche non diventano meno frequenti o intense, debiti privati e pubblici continuano a crescere, l'economia non riesce a crescere su un percorso più forte sostenibile e lepolitiche monetarie e fiscali rimangono a corto di munizioni. Nel corso del tempo, le politiche perdono la loro efficacia e possono finir per favorire le condizioni stesse che cercano di prevenire ", ha detto.
 
La richiesta isolata di Basilea per la disciplina la contrappone alla Fed, alla Banca del Giappone, alla Banca d'Inghilterra, e anche aFrancoforte in questi giorni. Ha provocato una riposta insolitamente piccante da Londra all'inizio di questo mese. "La politica monetariaha aiutato ed incoraggiato l'assunzione di rischi? Spero di sì. E' per questo che la facciamo", ha detto il chief economist della Banca d?inghilterra Andy Haldane.
 

"E' bello che ci sia dibattito", ha detto Caruana coraggiosamente. Eppure rifiuta di fare marcia indietro. "C'è qualcosa di strano acombattere il debito incentivando più debito."
 

Ora sta combattendo su un nuovo fronte, mettendo in discussione ilnuovo entusiasmo della Fed per le curve macro-prudenziali come prima linea di difesa. "Non ci sono prove che possano condizionaregli squilibri finanziari. Non pensiamo che le macro-pro possanoservire come sostituto", ha detto.
 
 
 
Mr Caruana ha detto che la ripresa degli Stati Uniti non è unaconferma dello stimolo monetario, ma la prova che la migliore risposta alle "recessioni di bilancio" è quella di tagliare i rami secchie sbloccare le risorse per nuove tecnologie. "Gli americani sono stati piuttosto aggressivi nel forzare il riconoscimento delle perdite e c'è stata una rapida ricapitalizzazione delle banche. Questo è il motivo per cui ha avuto successo. Il ruolo del quantitative easing è una questione aperta."
 

Il sig Caruana nega la paura della deflazione globale come allarmista, anche se la svedese Riksbank ha appena abbandonato il suo campo e tagliato i tassi vicino allo zero per evitare una trappola in stile Giapponese. La deflazione è molto improbabile che accada in Occidente, insiste. Il leggero calo dei prezzi in genere èbenignocomunque. "Non dobbiamo esagerare il ruolo delladeflazione nella storia", ha detto.
 
La Grande Depressione è l'eccezione, non la regola. Sistemi di welfare e assicurazione contro la disoccupazione ora rendono unesito simile quasi impossibile. "Negli anni '30 gli ammortizzatori erano molto diversi", ha detto.
 

I critici fanno difficiltà ad accettare questa rassicurazione, in quanto la Spagna, la Grecia, il Portogallo, l'Irlanda e la Lettonia hanno tutti attraversato delle depressioni nel corso degli ultimi sei anni, e Italia, Francia e Olanda sono tutti vicini alla deflazione da debito. La preoccupazione è ciò che ora potrebbe accadere a delle regioni dell'Europa se ci fosse una nuova flessione o uno shock esterno. I rapporti di debito sono più alti di quanto non fossero nel 19° secolo. L'"effetto denominatore" della deflazione oggi è quindi più distruttivo.
 
 
 
Il Fondo Monetario Internazionale ha lasciato intendere che potrebbe essere meglio per il mondo di abbattere la sua montagna di debito con alcuni anni di inflazione, come hanno fatto gli Stati Uniti tra la fine degli anni '40 e primi anni '50, armati di repressione finanziaria. 
Alla domanda se avrebbe sosten
uto questa forma di riconoscimento delle perdite per i creditori, gli è quasi mancato il respiro. "Bisogna opporsi decisamente" ha detto.
 
 
 
 
1La variabile q di Tobin viene definita come il rapporto tra il valore di mercato di un'impresa e il costo di rimpiazzo del suo stock di capitale. Tale valore è semplicemente il costo che l'impresa dovrebbe sostenere per riacquistare tutte le proprie strutture e i propri impianti ai prezzi di mercato correnti. Quindi il valore della q misura, fondamentalmente, il rapporto tra il valore di mercato dell'impresa acquistata sul mercato finanziario (ad esempio in una borsa valori) e il valore della stessa impresa se si volesse riacquistare il suo stock di capitale sul mercato dei beni. (da Wikipedia)
 
Tratto da:http://vocidallestero.blogspot.it/J 
Il Governatore della Banca dei Regolamenti Internazionali Teme una Nuova Lehman a Causa del Sovraindebitamento Globale
commenti

QUESTO E' QUANTO AVVENIVA SUI CIELI DELL'UCRAINA

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

Special Briefing by the Ministry of Defence of the Russian Federation on the crash of the Malaysian Boeing 777 in the Ukrainian air space, July 21, 2014

 


Speech of the Chief of the Main Operations Directorate – the Deputy Chief of the General Staff of the Armed Forces of the Russian Federation Lieutenant-General A.V.Kartapolov

 

Dear representatives of mass media!

Ladies and gentlemen!

After the Malaysia Airlines Boeing-777 accident on July 17, following the international airway Amsterdam - Kuala Lumpur, we can find quantity of conflicted information. In this case the Russian Federation Ministry of Defense considers necessary to submit information having at the General Staff disposal. On the scheme you can see the international airway. The Boeing-777 was supposed to fly on this airway. Draw your attention to the fact that the aircraft followed inside the specified air-corridor to Donetsk, then it deviated from the route to north. Meanwhile the maximum distance from the left border of the air-corridor was 14 kilometers.


Then we can see that the Boeing-777 turned back to the borders of the specified air-corridor. Nevertheless Malaysian aircrew didn’t succeed the maneuver. At 17.20 we entered the event of the aircraft rate reduction, at 17.23 the aircraft’s point blinked off on the radar. Why did the aircraft cross the border of the air-corridor? Was it the navigation mistake, or the aircrew followed the Dnepropetrovsk ground control orders? We will find the answers after “black boxes” and communication decoding. According to our information on the day of the accident the Ukrainian Armed Forces deployed 3 to 4 artillery battalions of Buk-M1 missile system not far from Donetsk. The system allows hitting the targets on the distance up to 35 kilometers and on the altitude to 22 kilometers. Why did the Ukrainian Armed Forces deploy these air defense units in the Donetsk region?As we know militants don’t have aircrafts. On the scheme we can see that both projected impact point and the airway are inside the air defense battle zone of the Ukrainian Armed Forces’ Buk-M1 missile system. We have satellite photos of the Ukrainian Air Defense systems deployed in the South-East of the country.

The first 3 photos are dated July 14, 2014:

On the first photo you can see the Buk missile systems deployed 8 kilometers north-west to Luhansk. On the photo you can see clearly a self-propelled launch system and 2 loading vehicles.


On the second photo you can see radars deployed 5 kilometers north to Donetsk. We can see 2 radars, different equipment and facilities.


On the third photo we can see air defense equipment deployed north to Donetsk. You can see clearly self-propelled launch system with turned launch shoe and near 60 units of military and special-proposed equipment, mounted defilades and facilities.


Here you can see a photo of the same area on July 17. Draw your attention that the antiaircraft system is absent on this photo.


On the fifth photo we can see Buk-M1 artillery battalion deployed 50 kilometers east to Donetsk and 8 kilometers south to Shakhtarsk. We can answer: why the battalion was deployed near to the territory controlled by militants just before the accident?


On the photo of same area dated July 18 we can see that the battery left the occupied position. Besides it, on July 17 we detected increased activity of Ukrainian radars 9S18 Kupol-M1 of the Buk missile system.


On the photo you can see that 7 radars worked on July 15, 8 radars on July 16, and 9 radars on July 17. Since July 18 there are only 2-3 radars per twenty-four hours. We shall find out the reasons for the events.


I want to expose air situation in Donetsk area that day. On the picture you can see information of objective control since 17.10 to 17.30 Moscow time.


At that time there were 3 civilian aircrafts:

Flight from Copenhagen to Singapore at 17.17;

Flight from Paris to Taipei at 17.24

Flight from Amsterdam to Kuala Lumpur. Besides it, Russian system of air control detected the Ukrainian Air Force aircraft, purposed Su-25, moving upwards toward to the Malaysian Boeing-777. The distance between aircrafts was 3-5 kilometers.

Su-25 can gain an altitude of 10000 meters for a short time. It is armed with air-to-air missile R-60 able to lock-on and destroy target at a distance of 12 kilometers, and destroy it definitely at a distance of 5 kilometers. What was the mission of the combat aircraft on the airway of civilian aircrafts almost at the same time and same altitude with the civilian craft? We want to have this question answered.

The video of the Rostov Aerial Center of the Joint Air Traffic Management System can corroborate the information. The Chief of Staff of the Air Force Lieutenant-General Igor Makushev will comment the video.

 


Commentary of the Chief of Staff of the Air Force of the Russian Federation Lieutenant-General I.Y.Makushev

 

Dear Ladies and Gentlemen!

Today the Aircraft Air Traffic control has acquired some objective control materials from the Rostov Aerial Center of the Joint Air Traffic Management System. The video presents the air control information on air situation in the region of Donetsk in the period from 17.19 P.M. to 17.25 P.M. Moscow time on July 17, 2014. In the upper left corner there is a Boeing-772 mark, following the route from Copenhagen to Singapore. Under this point there is another aircraft, it is Boeing-777 mark, which is on his way from Amsterdam to Kuala Lumpur. And on its right there is a Boeing-778 mark making its way from Delhi to Birmingham. All the three aircraft have been steadily monitored by the three radar stations of the air traffic control of the Ministry of Defense of the Russian Federation. Boeing-777 is moving towards the Russian Federation state boundary and is to cross it in the point of «TONAK». An air traffic control officer has been controlling the aircraft flight and keeps on enquiring its flight variables to compare them with the given ones. At 17.20 P.M. at the distance of 51 kilometers from the Russian Federation state boundary and the azimuth of 300 degrees the aircraft started to lose its speed obstructively which is quite distinctively to be seen on the table of the aircraft characteristics. At 17.21 35 seconds P.M. with the aircraft speed of 200 km/h at the point of the Boeing crash there is a new mark of the aircraft to be seen. The aircraft was steadily monitored by radar stations of Ust-Donetsk and Butirinskoe during 4 minutes period. Air control officer having enquired the characteristics of newly appeared aircraft couldn’t possibly get them because it is in all likelihood that the aircraft had no secondary deduction system amounted on it, which is put typically for military aircraft. The early detection of this aircraft appeared to be quite impossible because the air situation control is usually performed by radars working in a standby mode which detection possibilities at the given distance are over 5000 m altitude.

The detection of the aircraft turned out to be possible as the aircraft ascend it.

The further aircraft flight variables changes on its route testified the fact that it is now flying in the area of Boeing crash and is monitoring the situation. Earlier the Ukrainian officials reported that on the day of the Boeing-777 accident there were no military aircraft available in the region. So, as you can see, it is not appeared to be true. Thank you for your attention.

Ladies and Gentlemen, we also have some questions to our US partners.According to the statement of the US representatives they have some pictures from the space supporting that missile launching was made by the militants.But nobody has seen these pictures.

According to our dates from 17:06 till 17:21 Moscow time on the July 17 over the South-Eastern territory of Ukraine flew US space satellite. This is a special device of the experimental space system designed to detect and track various missiles launches. If the US party has photos made by the satellite, please let us ask them to show the world’s community for further investigation.

Is it coincidence or not? However the time of the Malaysian Boeing-777 accident and the time of the observation done by the satellite over the Ukrainian territory are the same. To conclude it I would like to mention that all the concrete information is based on the objective and reliable dates of the different Russian equipment in contrast to the accusations of the US against us made without any evidence.The good example of such fact is that some mass media showed transportation of the Buk-M1 missile system from Ukrainian to Russian territory.We can clearly see that its frame-up. These pictures were made in the city of Krasnoarmeisk that is confirmed by a banner situated close to the road. This banner has an address of the car shop situated at the Dnepropetrovskaya, 34. Since May 11 the Krasnoarmeysk city is under control of the Ukrainian Armed Forces. That is why we have some questions. What kind of launching system is it? Where is it transported? Where is it now? Why is it unloaded completely? What was the last time it launched missiles? To end my speech I would like to emphasize that the Russian Federation did not deliver to the militants any Buk-M1 missiles systems and other equipment. All the dates prepared by the Ministry of Defense of the Russian Federation will be transmitted today to the experts of the European countries and Malaysia. I hope these dates will help to make the reliable investigation of the tragedy that happened on the July 17 over Donetsk. The Ministry of Defense will continue to inform you about the newly revealed facts connected with the air disaster of Malaysian Boeing-777.

Thank you for your attention.

 


Reference: official web-site of the Ministry of Defence of the Russian Federation
Tratto da: http://www.mid.ru
QUESTO E' QUANTO AVVENIVA SUI CIELI DELL'UCRAINA
commenti

Una Banca pubblica per cittadini e imprese. Una chimera? No ce lo chiede l'Europa...

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

La proposta di legge di iniziativa popolare presentata a Roma dal “Movimento Base Italia”

 

di Cesare Sacchetti
(Coordinatore per Roma del Movimento Base Italia)

 
Una banca pubblica per i cittadini e per le imprese. Non è una chimera, ma un progetto che può essere realizzato senza andare contro i Trattati. Francia e Germania lo hanno già fatto e utilizzano la loro Banca di Stato per erogare il credito alle imprese a bassi tassi di interesse. Può farlo anche l’Italia nel pieno rispetto delle normative comunitarie. Ieri è stata presentata a Roma da “Movimento Base Italia”,  insieme alla Senatrice Blundo (Movimento 5 Stelle)  che ha aderito all’iniziativa, una proposta di legge di iniziativa popolare che preveda l’istituzione di una banca di Stato per i cittadini e le piccole e medie imprese, insieme ai  tre referendum abrogativi per fermare l’operazione “Mare Nostrum”, sopprimere gli anatocismi bancari reintrodotti dal Governo Renzi e mettere fine alla disparità contrattuale tra marittimi italiani e stranieri, che mette in competizione i nostri marinai con quelli extracomunitari più appetibili dagli armatori per il loro basso costo causando una drammatica disoccupazione in questo settore strategico per la Nazione. “E’ stato un piacere firmare i referendum e questa proposta di legge popolare. La Banca di Stato è lo strumento ideale per dare il credito alle piccole e medie imprese”,  così ha commentato la Senatrice Blundo che ha espresso grande preoccupazione per le riforme costituzionali che rischiano di ledere se non limitare del tutto gli strumenti di democrazia diretta, “questa riforma del Senato sta aprendo le porte a una dittatura. L’iniziativa di Movimento Base Italia è storica e sono felice di parteciparvi”.
 
I vantaggi che comporterebbe l’istituzione di una Banca di Stato sono molti, in particolare la possibilità che lo Stato avrebbe di ricomprare il proprio debito pubblico calmierando i tassi di interesse e il famigerato spread. L’Avv. Valeria Sanfilippo,  responsabile dell’Ufficio Legale  di Movimento Base, sottolinea  come verrebbe restituita alle piccole e medie imprese la possibilità di creare sviluppo e abbattere la disoccupazione, guadagnando un risparmio netto di 70 miliardi di Euro all’anno per gli interessi sul debito pubblico: ”La Banca Pubblica potrebbe prestare direttamente il denaro alle piccole e medie imprese e noi abbiamo bisogno di investimenti per far ripartire l’economia. Dare il credito a basso costo è un modo ottimale per far ripartire l’economia, utilizzando gli strumenti che ci danno i trattati”. Il profilo della nuova banca pubblica sarebbe di un istituto partecipato interamente dal Tesoro, che versi i propri utili nelle casse dello Stato. La nascita di questo Ente Bancario Italiano passerebbe dalla nazionalizzazione del Monte dei Paschi di Siena e del Gruppo Carige, gruppi bancari in sofferenza con forti perdite, che il nuovo gruppo bancario pubblico acquisirebbe facendosi carico delle passività ma anche degli utili che ne deriverebbero, evitando la privatizzazione dei profitti e la socializzazione delle perdite che è stata la regola prevalente nel capitalismo italiano degli ultimi anni. 
 
Una proposta semplice e immediata realizzabile in breve tempo con il consenso trasversale di tutto l’arco parlamentare, che potrebbe fare propria questa legge di iniziativa popolare riallacciando così quel filo diretto con la società civile che da troppo tempo è stato reciso bruscamente. In questo caso lo Stato interviene nell’economia e nella regolazione dei processi economici in maniera virtuosa e doverosa, consentendo alla macchina di ripartire e di interrompere una crisi economica che dura ormai da troppi anni. 
 
Non si ricorda nella storia economica del secolo scorso una recessione così lunga, nemmeno dopo la disastrosa crisi del 1929, quando gli Stati sovrani cominciarono a fare politiche economiche anticicliche, in primis gli Stati Uniti  con il WPA (Work Progress Administration) e l’Italia con l’istituzione dell’IRI. I Trattati  lasciano degli spazi di manovra per questo tipo di intervento, e dal momento che ci viene ripetuto e detto a ogni piè sospinto che dobbiamo rispettare i dettami di Bruxelles, abbiamo l’occasione per farlo con un intervento a sostegno dell’economia. 
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
Una Banca pubblica per cittadini e imprese. Una chimera? No ce lo chiede l'Europa...
commenti

IO SONO PALESTINA……...

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

Tratto da: https://www.youtube.com/watch?v=07UOtlBzQks

commenti

GLI 80 EURO DI RENZI SONO A DEBITO ?

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Dietro il suggerimento di un nostro lettore pubblichiamo l'art. 50 del D.L. 66/2014, da prestare molta attenzione al comma 6 che, gli ormai famosi 80 euro, saranno a " saldi attivi " per l'anno 2014 ed a debito per gli anni fino al 2018. C.M.

Art. 50 
 
                     (Disposizioni finanziarie) 
 
  1. In relazione a quanto disposto dagli articoli  da  8  a  10,  le
disponibilita' di competenza e di  cassa  delle  spese  del  bilancio
dello Stato per beni e servizi, ad  esclusione  delle  spese  per  il
funzionamento delle istituzioni  scolastiche,  sono  ridotte  di  200
milioni di euro annui per l'anno 2014 e di  300  milioni  di  euro  a
decorrere dal  2015,  secondo  quanto  indicato  nell'allegato  C  al
presente decreto e secondo un criterio di riparto relativo  al  tasso
di adesione agli strumenti di acquisto  messi  a  disposizione  dalle
centrali di committenza. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
ai fini delle successive riduzioni, e' autorizzato ad  accantonare  e
rendere indisponibili le somme  di  cui  al  periodo  precedente.  Le
amministrazioni  possono  proporre  variazioni  compensative,   anche
relative a  missioni  diverse,  nell'ambito  degli  stanziamenti  per
l'acquisto di beni e servizi, entro 60 giorni dalla data  di  entrata
in vigore della  legge  di  conversione  del  presente  decreto,  nel
rispetto  dell'invarianza  sui  saldi  di  finanza  pubblica.   Resta
precluso  l'utilizzo  degli  stanziamenti  di  conto   capitale   per
compensare spese correnti. Le riduzioni previste dal  presente  comma
sono comprensive  degli  effetti  di  contenimento  della  spesa  dei
Ministeri, derivanti dall'applicazione dalle disposizioni  specifiche
volte al contenimento della spesa di cui agli articoli 14, 15,  e  26
del presente decreto. 
  2.  Al  fine  di  consentire  alle  Amministrazioni   centrali   di
razionalizzare  la  gestione  delle   risorse   in   relazione   alle
disposizioni recate dal presente articolo ed evitare la formazione di
debiti fuori bilancio, nelle more  del  completamento  della  riforma
della legge di contabilita' e finanza pubblica di cui alla  legge  31
dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni e integrazioni,  in
via sperimentale per gli anni 2014 e 2015, il Ministro  dell'economia
e delle finanze, nel rispetto dell'invarianza degli effetti sui saldi
di finanza pubblica, e' autorizzato ad apportare, con propri decreti,
da comunicare alle Camere, variazioni  compensative,  in  termini  di
competenza e cassa, in ciascuno  stato  di  previsione  della  spesa,
nell'ambito degli stanziamenti  dei  capitoli  rispettivamente  della
categoria 2 - consumi intermedi e della categoria 21  -  investimenti
fissi lordi, previa motivata e documentata richiesta da  parte  delle
Amministrazioni interessate. La compensazione non puo' riguardare  le
spese predeterminate per legge. 
  3. Fermo restando quanto previsto dall'articolo  8,  comma  3,  del
decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito dalla legge  7  agosto
2012, n. 135, al fine di assicurare  la  riduzione  della  spesa  per
acquisti di beni e servizi per gli enti pubblici di cui al  comma  4,
lettera c), dell'articolo 8 del presente decreto,  nelle  more  della
determinazione  degli  obiettivi  da  effettuarsi  con  le  modalita'
previste dal medesimo  articolo  8,  comma  5,  i  trasferimenti  dal
bilancio dello Stato agli enti e agli organismi anche  costituiti  in
forma societaria, dotati di autonomia finanziaria,  compresi  fra  le
pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge
30 dicembre  2009,  n.  196,  con  esclusione  delle  regioni,  delle
province autonome di Trento e di Bolzano, degli  enti  locali,  degli
enti del servizio sanitario nazionale, sono ulteriormente ridotti,  a
decorrere dall'anno 2014 su base annua, in misura pari al 5 per cento
della spesa sostenuta per consumi intermedi nell'anno 2010. Nel  caso
in cui per effetto delle operazioni di gestione la predetta riduzione
non  fosse  possibile,  per  gli  enti  interessati  si  applica   la
disposizione di cui ai periodi successivi. Gli enti e  gli  organismi
anche  costituiti  in   forma   societaria,   dotati   di   autonomia
finanziaria, che non ricevono trasferimenti dal bilancio dello  Stato
adottano interventi di razionalizzazione per la riduzione della spesa
per consumi intermedi in modo da assicurare  risparmi  corrispondenti
alla misura indicata nel periodo precedente; le  somme  derivanti  da
tale  riduzione  sono  versate  annualmente  ad   apposito   capitolo
dell'entrata del bilancio dello Stato entro il 30 giugno  di  ciascun
anno. Il presente comma non si applica agli enti e organismi vigilati
dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli
enti locali. 
  4. Gli enti e organismi  di  cui  al  comma  3  possono  effettuare
variazioni compensative fra  le  spese  soggette  ai  limiti  di  cui
all'articolo 6, commi 8, 12, 13, del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n. 133, e all'articolo  1,
comma 141, della legge 24  dicembre  2012,  n.  228,  assicurando  il
conseguimento degli obiettivi complessivi di contenimento della spesa
previsti dalle citate  disposizioni  e  il  versamento  dei  relativi
risparmi al bilancio dello Stato. Il comma  10  dell'articolo  6  del
decreto-legge n. 78 del 2010, convertito,  con  modificazioni,  dalla
legge n. 133 del 2010, e' soppresso. Qualora, con l'attuazione  delle
misure  di  cui  al  presente  articolo  o  di  ulteriori  interventi
individuati dagli enti stessi  nell'ambito  della  propria  autonomia
organizzativa, non si raggiungano i risparmi previsti  dal  comma  3,
gli enti interessati possono provvedere anche attraverso la riduzione
delle altre risorse destinate a interventi di  natura  corrente,  con
l'esclusione delle spese di personale. 
  5. All'articolo 1, comma 417, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,
le parole "pari al 12 per  cento"  sono  sostituite  dalle  seguenti:
"pari al 15 per cento". 
  6. Al fine di rendere permanente gli sgravi previsti  dall'articolo
1, nello stato di previsione  del  Ministero  dell'economia  e  delle
finanze e' istituito un apposito fondo  denominato  "Fondo  destinato
alla concessione  di  benefici  economici  a  favore  dei  lavoratori
dipendenti", con una dotazione di 1.930 milioni di euro in termini di
saldo netto da finanziare e di fabbisogno e di 2.685 milioni di  euro
in termini di indebitamento netto per l'anno 2015, di  4.680  milioni
di euro per l'anno 2016, di 4.135 milioni di euro per l'anno  2017  e
di 1.990 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018. 
  7. Al fine di reperire le  risorse  per  assicurare  la  liquidita'
necessaria all'attuazione degli interventi di cui al titolo  III  del
presente  decreto,  nonche'  in  considerazione   del   livello   del
fabbisogno del settore statale definito dal Documento di  economia  e
finanza 2014 approvato con Risoluzione del Parlamento, e' autorizzata
l'emissione di titoli di Stato per un importo fino a  40.000  milioni
di euro per l'anno 2014. Tali somme concorrono alla  rideterminazione
in aumento del  limite  massimo  di  emissione  di  titoli  di  Stato
stabilito dalla legge di approvazione del bilancio. 
  8. Ai fini dell'immediata attuazione delle disposizioni recate  dal
titolo III del presente  decreto  e  nelle  more  dell'emissione  dei
titoli di cui al comma 9, il Ministro dell'economia e  delle  finanze
e' autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  occorrenti
variazioni di bilancio e, ove necessario, puo' disporre il ricorso ad
anticipazioni di tesoreria, la cui regolarizzazione, con  l'emissione
di  ordini  di  pagamento  sui  pertinenti  capitoli  di  spesa,   e'
effettuata entro la conclusione  dell'esercizio  in  cui  e'  erogata
l'anticipazione. 
  9. L'allegato 1 all'articolo 1, comma 1, della  legge  27  dicembre
2013, n. 147, e' sostituito dal seguente: 
"Allegato 1 (Articolo 1, comma 1). 
 
    

               In milioni di euro
|===========================================|=======|=======|=======|
|    Descrizione risultato differenziale    |  2014 |  2015 |  2016 |
|===========================================|=======|=======|=======|
|Livello massimo del saldo netto da         |-59.100|-18.200| -1.200|
|finanziare, al netto delle regolazioni     |       |       |       |
|contabili e debitorie pregresse            |       |       |       |
|(pari a 5.710 milioni di euro per il 2014, |       |       |       |
|a 3.150 milioni di euro per il 2015 e      |       |       |       |
|a 3.150 milioni di euro per il 2016),      |       |       |       |
|tenuto conto degli effetti derivanti       |       |       |       |
|dalla presente legge                       |       |       |       |
|===========================================|=======|=======|=======|
|Livello massimo del ricorso al mercato     |320.000|285.000|250.000|
|finanziario, tenuto conto degli effetti    |       |       |       |
|derivanti dalla presente legge (*)         |       |       |       |
|===========================================|=======|=======|=======|
|(*) Al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare     |
|prima della scadenza o di ristrutturare passivita' preesistenti con|
|ammortamento a carico dello Stato e comprensivo, per il 2014, di un|
|importo di 4.000 milioni di euro per indebitamento estero relativo |
|a interventi non considerati nel bilancio di previsione.           |
|===================================================================|

    
  10. Agli oneri derivanti dagli articoli  1, 2, 4, comma 11,  5,  9,
comma 9, 16, commi 6 e 7, 27, comma 1, 31, 32, 35, 36, 45, 48,  comma
1, e dal comma 8 del presente articolo, ad esclusione degli oneri cui
si provvede ai sensi del  comma  9  del  presente  articolo,  pari  a
6.563,2 milioni di euro per l'anno 2014, a 6.184,7  milioni  di  euro
per l'anno 2015, a 7.062,8 milioni di euro per l'anno 2016,  a  6.214
milioni di euro per l'anno 2017 e a 4.069 a decorrere dall'anno 2018,
che aumentano a 7.600,839 milioni di euro per l'anno 2014, a  6.229,8
milioni di euro per l'anno 2015, a 6.236 milioni di euro  per  l'anno
2017 e a 4.138,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018  ai  fini
della  compensazione  degli  effetti  in  termini  di  fabbisogno  ed
indebitamento netto, si provvede  mediante  utilizzo  delle  maggiori
entrate e dalle minori spese derivanti dal presente provvedimento.   
  11.  Il  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  effettua   il
monitoraggio sulle maggiori entrate per imposta sul  valore  aggiunto
derivanti dalle misure previste dal titolo  III del presente decreto.
Qualora dal monitoraggio emerga un  andamento  che  non  consenta  il
raggiungimento dell'obiettivo di maggior gettito pari a  650  milioni
di euro per l'anno 2014, il Ministro dell'economia e  delle  finanze,
con  proprio  decreto,  da  emanare  entro  il  30  settembre   2014,
stabilisce l'aumento delle accise di cui alla Direttiva del Consiglio
2008/118/CE del 16 dicembre 2008, in misura  tale  da  assicurare  il
conseguimento del predetto obiettivo. 
  12. Il Ministro dell'economia e delle  finanze  e'  autorizzato  ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni  di  bilancio
per l'attuazione del presente decreto.
GLI 80 EURO DI RENZI SONO A DEBITO ?
commenti

ISTIGAZIONE AL SUICIDIO: ARRIVATE PIU' DI 15.000 QUERELE

Pubblicato su 22 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

commenti

La speculazione energetica dietro il sostegno israeliano dell’indipendenza del Kurdistan iracheno

Pubblicato su 22 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

Di Elisa Gennaro

Le recenti dichiarazioni dei leader israeliani a favore del riconoscimento di un Kurdistan indipendente in territorio iracheno non rappresentano una novità dal momento che le parti sono in comunicazione da almeno cinquant’anni.
Israele e curdi d’Iraq sono legati da una collaborazione in campo militare sin dagli anni ‘60 con il rifornimento di armi da Israele e training dei militari curdi (Peshmerga), numerose sono le società israeliane per la sicurezza e le telecomunicazioni presenti nel nord dell’Iraq e Israele è un acquirente fidato del petrolio estratto dai curdi.

Lo Stato ebraico inoltre, non ha vincoli diplomatici con il governo centrale iracheno e pertanto può portare avanti transizioni commerciali con l’entità para statale curda senza temere crisi con Baghdad.
Non saranno certamente considerazioni di carattere democratico o la genuina solidarietà con una minoranza ad aver portato i leader di Israele a rendere noto di voler riconoscere il Kurdistan!
Interessi economici si perseguono nel progetto israeliano di balcanizzare Medio Oriente e Nord Africa, gettandoli nel caos proprio attraverso la manipolazione delle minoranze nella regione.

Ora, contestualmente all’ufficializzazione della posizione israeliana, trapela pure la notizia dell’ultima vendita di greggio curdo a Israele.
Non è, infatti, la prima transizione commerciale tra le parti, bensì la quarta spedizione e, alla luce dell’evoluzione politica curda, gli aspetti finanziari diventano un obiettivo decisivo per il Kurdistan poiché senza stabilità economica lo Stato curdo resterà debole in un contesto – quello iracheno – già vulnerabile e dal destino incerto.
I curdi di questo ne sono consapevoli e l’alleanza con Israele riflette una loro visione di forza politica che è pure alla base dell’intesa con la Turchia, primo importatore della produzione curda.

Proprio con la Turchia esiste un accordo di cinquant’anni per la vendita di petrolio estratto nel nord dell’Iraq e che non tiene conto dell’autorità del governo iracheno.
Dal 2005 la leadership curda ha ottenuto da Baghdad il riconoscimento di un governo regionale curdo nel nord dell’Iraq, gli Stati Uniti ne chiedevano la partecipazione al processo politico, ma da allora i curdi hanno dato vita a un mini Stato nello Stato.
Il territorio sul quale vivono è delimitato da frontiere controllate dai Peshmerga, hanno un Ministero degli Esteri, si sono svolte elezioni, hanno un presidente, Barzani, alcuni Consolati sono ospitati ad Erbil e, soprattutto, vivono nella regione irachena più ricca di giacimenti petroliferi.
Questa fu la ragione per cui, negli anni dei Mandati internazionali, lo Stato curdo non sorse mai. Evidentemente col passare del tempo le strategie – degli altri – cambiano e oggi l’Iraq è il luogo dove meglio si manifestano questi cambiamenti.

Al fine di garantire al proprio Stato un’indipendenza economica, la leadership curda punta all’aspetto energetico con l’esportazione di ingenti quantità di petrolio attraverso l’oleodotto costruito nel dicembre 2013 collegato al porto turco di Cehyan. Questa scelta è al centro di dispute politiche con il governo centrale iracheno ed è giunta nel foro legale.

Per il governo centrale – che deve gestire la quinta riserva di petrolio al mondo – il comportamento dei curdi è un affronto alla propria sovranità nazionale – la stessa che gli Usa affermano di voler garantire – e, sostengono da Baghdad, “il greggio estratto a nord del Paese deve attraversare la rete nazionale di oleodotti”.
Secondo il governo regionale curdo invece, la gestione autonoma delle risorse del proprio territorio non è incostituzionale e non costituisce alcuna violazione dal momento che non esiste un contratto che ne regola la gestione.

Non avendo finora avuto alcun effetto l’azione legale verso il governo regionale curdo, Baghdad ha congelato il budget destinato a Barzani, creando disagi nei pagamenti degli impiegati curdi. Anche in reazione a questa scelta, i leader di governo curdi intendono promuovere e potenziare le esportazioni di petrolio ad un prezzo competitivo, e lo fanno nell’ottica di quadruplicarne la quantità venduta.
A differenza di Israele, numerosi Paesi sono vincolati con il governo iracheno da accordi commerciali o da intese per il boicottaggio di Israele e non accettano di acquistare il greggio curdo.
Questo la leadership di Erbil lo sa bene e il porto Turco di Cehyan – dove arrivano 120mila barili al giorno – funge da banco di vendita.

Sapendo quanto sia limitato il proprio bacino di potenziali acquirenti, durante il tragitto si fa richiesta di acquisto del greggio ai Paesi che si attraversano ed è accaduto spesso di ricevere dinieghi di accesso, come ha fatto Malta, o di vedersi rispedire indietro le cisterne come nel caso del Marocco.
Un’altra tattica adottata dai curdi per raggirare la provenienza del greggio, o per mascherare il destinatario quando questo era Israele, è il trasferimento del greggio da una cisterna all’altra.

Il 20 giugno scorso è stata scaricata nel porto israeliano di Ashkelon una cisterna di greggio battente bandiera della Liberia e partita dal Kurdistan, e proprio dal nord dell’Iraq lo stesso giorno era giunto nel porto turco di Cehyan un carico di greggio, presumibilmente lo stesso giunto ad Ashkelon.
I curdi, che spesso preferiscono non commentare, questa volta hanno fatto sapere che il petrolio era stato venduto alla Turchia senza specificare se ci fosse stato un acquirente finale diverso.
Se Israele sia l’acquirente finale o se lavori una parte di greggio per rispedirlo in Turchia, se esista un accordo permanente oppure si tratti singoli accordi di vendita, poco importa qui; il pagamento del greggio scaricato ad Ashkelon il 20 giugno è stato effettuato in una banca turca.
La segretezza sulla vendita di greggio curdo a Israele è stata a lungo rispettata – per volontà turca – e non israeliana, ma con l’avvicinarsi del giorno dell’indipendenza del Kurdistan, essi mettono da parte la discrezione.
“Siamo felici di avere acquirenti per il petrolio perché vuol dire che il nostro diventa sempre più uno Stato”, hanno affermato da fonti del governo regionale curdo.

La forza contrattuale curda oggi è tanto maggiore con la presa di Kirkuk negli scontri tra forze islamiste e militari di Baghdad. Preso il controllo del vitale oleodotto della capitale storica del Kurdistan, il sottosuolo di Kirkuk è anche ricco di un’altra risorsa su cui si punta nel futuro; il gas naturale. Nei prossimi vent’anni, l’Iraq ne diventerà il sesto produttore più grande al mondo.
Per Israele e Turchia, uniti da interessi finanziari, per l’approvvigionamento e la speculazione del petrolio, riflessioni di ordine politico possono aspettare. La Turchia non sembra temere possibili influenze indipendentiste sui curdi turchi, e un’intesa con il Kurdistan iracheno oggi si traduce con la garanzia di una difesa dall’interno contro le forze islamiste. Per Israele, la partnership commerciale con il Kurdistan apre nuovi – o fa ritrovare dei vecchi – sbocchi d’investimento con la Turchia.
La leadership del Kurdistan, mentre si rimette all’alleanza con le due maggiori potenze regionali, Israele e Turchia, fa esercitazione di diplomazia con gli Usa i quali, mentre ambiguamente rilasciano dichiarazioni a favore della tutela dell’unità nazionale irachena, non possono che essere interessati e coinvolti, nell’opzione indipendente curda, soprattutto di fronte alle perdite causate dal mega flop iracheno.

Tratto da:http://www.ilfarosulmondo.it

La speculazione energetica dietro il sostegno israeliano dell’indipendenza del Kurdistan iracheno
commenti

RISCOPRIRE EVOLA

Pubblicato su 22 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

E' importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un’assoluta intransigenza l’idea, in funzione della quale si deve essere uniti. Per combattere il presente e sperare in un futuro migliore, basandoci sulla nostra cultura e non quella che ci viene imposta, rendendoci uomini nuovi. Solo così ognuno avrà la libertà che gli spetta, misurata dalla statura della dignita della sua persona.

Julius Evola è morto e il suo ricordo è stato divorato da quella cloaca sessantottina che chiamano università. La sua immagine è stata manipolata da uomini talmente piccoli da non riuscire a riconoscere la maestosità del suo pensiero, la sua eterogeneità.
Evola avvertiva che uno Stato perfetto con una sostanza umana tarata, decadrebbe presto a infimi livelli, laddove uno Stato imperfetto, guidato da uomini migliori, ascenderebbe ad alti livelli di civiltà. Evola dunque coglieva una tematica di grandassima attualità, ed al contempo poneva un’opzione decisamente antitotalitaria.

Evola poneva un tipo di società in cui ognuno consegue la propria perfezione amando il proprio posto: “Un artigiano che assolve perfettamente alla sua funzione è indubbiamente superiore ad un Re che scarti e non sia all’altezza della propria dignità”. L’importante è che di contro ad ogni forma di risentimento e di antagonismo sociale ognuno sappia riconoscere ed amare il proprio posto, quello conforme alla propria natura, riconoscendo così anche i limiti entro i quali egli può sviluppare le sue possibilità e conseguire una propria perfezione.
La misura di ciò che può esser ancora salvato dipende, per Evola, dall’esistenza, o meno, di uomini che ci siano dinanzi non per predicare formule, ma per esser esempi, non andando incontro alla demagogia e al materialismo delle masse, ma per ridestare forme diverse di sensibilità e di interesse.

Di grande importanza fu ciò che Evola espresse riguardo alla cultura, tema che oggi ha portato a una strettoia mentale di adorazione di scrittori/simulacri per lo più nefasti per il genere umano. Egli affermava che “Ciò che noi chiamiamo « visione del mondo » non si basa sui libri; è una forma interna che può essere più precisa in una persona senza una particolare cultura che non in un intellettuale e in uno scrittore. Si deve ascrivere fra i nefasti della « libera cultura » alla portata di tutti il fatto, che il singolo sia lasciato aperto ad influssi di ogni genere anche quando è tale da non poter giudicare secondo retto giudizio”. I giovani dovrebbero rendersi conto dell’intossicazione operata in tutta una generazione dalle varietà concordanti di una visione distorta e falsa della vita. E sul punto Evola insiste fortemente: egli esorta i giovani ad intraprendere sempre più fortemente una lotta contro il nemico che è in loro stessi e che ha menomato il loro Stato. Nel libro “Orientamenti” egli esclama a gran voce la battaglia da combattere a che si possa riprendere la fiaccola e la consegna da chi non è caduto, imparando dagli errori del passato, sapendo ben discriminare e rivedere tutto ciò che ha risentito, ed ancor oggi risente, di situazioni contingenti. Essenziale è non scendere al livello degli avversari, non ridursi ad agitare semplici parole d’ordine. E’ importante, è essenziale, che si costituisca una élite la quale, in una raccolta intensità, definisca secondo un rigore intellettuale ed un’assoluta intransigenza l’idea, in funzione della quale si deve essere uniti. Per combattere il presente e sperare in un futuro migliore, basandoci sulla nostra cultura e non quella che ci viene imposta, rendendoci uomini nuovi. Solo così ognuno avrà la libertà che gli spetta, misurata dalla statura della dignita della sua persona.

Come può un giovane, che non sia privo di cervello, non percepire qualcosa di affine che gli vibra dentro, quando sente ragionare di sentimenti di lotta, di libertà e di dignità? Come può non credere in un ideale metapolitico che spodesti dalle poltrone tali traditori della propria nazione?

Tratto da:http://www.lintellettualedissidente.it

RISCOPRIRE EVOLA
commenti

Mostra altro

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 200 300 400 500 > >>
Condividi questa pagina Facebook Twitter Google+ Pinterest
Segui questo blog