Blog di frontediliberazionedaibanchieri

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

LE PEN ASFALTA LA GRUBER

Pubblicato su 17 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

E così la Lilli sinistrese è stata asfaltata da una ottima Marine Le Pen. La faziosità delle domande è stata scandalosa, ma le puntuali e precise risposte della francese hanno demolito la conduttrice di otto e mezzo. Era da tempo che la Lilli, tutta casa e sinistra al caviale, attendeva questa serata pensando ad una sua apoteosi: è stata sonoramente annichilita. Claudio Marconi

FONTE: LAMEDUCK (BLOG)

Marine Le Pen - "L'euro sta schiacciando i popoli e le aziende, sta uccidendoci e sta asfissiando le nostre esportazioni. Abbiamo vissuto millenni con la nostra moneta nazionale e oggi ci vengono a dire che dopo dodici anni non possiamo tornare alla nostra moneta? Non si rende conto che stanno prendendoci in giro?" 
 
Dietlinde Gruber - "Intanto, il cambio delle monete lo decidono i mercati e non i popoli, vorrei ricordare a spettatrici, spettatori e anche alla signora Le Pen."
 
Questo scambio di battute è l'abstract ideale dell'intervista andata in onda nella puntata di martedì sera di #canottoemezzo, a colei che potrebbe diventare la prima presidente donna francese, condotta dalla feldmarescialla Gruber in missione per conto di Elysium. E' anche un perfetto specchio dei tempi e dell'inversione dei poli ideali e politici perché, lo sottolineo, quella che ci ricorda che i popoli non contano un cazzo sarebbe una di sinistra.


 

L'intervista, pomposamente preannunciata nei giorni scorsi dalla conduttrice a statuto speciale con l'insito messaggio: "vedrete come me la magno martedì 'sta fascistona", si è rivelata invece un perfetto esempio di backfire. Infatti non è stata altro che un insieme di domande del cazzo, s'il vous pardonnez-moi le français, di stampo piddino, in perfetta malafede e di una faziosità quasi commovente, per altro rintuzzate e respinte alla mittente con un filo di gas e con risposte che sono state una serie di ace che nemmeno il Dio Federer dei bei tempi. 

Quella che doveva annare e menare è diventata la piccola Clarice di fronte ad Hannibal Lecter. Uno straordinario animale politico si è mangiato in un boccone e con il rutto finale una campionessa della partigianeria, strappandole di dosso tutta la superbia firmata e mandandola via con il tacco dodici spezzato. E lo ha fatto semplicemente denunciando come pura falsità la sfilza di luogocomunismi pro euro della Gruber, che credeva bastasse arrotare la R di Marrrrine e invece finì arrotata.

Una spettinata così credo che la Cougar non se la fosse presa da un bel pezzo, abituata com'è alle addomesticate chierichette del renzismo a fuffa frenata.
 
La poraccia era partita definendo madame Le Pen "di estrema destra e colei che vuole uscire dall'euro e chiudere le frontiere", che, per piddini e affini di rito boldriniano, equivale ad una specie di incanto Morsmordre, chiosando per giunta: "Perché lei quindi dovrebbe essere simpatica agli italiani?" 
Palla fuori, riproviamo con l'antisemitismo fresco fresco di giornata. "Beppe Grillo ha paragonato l'Italia di oggi al campo di concentramento di Auschwitz, che ne pensa?" (se non ci credete che abbia detto proprio così, qui c'è la prova televisiva, mica cotiche).
Risposta di Marine: "Grillo, si sa, è un provocatore ma soprattutto ciò che mi preoccupa è che non ha un progetto coerente". Una punizione di Pirlo da trenta metri, gol nelLa7 a portiere immobile.
 
Maledetta! Sull'emigrazione, l'Islam e la chiusura ai clandestini la frego io, avrà pensato Belfagor (di profilo è identica). La serie successiva di domande d.c. è stata tanto stupefacente quanto imbarazzante. Cito riassumendo a memoria:
 
"Se chiudiamo le frontiere ritiene che gli europei sarebbero contenti di fare di nuovo la fila alle frontiere?" "Cosa ne pensa della nazionale di calcio francese dove i francesi sono la minoranza?" "Ribery si è fatto musulmano. E' un francese che sbaglia?"
 
Con calma olimpica Marine ha ricordato alla grande giornalista che: "Le persone che possono permettersi di viaggiare sono sempre di meno; io non guardo il colore della pelle, signora, e in Francia c'è la libertà anche di cambiare religione".
Ci ha provato allora nominando Berlusconi e Renzi, sperando che la volpona mettesse almeno un piede in fallo nel campo minato, che invece ha percorso e superato in God Mode. 
"Renzi? Mi ricorda Sarkozy. Le sue sono promesse di austerità a svantaggio dei popoli e a vantaggio delle multinazionali."
Qual puro dannunziano godimento, che estasi da smerdata interstellare!

 

Il clou però è stata la parte sull'euro, introdotta dal solito servizio del Pagliaro, il coniglione gigante che solo Lilli può vedere, il suo amico immaginario, che ha definito la critica alla moneta unica "La battaglia contro l'Europa". Non male, eh?

Per nulla intimorita dall'evocazione di orde di francesi ridotti sul lastrico dopo aver perso tutti i risparmi a causa dell'abbandono dell'euro, Marine Le Pen ha dimostrato di aver studiato, annullando con una disarmante serie di  "Ma è una falsità!" le balle spaziali d'ordinanza della Lilli ma anche argomentando con competenza  l'inconsistenza logica e teorica del terrorismo ordoliberista e invocando, tra l'altro, il ripristino della separazione tra banche d'investimento e commerciali. Roba da ridurre ad un mucchietto di cenere sul pavimento il Gelindo Boldrin che paragona l'euro alla buona salute "che rimpiangi solo quando la perdi".

E' a questo punto che il canottoemezzo si è gonfiato e ha rischiato di esplodere, facendosi fuggire dal seno la frase che ho citato all'inizio, quella clamorosa quanto rivelatrice autodenuncia di collaborazionismo:

"Intanto, il cambio delle monete lo decidono i mercati e non i popoli, vorrei ricordare a spettatrici, spettatori e anche alla signora Le Pen." 

Che volete,  Lilli Gruber preferisco ricordarmela come colei che, una sera di luglio del 2001, con il pretesto dello scoop e del millantato giornalismo di denuncia, mostrò agli italiani dal TG1 cosa sarebbe loro successo se avessero continuato ad opporsi al Nuovo Ordine del Capitalismo assoluto.
Devo comunque, per onestà intellettuale, riconoscerle di avere azzeccato almeno una domanda tra quelle poste alla leader del FN. Quella sul perché Marine dovrebbe essere simpatica agli italiani. Credo che tutti conosciamo la risposta.

L'intervista completa sul sito de La7.

 

Fonte: http://ilblogdilameduck.blogspot.it

Link: http://ilblogdilameduck.blogspot.it/2014/04/le-pen-allasfaltata.html

16.04.2014

Titolo originale: "Le Pen all'asfaltata"

Tratto da:http://www.comedonchisciotte.org

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Il saccheggio fiscale sulla casa

Pubblicato su 17 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

La Cgia di Mestre svela che nel 2014 i proprietari di immobili dovranno pagare 4,6 miliardi in più. Nonostante si tratti, per definizione, di tasse sul già tassato. Per lo Stato, è la via più sicura per spremere denaro ai cittadini

«Rispetto all’anno scorso, nel 2014 i proprietari di immobili dovrebbero pagare 4,6 miliardi di euro in più. Tra ImuTasi al 2 per mille e Tari, nel 2014 gli italiani pagheranno 32,5 miliardi».

È questo l’allarme lanciato dalla Cgia di Mestre in un comunicato. Un annuncio che si sposa perfettamente con quello sull’aumento della pressione fiscale complessiva dello 0,2% sul Pil. Su abitazioni, negozi e capannoni a fini commerciali o produttivi il prelievo fiscale – quest’anno – aumenterà parecchio. Colpa soprattutto della Tasi al 2 per mille (che i Comuni posso aumentare di un altro 0,8) e della Tari che insieme all’Imu danno vita a una patrimoniale de facto. Non solo: se si calcolano tutte le altre tasse connesse al possesso di un immobile si arriva alla sbalorditiva cifra di 53,7 miliardi di euro, ovvero circa un decimo di tutte le entrate tributarie statali.

E pensare che gli immobili sono, per definizione, beni già ampiamente tassati. Chi li acquista, infatti, ha già pagato le tasse sui soldi che ha messo da parte e ne paga altre per acquistare il bene (imposta di registro, ipotecaria, catastale) oltre alla parcella del notaio che, essendo un servizio obbligatorio, costituisce di fatto una tassa. «Un tempo – ha detto il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – l’acquisto di una abitazione o di un altro tipo di immobile costituiva un investimento. Ora, chi possiede una casa o un capannone sta vivendo un incubo».

Un incubo che priva del sonno quasi tutti se pensiamo che oltre il 79% delle famiglie italiane èproprietaria della prima casa: si salvano dall’Imu, certo, ma non da Tari e Tasi. Quelle che Letta ha creato per poter dire di aver abolito l’Imu. Un peso fiscale notevole, che va sostenuto indipendentemente dalle proprie condizioni economiche. La cosa più assurda delle tasse sul patrimonio è che si pagano anche se non si gode più di alcun introito.

TasseEppure dobbiamo aspettarci un rincaro anche per i prossimi anni. Gli immobili, infatti, sono la fonte più sicura di guadagno per lo Stato: son lì, non possono scappare come i capitali e sono tassabili allo stesso modo anche quando l’economia va male. Puntare sulle imposte sulla proprietà, per lo Stato, è un ottimo investimento che sta già portando avanti da qualche anno. Basti pensare che – come riporta sempre la Cgia – dal 2007 ad oggi le tasse sugli immobili sono cresciute dell’88%.

E c’è chi come Paolo Ferrero non è contento e vorrebbe direttamente la patrimoniale «per uscire dalla crisi». Già tassare per uscire dalla crisi «come quell’uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi» avrebbe detto Churchill.

Tratto da:http://www.lintraprendente.it

Il saccheggio fiscale sulla casa
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Dottor Job (Act) e mister Hartz

Pubblicato su 17 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Il pellegrinaggio del Fonzie fiorentino a Berlino dalla Merkel per ricevere la benedizione sul programma "Job Act", ricorda la consultazione del re Leonida di Sparta presso l'oracolo di Delfi, al fine di ottenere l'assenso per andare a combattere i Persiani. Certamente sarebbe una bestemmia paragonare il Fonzie di Firenze al Re Leonida, impossibile immaginare il sovrano di Sparta chiedere il permesso al Re Persiano Serse volta ad attuare un legge per Sparta.

La visita del premier italiano in Germania, si basa in verità sul riallineamento di competitività tra i due Paesi tramite svalutazione interna del lavoro dal momento che non può essere effettuato grazie a moneta fluttuante.

 

Pertanto il Premier sogna di importare il modello lavorativo tedesco che ha portato la Germania ad essere il Paese tra i più competitivi del mondo. Nel 2013 il surplus commerciale tedesco ha superato perfino quello cinese toccando il 7.4% del suo pil sfiorando i 200 MLD di euro (altro che uniti perchè c'è la cina, il motto dovrebbe essere "NON uniti perchè c'è la Germania").

Certamente il modello dei mini job del suo creatore Mr Haartz ha funzionato a livello strutturale, il saldo partite correnti e' aumentato rimanendo largamente in positivo dal 2002 ad oggi  (guarda caso dalla nascita dell'euro) e la disoccupazione, malgrado i lavoratori sotto pagati è calata attestandosi al 5.1%.

 

Ma la Germania a differenza dell'Italia e della Spagna  che sarebbe tra le più "competitive" (http://liradidio.blogspot.it/2014/01/oltre-leuro-per-una-nuova-italia-la.html) d' Europa ha 3 vantaggi rispetto ai paesi citati.

1) Moneta svalutata rispetto al loro ex Marco pesante, con un surplus commerciale  oltre il  7% del pil, se ci fosse stata la vecchia valuta tedesca, questa sarebbe scambia a 1,7-1,8 sul $ mentre grazie all'euro la Germania mantiene un tasso di cambio ora a  1,38 circa su $, per il semplice fatto che esportando principalmente verso i Paesi che condividono la sua stessa moneta, ha in poche parole BLOCCATO la rivalutazione (http://scenarieconomici.it/i-puritani-chesvalutare-competitivo-e-peccato-e-i-dolori-del-giovane-esportatore-werther/) mentre  l'ITALIA e la Spagna, partono da una condizione di svantaggio per aver rinunciato a cambi flessibili per un cambio extra rivalutato ed ovviamente fisso rispetto al suo competitor tedesco.

2) Con il gioco degli spreads la Germania si finanzia a costi praticamente a zero ed inoltre la loro cassa depositi e prestiti KFW finanzia le aziende tedesche a tassi irrisori, occultando un 20% del debito pubblico nazionale.

3) L'apparato industriale tedesco si basa su grandi aziende e non su piccole e medie imprese tra cui molte a gestione famigliare, quindi tornando al punto 1, un cambio a 1.38 su $ sarebbe sopportabile per le grandi aziende ma non certo per le PMI.

Quindi il modello tedesco che si  vuole importare, magari ridurrà il gap competitivo tra Italia e Germania, ma NON potrà mai diminuire il tasso di disoccupazione anzi lo aumenterà.

Per i motivi citati nei 3 punti, la competitività tedesca si basa su una grande occupazione ma fatta da sotto pagati, mentre quella italiana si dovrà basare e su come si basa oggi la Spagna, in molti disoccupati per tagliare il costo del lavoro e limitando anche i consumi per ridurre le importazioni.

 

Un Paese in forte surplus come la Germania, con rivalutazione bloccata, avrà poca disoccupazione anche se i lavoratori sono sottopagati perchè questi comunque riceveranno sussidi statali, quindi la domanda interna potrà essere minimamente sostenuta e grazie ad una moneta più leggera questa non si tradurrà in maggiori importazioni. Mentre per l'Italia con basso surplus commerciale e moneta troppo pesante (anzi i saldi delle partite correnti sono in costante negativo) i bassi redditi e minori sussidi statali si tradurranno in disoccupazione, condizione necessaria per recuperare competitività.

La Germania, ricapitolando, può avere una bassa disoccupazione sottopagando i propri lavoratori, perchè sicura della domanda estera europea ed ora anche extraeuropea, mentre l'Italia per avere maggiore domanda estera ha bisogno di più disoccupazione per tagliare i  salari.

Malgrado ciò i tedeschi che frequentano le mense dei poveri sono aumentati da 800 mila ad 1.5 milioni dal 2009 ad oggi,  perfino con una disoccupazione bassa, un  surplus commerciale da record ed una moneta leggera rispetto al vecchio Marco che si rivalutava. Figuriamoci cosa accadrebbe all'Italia con un sistema lavorativo come quello tedesco però con l'opposto dei vantaggi che ha la Germania, ovvero moneta troppo forte, assenza di grande industria e costo del denaro decisamente più alto di quello tedesco...

Non so se il Fonzie di Firenze ha capito o no che gli interessi tedeschi sono un nostro svantaggio e viceversa.

A regolare la partita Italia Germania, ci vorrebbe un terzo attore neutrale, ovvero la moneta flessibile che fungerebbe da arbitro per ristabilire quelle regole del gioco che grazie all'euro non ci sono più, altrimenti la metamorfosi del modello lavorativo tedesco applicato al nostro Paese si rivelerà  letale...

 

Jean Sebastien S. Lucidi

Tratto da: http://liradidio.blogspot.it

Dottor Job (Act) e mister Hartz
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L’ultima chance per i giovani (e per il Paese)

Pubblicato su 17 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IDEE e CONTRIBUTI

Cari giovani, in Italia non contate nulla.

Nei posti di lavoro non contate nulla.

Anche nelle vostre famiglie contate come il due di picche a briscola.

Come retribuzioni, manco a parlarne: già tanto se non avete un conto corrente in rosso.
Probabilmente non avete neppure una casa e siete ancora con mamma e papà.
E poi vi daranno dei “bamboccioni-choosy”, etc, etc tanto per chiarire che siete dei poveri falliti.
Siete voi “che non vi adattate”, che siete troppo “viziati”, che “non vi accontentate”, etc, etc
E se non vi farete una famiglia, sarà solo colpa vostra.
Non sono “loro” ad avervi in un qualche modo rubato il futuro, nooo.
Non sono loro ad aver fatto il debito che ora dovete pagare voi, nooo.
Non sono loro a godere ancora dell’attenzione della politica e ad occupare la maggior parte dei posti di potere in questo paese, nooo.
Non sono loro ad aver votato per decenni gli stessi partiti che hanno portato il paese al collasso, nooo.
Molti di questi erano magari alla vostra età a tirare sanpietrini, oggi inorridiscono per un post su un blog.
Molti di questi votavano partiti che trattavano con la mafia ed oggi, magari, s’indignano per una parolaccia di troppo..
 
Non avete uno straccio di prospettive.
Molti di voi non hanno un lavoro.
Se lo avete, guadagnate stipendi da fame.
Siete dei morti di fame, prossimi clienti delle Caritas italiane, in fila per un tozzo di pane.
Quasi certamente, se avete un lavoro, non è a tempo indeterminato.
Magari sarà a tutele crescenti un domani, chi lo sa…
-:)
Siete i nuovi schiavi dell’era moderna.
Non avete diritti.
La crisi la state pagando in primis voi, semplicemente perchè siete i più deboli e perchè non contate un cazzo.
Non avrete una pensione, ma non riuscirete neppure a risparmiare per garantire un futuro alla vostra famiglia.
Già la famiglia…
Ne avrete mai una?
Volendo: potreste mettere al mondo dei figli?
Non credo.
Fare figli ormai è concesso solo ad una parte della popolazione.
Diventerà uno “sfizio” da classi agiate.
 
Non contate un cazzo, è evidente.
Ma in Italia si va oltre.
Non ci si limita solo ad azzopparvi.
 
Infatti, siete derisi quotidianamente dai politici di turno o dai signorini tipo Elknann o Miss Fornero.
E, in fondo, fanno bene dal loro punto di vista.
Non vogliono vincere, vogliono stravincere…
Vogliono abbattervi, annientarvi…
 
Molti di voi stanno fuggendo all’estero (e non vi biasimo, anzi)
 
Però…però…
Se ancora per le più disparate (e disperate) ragioni non avete mollato l’ItaliaFALLITA…
Forse…
 
Avete ancora una chance: quella di dare un segnale forte e chiaro a chi vi ha sottratto ogni prospettiva presente e futura e non si limita a questo, ma vi prende pure per il culo.
 
O ve ne andate (ma non tutti possono o trovano il coraggio per farlo) oppure vi resta solo una cosa: una matita ed un foglietto di carta a maggio: il voto.
 
Solo il 30-35%% dei giovani vota Pd e Pdl.
L’ho scritto tante volte, sia sul blog sia su twitter.
Guardate bene queste percentuali.
E’ chiaro che siamo dinanzi a DUE PAESI.
 
Come finì nel 2013?
giovani
 
 
E cosa dicono i sondaggi più recenti?
 
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I DUE PAESI (ITALIA A e ITALIA B) esistono anche nella diversità del voto delle varie categorie sociali e tra lavoratori.
 
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laureati
 
Anche l’ultimo sondaggio dell’altra sera testimoniava questa spaccatura generazionale.
Guardate la differenza tra il Pd e il M5s.
E pensate che ora c’è il giovane-brillante Fonzie-Renzie, non il vecchio Bersani.
Eppure le differenze rimangono enormi.
-:)
 
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Solo il 12% degli anziani vota Grillo.
Mentre quasi la metà degli elettori del Pd sono anziani.
Un dato impressionante che peraltro spiega bene perchè per i giovani in questo Paese non si faccia praticamente alcuna politica.
 
Cari “giovani”…
Il problema, come vi ho scritto molte volte, è che i vostri padri e i vostri nonni (anche in buona fede) li votano.
 
E li votano per molte ragioni:
 
- per abitudine;
- per paura del cambiamento (con l’età di diventa conservatori);
- per interesse (questi partiti fanno da sempre, prioritariamente, l’interesse della popolazione anziana italiana)
- per ignoranza e perchè, ancora, si informano, in larga maggioranza,  attraverso i giornali o  le tv.
 
Perciò, stiamo alla statistica: essendo la popolazione italiana assai vecchia, non avete grandi chances.
Siete la minoranza in questa Italia anziana…
 
A meno che…
A meno che non cominciate a darvi da fare per far cambiare idea ai vostri “vecchi”.
 
Se ci tenete, avete due strade:
 
1) quella della ragione: dimostrate a cosa sono serviti in 20 anni 170 milioni di voti…
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Ma la strada della ragione funziona poco.
I vostri vecchi hanno creduto in alcune idee, hanno magari fatto battaglie, hanno costruito anche un certo benessere.
Difficile cambino voto: sconfessare questi partiti equivarrebbe a sconfessare, un po’, se stessi.
Quando una persona si innamora di una idea è disposto a sostenerla contro ogni evidenza.
 
2) quella del cuore.
E molto più efficace.
Guardate negli occhi i vostri vecchi, fate loro sentire la vostra frustrazione, il vostro scoramento, la vostra rabbia (positiva), il vostro dolore.
Chiedete di provare a cambiare il partito che hanno continuato a votare per anni: non significa rinnegare se stessi e le proprie idee, significa solo provare a dare uno straccio di possibilità a voi.
Chiedete di CAMBIARE PER VOI, PER I LORO NIPOTI, non per un altro partito differente dal loro o da quello che vorrebbero votare.
Piuttosto, se proprio non vogliono saperne, accompagnateli verso una “responsabile astensione”.
Solo se una gran massa di anziani cambierà il proprio voto o si asterrà, il quadro politico potrebbe mutare.
 
Se chiedete a vostro padre di cambiare idea, difficilmente lo farà.
Ma se glielo chiedete per voi o per i suoi nipoti…
Beh, forse qualche possibilità l’avete.
 
Altrimenti non vi resta che una opzione: mollare questo paese per sempre.
Lasciarlo a questa popolazione sempre più anziana, incapace di un sussulto di orgoglio e di uno slancio di cuore, tutta protesa nella difesa dello staus quo, delle loro pensioni, nel ricordo di un passato che mai più ritornerà.
 
O, come ultimissima alternativa non vi resta che chiudere a chiave in casa i vostri vecchi il giorno delle elezioni e buttare le chiavi!
 
-:)
ps:
Per correttezza, tengo a sottolineare quanto segue: se non mollerete il paese o non proverete almeno a fare un ultimo tentativo per cambiarlo, è anche giusto che questa popolazione anziana e viziata stravinca per l’ennesima volta e se ne strafotta di voi.
-:)
Tratto da:http://ilcontagio.org
L’ultima chance per i giovani (e per il Paese)
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INCHIESTA / IL TRIANGOLO DELLA MORTE UE-BCE-FMI HA DISTRUTTO IL PORTOGALLO: SCAPPANO IN 100.000 OGNI ANNO (LA PRAVDA)

Pubblicato su 17 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in EUROPA

Da tre anni, diversi indicatori economici indicano come il Portogallo si stia avvicinando sempre più al livello dei paesi meno sviluppati dell’Europa orientale. Lo scrive in un approfondimento per Pravda Jeronimo de Sousa. 

 Il debito pubblico, la disoccupazione e l'emigrazione di massa sono i tre aspetti più preoccupanti. Secondo i dati dell’Observatório da Emigração, dal 2008 circa 400.000 persone hanno lasciato il Portogallo; in termini di percentuale sulla popolazione totale (10,6 milioni di persone) è il secondo tasso più alto in Europa dopo Malta. Il paese ha perso un quinto delle sue risorse di manodopera qualificata.

Gli esperti stimano che l'esodo dei portoghesi sia al livello di 100-120.000 persone all'anno. Analizzando le qualifiche e la fascia di età degli immigrati, sono giunti alla conclusione che coloro che se ne vanno sono principalmente lavoratori semi-qualificati che dispongono di mezzi sufficienti per affittare abitazioni all'estero, e possiedono un piccolo capitale per sopravvivere per qualche tempo senza lavoro. La popolazione più povera non emigra, ad eccezione dei rari casi dei ricongiungimenti con le loro famiglie.

 I lavoratori qualificati sono una minoranza. Ad esempio, in Lussemburgo, dove il 19% della popolazione è portoghese, solo il 2% è costituito da lavoratori qualificati del settore finanziario e scientifico. Per lo più i portoghesi all'estero lavorano nell’edilizia, nelle utilities, nel settore alberghiero, nel commercio e nei servizi. Nonostante i luoghi comuni, la maggior parte degli emigranti non è formata da disoccupati (la disoccupazione nel paese è al 17,5%), ma da persone insoddisfatte della propria vita.  In alcuni settori, come quello medico, la situazione è catastrofica. Sia i medici che il personale ospedaliero stanno lasciando il paese. La maggior parte degli emigrati, prosegue Sousa, sono giovani in età riproduttiva, e questo provoca un calo della naturale crescita della popolazione. Secondo il programma nazionale di diagnosi precoce, nel 2011 il Portogallo, per la prima volta nella sua storia, ha toccato il livello più basso di natalità - 100.000 bambini.

Il 22 febbraio l'Assemblea Nazionale del partito comunista ha fornito alcuni dati che danno l'idea della situazione economica del paese. Fin dall'inizio degli aiuti da parte della UE, nessuno degli obiettivi fissati dai tre creditori (Commissione Europea, Banca Centrale Europea e Fondo Monetario Internazionale) è stato raggiunto. Il PIL è calato del 5,8%, il doppio del previsto. In termini assoluti, il PIL è diminuito di 9,4 miliardi di euro. Ci si aspettava che la caduta degli investimenti sarebbe stata del 15%, ma nel corso dei tre anni di aiuti questo dato ha già raggiunto il 37%. Il numero di posti di lavoro è diminuito cinque volte più di quello che era stato annunciato, il che significa che sono stati distrutti 464.000 posti di lavoro. Il debito del paese nel 2010 era del 93% del PIL, ed era stato assicurato che non sarebbe salito sopra il 115%, ma oggi è al 130% del PIL ed è cresciuto di oltre 51.5 miliardi di euro.

Il deficit di bilancio non si è mantenuto al 3% come promesso, equest'anno sarà superiore al 5%, nonostante il forte calo della spesa per i servizi sociali e nel settore pubblico. E' una vittoria del cartello delle mega-banche che controlla l’economia reale, e i perdenti sono il paese e le generazioni future, ha detto nel suo discorso il Segretario Generale del PPC Jeronimo de Sousa.

In questa situazione, "il governo non si assume la responsabilità per la dilagante devastazione dell’economia reale del paese e per le migliaia di imprese fallite, per la brutale e massiccia disoccupazione che contribuisce all'emigrazione quotidiana di migliaia di portoghesi, per l’indebolimento del paese e del suo futuro, per l'aumento dello sfruttamento del lavoro e per la concentrazione della ricchezza che porta ad un processo accelerato di impoverimento di milioni di portoghesi, per la diffusione della povertà e dell'esclusione sociale, per la violazione dei fondamentali diritti costituzionali al lavoro, alla salute, alla sicurezza sociale e all'istruzione" ha concluso Jeronimo de Sousa.

Articolo originale pubblicato dalla Pravda, quotidiano di Mosca e tradotto da Voci dall'Estero -che ringraziamo.

Tratto da:http://www.ilnord.it

INCHIESTA / IL TRIANGOLO DELLA MORTE UE-BCE-FMI HA DISTRUTTO IL PORTOGALLO: SCAPPANO IN 100.000 OGNI ANNO (LA PRAVDA)
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DISOBBEDIENZA FISCALE: CONVEGNO A FORLI'

Pubblicato su 17 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POPOLI LIBERI

DISOBBEDIENZA FISCALE: CONVEGNO A FORLI'
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Il vero nemico di Stato e burocrazia si chiama federalismo

Pubblicato su 16 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

di 

Lunedì 7 Marzo grazie alla Società Svizzera e all’ Associazione Terra Insubre ho avuto il privilegio di ascoltare una straordinaria e commossa relazione

di Romano Bracalini. Titolo: “Carlo Cattaneo da Milano alla Svizzera”.

Con gli occhi lucidi Bracalini ha ricordato che Cattaneo, non ascoltato e criticato nel suo paese, aveva detto «io vivo nei tempi che verranno». Mi è sembrato di vederlo, grazie anche alle diapositive proiettate dal presidente di Terra Insubre Marco Peruzzi, mentre scuoteva la testa discutendo sconsolato di monarchia, di Cavour , o di quell’accusa di «volere l’Italia in pillole». Immagino la sua gioia se oggi fosse qui e potesse leggere assieme a noi che fare politica è un servizio alla collettività, non una professione: «I 246 membri del Consiglio nazionale e del consiglio degli Stati dedicano al mandato parlamentare buona parte del proprio tempo di lavoro. Generalmente oltre al ruolo di parlamentare , svolgono anche una attività professionale. Il fatto di assumere compiti e mandati pubblici in quanto attività accessoria viene definito in Svizzera sistema di milizia» (pagina 30 dell’opuscolo “La Confederazione in breve 2014”.www.admin.ch). Lui che si era rifiutato di mettere piede in Parlamento nel 1860 (Torino) e nel 1867 (Firenze) non (solo) per evitare di giurare fedeltà al re , ma per una scelta di rifiuto esistenziale. “Italia in pillole”: è una accusa ripetuta anche oggi a quei pochi che provano a parlare seriamente diFederalismo. Si tratta di cambiare il pensiero prima di cambiare il mondo: Mazzini suggeriva di comperare armi, Cattaneo scriveva che quei soldi dovevano essere usati per attività educative.

Ecco il punto: il Federalismo non è un mero programma politico o una corsa dietro a qualche Euro in più o in meno. Il Federalismo è una prospettiva sotto la quale si vede e si interpreta il mondo . Si tratta della ricerca di unità nella molteplicità.

In Svizzera i “tempi che verranno” di Carlo Cattaneo sono nella Costituzione , che viene aggiornata spesso anche dal Popolo con strumenti di democrazia diretta. Quella Costituzione non comincia con l’articolo uno ma con cinque premesse.

Eccone una: “Il Popolo svizzero e i Cantoni …determinati a vivere la loro molteplicità nell’unità, nella considerazione e nel rispetto reciproci”. Molteplicità: un signore di Interlaken è diverso da un signore del Canton Ticino, esattamente come un veneto di Motta di Livenza è diverso da un toscano di Rignano sull’Arno, da un calabrese di Soveria Mannelli o da un siciliano di Sciacca. Non migliore o peggiore, ma diverso si.

Ed ecco il Federalismo. L’articolo 3 della Costituzione Svizzera è intitolato Federalismo e comincia con le parole «I Cantoni sono sovrani». L’essenza di una Costituzione Federale non sta tanto nel numero di funzioni spostate nella “periferia”, quanto nella capacità delle unità territoriali, che devono essere sovrane a tutti gli effetti sul proprio territorio, con competenze irrevocabili, di «resistere alla naturale tendenza espansiva del potere centrale». Il 9 Settembre 2013 il Corriere della Seraaveva pubblicato un articolo di Dario di Vico intitolato Imprenditori delusi. Addio al federalismo. Il sondaggio del seminario: ormai il decentramento è diventato burocrazia. Ma Federalismo e decentramento sono due cosePagliarini assolutamente diverse. Il decentramento lascia intatta la sovranità dello Stato centrale. In un sistema Federale la sovranità è degli enti territoriali. Lo stato centrale è al loro servizio e svolge i compiti che gli enti territoriali e i cittadini gli delegano.

Dunque si tratta di “diversi”, ognuno sovrano a casa sua , che lavorano assieme per i cittadini e per le generazioni future. Invece di «litigare per gestire il potere” i partiti politici svizzeri, dove il Federalismo è nel DNA, “lavorano assieme per i cittadini e per le generazioni future».

Bene, allora usiamo la campagna elettorale che comincia in questi giorni per cercare di cominciare a vedere almeno i confini di quei “tempi che verranno” nei quali ha vissuto Carlo Cattaneo. Come? Ecco, io non so per chi voterò, ma so per chi non voterò. Non voterò per quelli che invece di dire cosa vogliono fare non fanno altro che parlare male degli altri, dei “diversi”, dei nemici. Ma perché in politica non si lavora assieme per i cittadini. Perché si parla di “combattere” invece che di “ragionare”? Perché tutti sentono il bisogno di avere o di inventarsi dei “nemici”? Il motivo è che da noi la politica non è “milizia” al servizio dei cittadini ma un “mestiere”, e di conseguenza ogni energia è sempre e solo al servizio del “Dio voto”.

Tratto da: http://www.lintraprendente.it

 

Il vero nemico di Stato e burocrazia si chiama federalismo
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Attività solare, ionosfera e geoingegneria clandestina

Pubblicato su 16 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in AMBIENTE

Si moltiplicano gli allarmi degli astrofisici circa le aberrazioni dell’attività solare che si manifesta attraverso flares, eiezioni di massa coronale, filamenti etc. Pare che abbiano ragione gli scienziati russi e l’astronomo non accademico Eric Dollar [1]: essi da tempo paventano un indebolimento dell’attività solare, concomitante con la disgregazione del campo magnetico, in passato connesso al minimo di Maunder, quindi ad una diminuzione delle temperature globali. 

Alcuni esperti ritengono che i fenomeni sismici e vulcanici sempre più frequenti ed intensi siano da collegare alle anomalie del Sole. Noi riteniamo, invece, che in molti casi i terremoti, il cui ipocentro è superficiale, siano dovuti ad “esperimenti”, in particolare alla manipolazione della ionosfera e degli strati di atmosfera inferiori. 

La ionosfera è, considerando le irregolarità dell’attuale ciclo solare, cominciato nel gennaio del 2008, la chiave per comprendere l’intensificazione delle operazioni chimiche nei nostri cieli. E’ noto, infatti, che la ionosfera, formata da plasma (il quarto stato della materia in cui agli atomi sono strappati gli elettroni da potenti emissioni di energia) è indispensabile, grazie alle sue caratteristiche fisiche, per la trasmissione dei segnali radio in ambito sia civile sia strategico. 

 

Sappiamo anche che la ionosfera è, per dir così, alimentata dall’attività solare. Se essa si affievolisce, la ionosfera tende ad indebolirsi: i militari hanno risolto il problema trasformando l’atmosfera, anche a bassa quota, in una sorta di plasma, soprattutto attraverso la dispersione di bario e di altri elementi elettroconduttivi come l'alluminio, ilmanganese, il litio ed il supermagnetico stronzio. Così sopperiscono alla perdita di efficacia sopra descritta. Perciò, se il Sole non uscirà dal suo “letargo”, dobbiamo attenderci un ulteriore parossismo nella micidiale “aerosolterapia”. 

Correlare i fenomeni naturali agli interventi “umani” ci permette di comprendere il quadro complessivo ed altresì di concludere che la tecnologia, con il letale connubio tra sistemi H.A.A.R.P. ed irrorazioni, tende a prevalere sulla Natura: infatti il presente stato della nostra stella dovrebbe indurre una piccola era glaciale, laddove tale tendenza non è ancora visibile. Semmai si rileva un caos meteorologico e climatico su cui ci siamo già soffermati, per analizzarne origini, caratteristiche e conseguenze. 

[1] Dichiara l’astronomo Eric Dollar:
Sono cicli di ventidue anni, di inattività e di attività. Un ciclo cominciò agli albori del Rinascimento. Un picco si verificò durante la Seconda guerra mondiale ed ora nel ciclo 24 il Sole si addormenta, non crea la ionosfera, come se le fasi solari stessero per finire. Oggi il flusso solare è 140 circa e dovrebbe essere almeno 200: ora l’astro lavora a metà potenza per questa parte del ciclo, quindi non genera la ionosfera utile per comunicare. Col minimo solare si indebolisce così lo spettro radio: adesso siamo al massimo solare e non è meglio del minimo. Perciò la domanda è la seguente: quando il Sole entrerà nel minimo nei prossimi sette anni, quanto sarà ‘morto’? L'ultimo minimo è stato da primato: l’emissione energetica non è mai scesa sotto 60, mentre questa volta ha toccato 58 sicché non si poteva comunicare".

Tratto da: http://www.tankerenemy.com
La flessione nelle prestazioni nelle comunicazioni ionosferiche fornisce un'indiretta indicazione per quanto concerne le attività di geoingegneria spacciate come "solar radiation management", volte a mitigare gli effetti dell'attività solare. In realtà sarebbe il contrario, ossia le operazioni di aerosol sarebbero finalizzate al mantenimento di una coltre elettroconduttiva utile a bilanciare la diminuzione di efficienza dello strato ionosferico.
Tratto da: http://www.tankerenemy.com
Attività solare, ionosfera e geoingegneria clandestina
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Cresce di ora in ora l’allarme ebola in Sicilia

Pubblicato su 16 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ITALIA

Cresce di ora in ora l’allarme ebola a Lampedusa. Proprio ieri sera sulle banchine del porto di Porto Empedocle, in provincia di Agrigento, sono arrivati 108 clandestini provenienti dall’Africa. I migranti sono stati soccorsi dalla marina militare. Ma nei centri vicini esplode la paura per possibili contagi di Ebola.

Le autorità sanitarie dunque al momento escludono qualunque focolaio di infezione a Lampedusa, in Sicilia, ma nelle prossime ore è prevista un’altra ondata di migranti: circa seimila, pronti a salpare dalle coste maghrebine.

Mentre dall’Africa è in corso una fuga a causa del’epidemia di Ebola, sale la paura di contrarre il virus. Anche perché procedere all’identificazione dei migranti che arrivano sembra un’operazione ai limiti dell’impossibile.

La Sicilia rischia dunque di essere impreparata a fronteggiare quella che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito come la più grave epidemia degli ultimi anni. L’epicentro della nuova infezione è la Guinea, dove dal 7 aprile sono stati registrati oltre 100 decessi.

L’Asp di Agrigento, insieme alla Marina Militare, ha precisato che tutti gli immigrati vengono controllati accuratamente a bordo dei pattugliatori.

 

http://www.siciliainformazioni.com/92794/cresce-in-lallarme-ebola-in-sicilia

Tratto da: http://terrarealtime.blogspot.it

Cresce di ora in ora l’allarme ebola in Sicilia
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COMUNICATO DEL 15 APRILE 2014 di BARBARA BENINI CHIAVEGATO

Pubblicato su 16 Aprile 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POPOLI LIBERI

Si è tenuta oggi presso il tribunale di Brescia l'udienza di riesame, l'udienza è durata circa cinque ore e i difensori di Lucio Avv. Luca Pavanetto e Rosa Parenti hanno ribadito assieme agli altri avvocati sia le questioni di carattere preliminare come la competenza, sia sono entrati nel merito della vicenda per dimostrare che le intercettazioni e le conversazioni ambientali captate confermano l'estraneità di Lucio e dei suoi amici dai fatti contestati.

Prosegue lo sciopero della fame e siamo ormai a due settimane con una perdita di peso pari a 8 kg, Lucio però non si arrende e porterà la sua battaglia politica pacifica e rispettosa delle norme sino alla fine.

La magistratura di Brescia per legge ha 5 gg per rispondere

Speremo ben

W san Marco

Barbara Benini Chiavegato

Maggiori informazioni http://www.comunita-ipharra.it/news/comunicato-del-15-aprile-2014-di-barbara-benini-chiavegato/

COMUNICATO DEL 15 APRILE 2014 di BARBARA BENINI CHIAVEGATO
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