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Blog di POPOLI LIBERI e COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

La prima casa è impignorabile, la seconda e la terza espropriabile per pubblica utilità in favore degli immigrati. (parola dei PDDINAMITARDI)

Pubblicato su 24 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Siamo alla svolta stalinista. 

Appurato che la questione quote immigrati da sobbarcarsi tra stati europei è un fallimento totale, perché 12 paesi su 28 se ne fottono e il resto accetta solo veri profughi e non presunti tali – sfruttabili dalle coop rosse che ci prosciugano le tasche con le porcate del Mare Loro a scapito dei tritoni che si bevono ogni cazzata somministrata come il lavoro temporaneo e sottopagato all’EXPO – non resta che una soluzione straordinaria da trasformare in ordinaria e poi in Legge coercitiva contro la Proprietà Privata immobiliare dei risparmiatori italici. 

Quelli dell’Istat la sanno lunga sui numeri che ci riguardano, in particolare sanno quanto mediamente campiamo e quanta eredità trasferiremo o riceveremo nel corso della nostra misera esistenza di sostenitori a tempo indeterminato del debito pubblico, quindi dei privilegi di casta, mafie e parrocchie di questa dittatura parlamentare connivente con l’esercito della bestia europoide. 

Dopo le recenti svendite a garanzia dell’acquisto massiccio di Titoli di Stato italiano spazzatura a lunga scadenza da parte degl’iperinflazionati giapponesi che stampano yen come se niente fosse (regalino Breda-Ansaldo), ora tocca ai 5 milioni di immobili sfitti censiti dal catasto. 

Problema di non poco conto, perché dopo anni di recuperi fiscali per la ristrutturazione Prima Casa oscillanti tra il 36 e il 65% delle spese sostenute da un minimo di 48.000 a un massimo di 96.000 euro, che lo stato ha “garantito” per risollevare le sorti dell’edilizia  quasi azzerata da un mercato immobiliare pressoché DEFUNTO, siamo oltre il fondo del barile. 

Che fare? Si chiedono i soloni de ri mortacci loro e delle nostre tasche. 

Il mattone non rende, anzi, con il continuo svalutarsi e il parallelo aumento di tassazioni inique, TASI TARI cazzi amari, l’italidiota vorrebbe svenderlo piuttosto che tenerselo sul groppone.
Ma niente, la gggente non c’ha soldi, le visite non ci sono e le agenzie immobiliari chiudono i battenti.
Centri storici svuotati, periferie cadenti e marcescenti, ruderi di campagna al quale meglio togliere il tetto come per i capannoni commerciali per non pagare l’IMU e non vederseli okkupati dai poveri Rom/Sinti in via di integrazione. 

Renzi che biascica in perfetto inglese nell’aula parlamentare di Bruxelles semivuota (sproloquia con se stesso) che la base è solida e adesso si può serenamente guardare ai prossimi 20 anni di ripresa del miracolo italiano tutto Farinetti, Cracco e gran fumo magico in cucina con arrosto praticamente carbonizzato. 

Andiamo al sodo: 

Girano voci che i pensionati al minimo, vedove o vedovi con reversibilità decurtata del 60%, tutti inesorabilmente con le pezze al culo, con a disposizione qualche metro quadro libero nelle loro case, potranno ospitare immigrati in via di regolarizzazione per “1/6 mesi” ricevendo un contributo di 35 euro cadauno al giorno, offrendo vitto e alloggio. (pastina in brodo e letti a castello?)
Noi di pauperclass, che siamo scaltri, sappiamo che qualcuno ci vuole lucrare  e lasciamo a voi lettori indovinare di chi si tratta. 

Farò una lieve digressione tecnicista. 

L’impignorabilità della PRIMA CASA  è una legge straordinaria che seda un conflitto tra privati, Banche e cittadini, serve per imbonire la gggente e regalare Titoli di Stato Spazzatura di cui sopra ai Cda di MPS, CreditiCooperativi e sodali. 

Non è un sentito dono ai contribuenti, ma un cappio al collo, così che continuino a pagare dazi, in quanto le Banche, molto più scaltre di noi di pauperclass, fanno in fretta a evadere e se rientrano in possesso dei beni immobiliari grazie alle ipoteche, per lo Stato son cazzi acidi, non certo per i finanziatori del PIDDI’, Diego Serra et similia, che pasteggiano sui fallimenti delle Piccole Medie Imprese che debbono ancora essere ripagate di IVA per oltre 100mld di euro e si vedono cautelativamente sottratti dei mezzi per poter lavorare. 

Esco dal tecnicismo che fa sempre noia, nausea e ribrezzo e vi dico, candidamente come il Candido volteriano che, se non vi affrettate ad occupare con i vostri famigli ogni buchetto di mattoni che non riuscite ad affittare o a vendere, il governo dei più buoni ve lo ESPROPRIERA’ e senza la vasellina dei 35 euro che, ad onor del vero, sembra sarà cifra ripartita in 25 euro alle coop e 10 euro cadauno al proprietario dell’immobile. 

Ergo, con un bel golpe legislativo che stralcerà definitivamente il libro della Proprietà Privata dai Codici Civili, si risolverà il blocco delle compravendite immobiliari, s’innalzeranno le pensioni minime, e noi intendiamo minime anche quelle da 1500 euro, si offrirà compagnia domestica ai vecchi dementi che pesano sulle casse previdenziali, cosicché se ne andranno all’altro mondo più in fretta, causa convivenza forzata con persone che li ameranno da subito e saranno riconoscenti dell’ospitalità più dei loro cagnetti. 

Chiaro che negli appartamenti del Pincio, in Via Montenapoleone, nei cottage a Cortina, etc, la suddivisione socialista dei metriquadri non avverrà, perché il motto che ti falcia e martella sui coglioni è ancora valido: 

QUELLO CHE È TUO, È MIO.

Tratto da:http://pauperclass.myblog.it

La prima casa è impignorabile, la seconda e la terza espropriabile per pubblica utilità in favore degli immigrati. (parola dei PDDINAMITARDI)
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Se volete sconfiggere il vostro nemico dovete allevare i suoi figli

Pubblicato su 24 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

minuto 7'40"

<<La conquista di una nazione diventerà più stabile, efficace e quasi irreversibile se si riesce a modificare in qualche modo la sua visione del mondo su scala nazionale in modo che il popolo serva volontariamente gli interessi degli invasori, considerandoli come una parte integrante della loro vita >>

 
Tratto da:http://risveglioglobale.blogspot.it/
Se volete sconfiggere il vostro nemico dovete allevare i suoi figli
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La rete è stata imbrigliata, blogger sotto scacco.

Pubblicato su 24 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

"- Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito web. Se continui ad utilizzare questo sito per legge (Provvedimento del Garante per la protezione dei dati personali n. 229/2014) necessitiamo della tua autorizzazione all'uso di tutti i tipi di cookie. ----------------- Ti ringraziamo dato che insieme a noi sopporti l'inutile burocrazia italiana imposta dalla dittatoriale Unione Europea.Ok"

di Jacopo Cioni e Carlo Pompei

Ebbene si, ci stanno riuscendo.
Il 2 giugno 2015 anche in Italia entreranno in vigore i nuovi adempimenti previsti dalla normativa europea sui cookie.

Questo l’articolo sul ilsole24ore
Questa la normativa: GUIDA-COOKIES

 

La scusa è sempre la stessa, tutelare qualcuno. Con questa scusa le leggi sono riuscite a vincolare di tutto e di più. Leggi sempre più costrittive in tutti i campi. Nel lavoro la burocrazia ha stretto i cappi e strangolato le aziende, nel fiscale gli adempimenti hanno demolito i guadagni sottraendo denaro e tempo. Addirittura sottraendo la vita per la disperazione. Tutto è soffocante, è catena, è controllo. Com’è possibile che qualcuno si consideri ancora libero?

Adesso tocca alla rete, sono anni che parlano di regolamentazione, leggi, controllo. Si sono usati i pedofili (e si useranno ancora) per far credere che la rete è un covo di pervertiti. Si sono usati gli hacker (e si useranno ancora) per far credere che la rete sia un assemblato di terroristi cibernetici. Si sono usate le truffe on line (e si useranno ancora) per far credere che la rete sia un mondo di delinquenti. Si, ci sono gli uni e gli altri e vanno perseguiti, ma le leggi in merito esistono già e non credo che un sito pedo-pornografico si farà problemi per l’esistenza di una normativa di garanzia della privacy.

Perché vogliano avere il controllo? Perché la rete è ancora libera e per quanto bravi è ancora di difficile un controllo certosino, però avendo a disposizione i biscottini….

 

Ebbene, si userà di nuovo la tutela della privacy, una delle peggiori leggi mai concepite perché aiuta davvero i delinquenti al momento opportuno, ma vincola a miriadi di procedimenti burocratici le persone e le aziende legali che si piegano sotto il rischio di sanzioni pesantissime.


Attraverso questa normativa Europea e ratificata dall’Italia il Sig. Antonello Soro, Presidente dell’ Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, ha messo a punto la rete per la rete. Un provvedimento per : “l’individuazione delle modalità semplificate per l’informativa e l’acquisizione del consenso per l’uso dei cookie” (229/2014).

Il provvedimento gode del pieno appoggio delle maggiori associazioni quali DMA Italia (http://www.dmaitalia.it/content/index.php), Fedoweb (http://www.fedoweb.it/italian/index.php), IAB Italia (http://www.iab.it), UPA (http://www.upa.it/ita/index.html) e Netcomm (http://www.consorzionetcomm.it).

Queste aziende hanno elaborato un prontuario su tutto quanto occorre sapere circa gli obblighi dei proprietari o amministratori di siti web riguardo ai cookies.

Non basterà chiedere il consenso all’utilizzo dei cookies con un bannerino al primo accesso, ma sembra che si dovrà dotare il sito web di consensi diversi secondo i tipi di cookies utilizzati. Ogni pagina dovrà contenere uno script e un link che possano ricondurre facilmente l’utente ai parametri delle preferenze di profilazione.
Si dovrà inoltre far uso della Privaty Police, normativa già in vigore e che la maggior parte dei blogger fai da te non conosce. La maggioranza dei proprietari di siti web dovranno utilizzare un servizio a pagamento per la soddisfazione taluni. Si ragiona di milioni di euro e relative tasse per rimpinguare le tasche dell’agenzia delle entrate e per la sventura di tutti i piccoli blogger e siti commerciali.

Le multe per chi non si adegua raggiungono i 120 mila euro. Cifre che non scalfiscono i colossi dell’e-comerce cinese, ma che, per molto meno, metterebbero in ginocchio qualsiasi piccola attività dotata di un sito web. Perché, oggi, qualsiasi sito emette cookies, anche all’insaputa dei gestori non troppo avveduti.

Tutto questo però è il meno, la quisquilia.

Le aziende private che emettono “privacy policy” potranno accedere ai siti web o, meglio, ai cookies raccolti, quindi potranno anche assorbire milioni di informazioni, e si sa, l’informazione è potere, specialmente in certe mani.
“Qualcuno” saprà in tempo reale che cosa si scrive, le parole usate e i riferimenti e “qualcuno” saprà chi legge e che cosa?
Si potranno stilare liste di blogger “pericolosi per il sistema”? Blogger che fanno informazione ben diversa da quella dei media di regime?
Si potrà colpire selettivamente con precisione millimetrica, sia con troll professionisti, sia con l’applicazione della legge e la burocrazia, mettendo alle corde piccoli siti web autogestiti che ovviamente non riescono a rispettare tutte le normative burocratiche?

Insomma anche questa è servita…. un pezzetto in meno di libertà mascherata opportunamente da protezione dell’utente.

Quindi sul il sito web www.ilsovranista.it da oggi troverete in alto al vostro primo accesso un consenso da dare all’uso dei “biscotti”… e non è sufficiente di sicuro toccherà adeguarsi o scomparire.

 

www.ilsovranista.it

Tratto da: http://crepanelmuro.blogspot.it

La rete è stata imbrigliata, blogger sotto scacco.
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ECCO TUTTI I BENI ARCHEOLOGICI DISTRUTTI DALL'ISIS...

Pubblicato su 24 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

Esplosivi, bulldozer, mazze e picconi, martelli pneumatici e perfino armi automatiche: il furore iconoclasta dei jihadisti in circa un anno ha fatto tabula rasa di beni archeologici, culturali e religiosi di primaria importanza in Siria, Iraq e Libia e ora minaccia le rovine dell’antica città romana di Palmira. Un furore mirato a eliminare qualsiasi traccia delle civiltà preislamiche, di religioni concorrenti o «eresie», come quella sciita, e anche mausolei islamici, considerati una forma di idolatria in contrasto con l’interpretazione massimalista della Sunna. Di seguito le principali distruzioni, divise per categoria.
SITI ARCHEOLOGICI:
– Gennaio 2015: l’Isis distrugge con gli esplosivi gran parte delle antiche mura dell’antica città assira di NINIVE, in Iraq. Distruzione anche delle due statue leonine alle porte din RAQQA, in Siria, capitale dello Stato islamico.
– 26 febbraio 2015: diffuso un video sulla distruzione delle opere esposte nel MUSEO ARCHEOLOGICO DI MOSUL, Iraq, in gran parte provenienti dalle rovine della città assira di Hatra. Alcune delle opere erano tuttavia copie in gesso.
– 5 marzo 2015: l’Isis dichiara la distruzione con i bulldozer dell’antica città assira di NIMRUD (XIII sec a.C.), in Iraq, non lontano da Mosul, e ne diffonde un filmato in aprile.
– 7 marzo 2015: i peshmerga curdi denunciano la distruzione dell’antica città assira di HATRA. Il giorno dopo vengono saccheggiate e poi distrutte le rovine assire di Dur-Sharrukin.
MOSCHEE E SANTUARI ISLAMICI:
– Giugno-settembre 2014, l’Isis demolisce coi bulldozer il mausoleo sciita di Fathi al-Kahen a Mosul, e mina la moschea di Al-Arbahin a Tikrit che conteneva 40 tombe dell’era omayyade dell’VIII sec. Fatte saltare anche una delle presunte tombe del profeta Daniele, la tomba con moschea del profeta Giona e quella del profeta Jirjis, tutte a Mosul. Stessa sorte per il santuario dell’Imam Awn al-Din.
– 26 febbraio 2015: fatta saltare la moschea Khudr a Mosul. Fra gli altri luoghi santi sciiti distrutti dai jihadisti, anche la moschea Al-Qubba Husseiniya a Mosul, la moschea Jawad Husseiniya e il mausoleo di Saad bin Aqil Husseiniya a Tal Afar. Sotto la furia distruttrice del Califfato sono caduti anche luoghi venerati sunniti, come il mausoleo sufi di Ahmed al-Rifai e la cosiddetta Tomba della Fanciulla (Qabr al-Bint) a Mosul.
– Marzo 2015: in Libia l’Isis distrugge santuari sufi vicino a Tripoli, con bulldozer e mazze. Dal giugno 2014 l’Isis ha iniziato la distruzione sistematica di tutte le chiese nei territori da esso controllati: fra le vittime eccellenti la Chiesa Verde (VII sec.) a Tikrit, uno dei monumenti più antichi della cristianità in Medio Oriente.
DISTRUZIONI PRECEDENTI ALL’ISIS: Prima dell’avvento dell’Isis c’erano stati due illustri precedenti:
– Marzo 2001: in Afghanistan i Talebani fanno saltare in aria con la dinamite i due Buddha giganti scolpiti nella roccia a BANYAN, capolavori dell’arte Gandhara risalenti al VI sec. –
Luglio 2012: le forze jihadiste guidate da Ansar Dine, che occupano il nord del Mali, distruggono una serie di mausolei e di monumenti islamici sufi nell’antica città di TIMBUKTU, patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.
(fonte Ansa)
Tratto da:http://informazioneconsapevole.blogspot.it
ECCO TUTTI I BENI ARCHEOLOGICI DISTRUTTI DALL'ISIS...
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Intervista al prof. Alexandr Dugin: ”Una forte e libera Europa”

Pubblicato su 23 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

Prof. Dugin, i media tedeschi e austriaci riferiscono che Lei, in un intervista con un sito internet ungherese dinformazione, avrebbe detto di voler liquidare l Austria. 


 Dugin: E’ una completa assurdità.


 Ma allora perché da giorni i media sostengono ciò?
 
 Dugin: Ci sono abituato ormai. I media occidentali riproducono in generale le mie idee travisate e snaturate. Ciò ha anche a che fare con la paura che serpeggia nelle redazioni sulla possibilità che l’Occidente si dissolva e si decomponga da solo. Siamo stati tutti testimoni delle reazioni nervose suscitate dalla vittoria elettorale di Syriza in Grecia. In tutta Europa stanno avanzando i partiti euroscettici che rifiutano in maniera categorica l’egemonia americana e i valori dell’ Occidente ultra-liberista. Io posso perciò comprendere il timore di quelli che appoggiano l’ Unione Europea odierna. Si può parlare tranquillamente in questo contesto di paranoia. Noi tutti non sappiamo come possa apparire l’ Europa del futuro. Sappiamo solo che non sarà più l’ Europa di oggi. Io mi ritengo un rappresentante dell’ “altra Europa”, dell’ Europa bizantina e mi preoccupo dell’ avvenire del nostro continente. Ma allo stesso tempo le possibilità che offre questo tipo di sviluppo sono molto appassionanti.
Appassionanti?
 
Dugin: Sì, è appassionante immaginarsi la “nuova Europa”.


E allora saremmo di nuovo un Europa senza Austria, come citano i nostri media?
 
Dugin: (sorride) Non ho mai detto questo! Un giornalista ungherese mi ha chiesto come potrebbe presentarsi il futuro dell’ Ungheria. Gli ho risposto che l’ alternativa all’odierna Europa dell’ UE, filo-americana, capitalistica e liberale, potrebbe essere un altro modello europeo, come la creazione di un “nuovo progetto di Europa dell’ Est”. Mi viene chiesto a questo proposito dell’ Austria. In risposta, ho proposto che il nuovo progetto di Europa dell’ Est potrebbe essere una sorta di riedizione dell’ Austria-Ungheria, un’ alleanza degli stati est-europei. Ho parlato quindi di una costruzione geopolitica non di un Superstato centralizzato!


I media da noi continuano a riferire che Lei avrebbe parlato a questo proposito di un Reich”…
 
Dugin: Per favore non mi dia la colpa della mancanza di comprensione politica nelle redazioni dei media europei! “Reich” o “Imperium” sono intesi nel senso di un polo geopolitico, come un’ alleanza o una federazione.


L Unione Europea è quindi anche un Imperium?
 
Dugin: E’ un Imperium, ma nell‘accezione negativa. Essa nega le diverse tradizioni, le differenze etniche e le varie identità culturali del continente e promuove un puro individualismo liberale. E’ l’ Europa moderna dell’ imperialismo dei “diritti umani”. A Bruxelles l’ élite dell’ UE sogna gli “Stati Uniti d’ Europa”, rendendo palese il parallelismo con gli Stati Uniti d’ America. Per dirlo chiaramente: è l’ amministrazione dell’ UE che riduce sempre di più la sovranità degli Stati Europei - anche dell’ Austria - e punta a un Superstato. Che i giornalisti mainstream, difensori quotidiani di questa UE nei loro articoli e nei loro corsivi, siano preoccupati tutto a un tratto per il futuro della Repubblica Austriaca risulta in verità inattendibile e ridicolo.


Perché crede che sia necessaria in Europa una Confederazione o un Alleanza? Perché non tornare al modello di stati nazionali completamente indipendenti?
 
Dugin: Perché un tale modello indebolirebbe l’ Europa. Io stesso non sono un nazionalista, ma un tradizionalista. C’è la necessità geopolitica di creare una federazione o un’ alleanza europea, se il continente vuole avere un ruolo in futuro. L’ UE odierna è anti-europea. E’ uno strumento per la distruzione delle tradizioni europee e i loro valori. Uno strumento che uccide la cultura dell’ Europa.


Un ulteriore citazione recitaAlexander Dugin vuole un Europa dominata dalla Russia. Si tratterebbe quindi soprattutto di un dominio di Mosca, di un cambio dall egemonia americana all egemonia russa

Dugin: Io sono russo e naturalmente perseguo gli interessi della Russia. Ma questo interesse non è un “Protettorato” dell’ Europa tramite Mosca. La Russia ha interesse ad avere come partner un’ Europa forte e indipendente. L’ odierna Europa è paralizzata dall’ UE, si distrugge da sola. Non è filorussa, non è neanche filoeuropea - è soltanto filoamericana. E di nuovo: sono proprio i politici e i giornalisti che difendono il dominio americano e l’ influenza di Washington in Europa che attaccano la Russia e me personalmente, ma noi vogliamo aiutare l’ Europa a diventare un continente più libero, più forte e più indipendente. 


traduzione di Giampaolo Cufino
gi.cufi74@gmail.com 

dalla rivista ”Zuerst!”

 
Tratto da:http://www.rinascita.net/
Intervista al prof. Alexandr Dugin: ”Una forte e libera Europa”
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La Csu e il piano della Germania per dire addio all'euro

Pubblicato su 23 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA, POLITICA

Alcuni deputati della Csu, alleati della Cdu della Merkel, avrebbero preparato un dossier segreto che prevede l'uscita dall'Euro da parte di Berlino

 
Di: Mario Valenza
 
La Germania fuori dall'Euro? A Monaco la Csu, una costola bavarese della Cdu di Angela Merkel è pronta a tutto.
 
Alcuni deputati del partito di centrodestra avrebbero preparato un dossier segreto che prevede l'uscita dall'Euro da parte di Berlino. Il dossier ha un nome "Piano di emergenza nazionale per il ritorno al marco tedesco". Le tensioni e le incertezze sulla Grecia, ma soprattutto i dubbi e le paure per l'allargamento delle quote di immigrati, potrebbero spingere Berlino a fare un passo indietro dall'Unione. Una mossa che potrebbe scatenare un vero e proprio terremoto politico ed economico nel vecchio continente. I tedeschi sono pronti ad uscire dall'euro qualora venissero toccati gli interessi di Berlino soprattutto dalla Bce o da Bruxelles.

A Roma si teme che sul fronte del no alle quote degli immigrati possa schierarsi dopo Ungheria, Spagna, Paesi Baltici e Francia pure la Germania. Uno scenario questo che avrebbe di certo conseguenze inimmaginabili sull'equilibrio dell'Ue. il dossier della Csu potrebbe schizzare in cima alle priorità del governo tedesco. E porre la parola fine all'unione monetaria e politica.
 
La Csu e il piano della Germania per dire addio all'euro
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Casaleggio, scontro con il direttorio e Di Maio

Pubblicato su 23 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Il cofondatore minaccia: “Basta pressioni, altrimenti vado via anch’io”

 
MILANO
 

«Ora basta, mi avete stancato. Se volete mandare via lei vado via anch’io e vi lascio

al vostro destino». A tanto è dovuto ricorrere Gianroberto Casaleggio, sia pure con

la sua ira fredda, davanti a Luigi Di Maio e agli altri membri del direttivo, che

erano saliti a Milano per porgli la questione della sostituzione di una figura

importante, nel Movimento cinque stelle: la capa della comunicazione alla

Camera, Ilaria Loquenzi. Ma la storia che vi raccontiamo va molto oltre il caso

singolo: racconta a che punto è la vita dentro quella che resta la seconda forza

italiana, ancora accreditata di una massa di voti imponente. Qualcosa che interessa

tutti. 

 

E allora, per dirla chiaro: è in corso una scalata non dichiarata dentro il

Movimento. Non raccontata, spesso neanche vista, consiste nel tentativo

(sempre meno frenato da timidezze e antiche, se mai esistite, gratitudini), nato

dentro il direttivo (ma non da tutti condiviso), di agire in solitudine, sottraendo a

Milano il ruolo guida. È come se nel M5S si stesse materializzando uno

spettro sempre paventato, e spesso utilizzato strumentalmente, però si stesse

realizzando in modalità clamorose: non sono i vecchi dissidenti, tanto meno gli

epurati, a cercare di sfilare il giocattolo di mano ai suoi due fondatori, sono gli

stessi cocchi di Casaleggio che ormai isolano Casaleggio. 

 

I due fondatori non sono mai stati così deboli. Per diversissime ragioni, Grillo

perché è un impolitico che - lo si creda o no - a parte le uscite umorali non ha

mai davvero dettato la linea; l’altro perché, oltre che impolitico, è anche distopico,

talmente distante dalla politica da non riuscire a comprendere, asserragliato a

Milano, cosa stava succedendo a Roma. Il direttivo, che tutti vi hanno

raccontato come ennesima imposizione e diktat di Grillo e Casaleggio, è invece

già dalla nascita il segno della loro debolezza. Ora quella debolezza viene

sempre più al pettine. 

 

È per questo, tra l’altro, che la figura del capo della comunicazione è stata

tradizionalmente importante per il Movimento cinque stelle. Intanto è una

delle poche nomine che Grillo e Casaleggio si sono sempre tenute per sé (lo hanno

scritto nel non-statuto e nel regolamento), e che non spetta all’assemblea.

Il capo della comunicazione doveva essere un super-super capogruppo

parlamentare, una figura di fatto molto politica che tenesse i rapporti tra Roma e

Milano, tra una base parlamentare spesso (con alcune, minoritarie e lodevoli

eccezioni) impreparata e vogliosa solo di visibilità, e i capi. Che decidesse chi

mandare in tv, cosa riferire o non riferire a Casaleggio. Ecco: La Loquenzi, ex

collaboratrice di Roberta Lombardi, non è mai piaciuta alla maggioranza

dell’assemblea. Le è sempre stato fatto un contratto di tre mesi in tre mesi. Come

mai, ora, Di Maio e il direttivo accettano di andare a porre il problema a Casaleggio? 

 

In pole per sostituirla c’è Silvia Virgulti, una professionista che tenne alla

Casaleggio i corsi per i dieci deputati selezionati per andare in tv. Virgulti è una

parmense molto vicina politicamente a Di Maio, fu presentata a Casaleggio

dai fratelli Pittarello (uno dei quali, Filippo, lavora in azienda, ebbe un ruolo

importante nella fase aurorale del Movimento, è amico di Davide, il figlio del

cofondatore). Morale: Casaleggio ha detto no, ma è sempre più solo; a parte il

fedele Rocco Casalino, ex del Grande Fratello, poi capo della comunicazione al

Senato. 

 

Cosa può succedere adesso? Di Maio è sempre più attrezzato per trattare col Pd e

Renzi, ha anche una sua ministruttura, dotata di suoi uomini. Lo ha fatto sulla

legge sugli ecoreati (suscitando malumori, perché molti nel M5S la

giudicano troppo annacquata), lo farà sul reddito di cittadinanza. E nel Movimento

non sono in pochi a dire che in fondo la legge elettorale renziana piace:

ritagliata su chi arriva primo, ma anche su chi arriva secondo. Ma prima serve un

parricidio. 

 

Tratto da:http://www.lastampa.it/2015/05/21/italia/politica/casaleggio-scontro-con-il-direttorio-e-di-maio-8Xnn6jGum5eXcGpl7zb6wO/pagina.html

Casaleggio, scontro con il direttorio e Di Maio
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BANCHE CENTRALI FUORI CONTROLLO. IL SISTEMA FINANZIARIO È COMPROMESSO

Pubblicato su 23 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

di GERARDO COCO

In un recente intervento al FMI, il presidente della BCE, Mario Draghi,provocato dalle critiche al quantitative easing (qe), ha risposto che la sua politica si è dimostrata più efficace del previsto (!), ma ha anche ammesso che «i bassi tassi di interesse inevitabilmente comportano qualche inefficienza nell’allocazione delle risorse». Qualche? Non si è accorto delle bolle che hanno creato nei mercati obbligazionari ed azionari? Non si è accorto che l’espansione dei bilanci delle banche centrali è perfettamente correlata a queste bolle? Non si è accorto dell’inflazione finanziaria e della deflazione nell’economia reale? Della volatilità, incertezza, distorsione dei mercati e del rischio sistemico che ne deriva? Introducendo tassi nominali negativi, Draghi notificava ai mercati: «D’ora in poi il debito vale più della liquidità immediata. Meno denaro contante in futuro vale di più del contante attuale». Soltanto lo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie poteva essere l’autore di questo paradosso. E’ invece è stata la trovata di un banchiere per risanare l’economia europea. Come abbiamo più volte scritto, non si crea industria e lavoro con tali espedienti. A cosa è servito infatti tutto il denaro creato finora? A salvare temporaneamente il sistema finanziario europeo (ma a spese dei contribuenti), rinviando lo scoppio della bolla obbligazionaria e azionaria. Oggi le decisioni di investimento nei mercati globali sono prevalentemente orientate non a creare valore ma a evitarne la perdita. Probabili aumenti dei tassi provocherebbero un crollo epico del mercato del credito cioè della pietra angolare dell’edificio economico e finanziario. Da un credito efficiente dipende tutto: la nascita di nuove aziende, il mercato immobiliare, il consumo di beni durevoli, le pensioni e non ultimo la valuta stessa. Tuttavia per assolvere le sue funzioni, il credito deve rappresentare ricchezza autentica il che significa solvibilità del debitore. La solvibilità può essere garantita solo da solido collaterale. Ma la BCE con il qe ne sta facendo incetta aumentando l’insolvibilità sistemica.   

Segni premonitori

La funzionalità del mercato del credito dipende dai titoli sovrani considerati, in teoria, l’attività finanziaria più sicura in assoluto a cui tutte le altre fanno riferimento nel valutare il rischio del credito. Ora, dieci giorni fa si è verificato un fatto eccezionale: la vendita in blocco di titoli sovrani, tedeschi, spagnoli, italiani, irlandesi, statunitensi e giapponesi con una perdita di capitale di quasi 450 miliardi di dollari. Con la discesa del prezzo sono aumentati i rendimenti. Il fatto ancora più eccezionale è che il rendimento dei bund tedeschi a 10 anni che si era attestato da un decennio sotto lo 0.05 è salito a 0.75. Quando mai si è visto un rendimento aumentare 15 volte in poche ore? (nel momento in cui scriviamo è a 0.61): un incremento anomalo sopratutto per il mercato tedesco, il più sicuro. Quali sono i motivi che hanno indotto gli investitori a sbarazzarsene? Erano stufi di parcheggiare il denaro in titoli che non rendono? Hanno avuto il timore della ricaduta del default del debito greco sull’eurozona? Oppure è il segnale di un cambiamento di aspettative, da deflazioniste a inflazioniste a seguito dell’aumento del prezzo del petrolio e della flessione del dollaro? Se chi detiene titoli con rendimenti infimi o addirittura negativi (che invece di rendere addirittura costano) percepisce un trend inflazionistico, li scarica immediatamente. Se i tassi aumentassero occorrerebbe più denaro per pagare i debiti, si liquiderebbero attività per fare cassa e i loro prezzi crollerebbero svalutando il collaterale. Il sistema del credito imploderebbe in 24 ore.  Il rialzo dei rendimenti segnala un trend o una correzione? E’ difficile stabilirlo quando è in gioco la dinamica inflazione/ deflazione che rende il mercato totalmente incerto. La vendita improvvisa dei bund si è anche associata ad un aumento della domanda di oro fisico: segno di aspettative inflazionistiche e di sfiducia nell’euro. Ma sopratutto della vulnerabilità dei titoli sovrani, cioè del mercato del credito. Le banche centrali sono il problema.

Le banche centrali possono fallire?

euro spezzatoIl loro bilancio è pura finzione. Ad esempio, la Federal Reserve ha un capitale di $57.6 miliardi e un attivo di $4 cioè una leva finanziaria di 75 a 1. La BCE ha un capitale di €96 miliardi e un attivo di €2.9 trilioni cioè una leva di 40 a 1 e al completamento del QE supererà 50 a 1 (€1 di capitale per garantire €50 di debito). Basta una lieve flessione del valore dell’attivo per incenerire il capitalePraticamente entrambe sono insolventi.Per capirci: quando nel 2008 Lehman Brothers è fallita, aveva una leva finanziaria di 30 a 1. E’ stata sufficiente una diminuzione del 3% per azzerarne il capitale. Nel caso della BCE basterebbe meno del 2%. Ma, si afferma, le banche centrali non possono fallire perché hanno il privilegio di aumentare a volontà l’attivo. Allora ricordiamo che nel 2008 la banca centrale islandese fallì e il governo riuscì a salvarla indebitandosi fino al 100% del PIL. Come potrebbero i governi europei salvare la BCE se sono quasi tutti in bancarotta? E’ un problema prospettico ma esiste. Ci spieghiamo. La moneta circolante posta al passivo del bilancio della BCE, è garantita all’attivo dai titoli sovrani il cui valore dipende dal tasso d’interesse manipolato dalla banca stessa. Ma se il mercato cominciasse a rifiutarli, sconfesserebbe l’attivo del bilancio e quindi anche il passivo rappresentato dalla valuta. La corona islandese ha perso in questo modo il 60% nei confronti dell’euro e del dollaro nel giro di qualche giorno. Supponiamo che il mercato si liberi di colpo dei 5 trilioni di titoli europei a tassi negativi. La BCE, per eliminare l’enorme pressione al rialzo sui tassi, dovrebbe acquistarli in massa, ma creerebbe nel bilancio una posta attiva che il mercato giudicherebbe poco attendibile. Pertanto anche la valuta perderebbe credibilità e il costo del debito in euro salirebbe a livelli elevatissimi. Il castello di carte finanziario crollerebbe trascinando la banca centrale. Un’analogia: Tizio ha preso in prestito 1000 da Caio e gli ha firmato una cambiale. Finché tutti hanno fiducia nella solvibilità di Tizio, la cambiale circola come valuta. Ma non appena la gente viene a sapere che Tizio ha problemi finanziari la cambiale perde valore all’istante e Caio il credito. Il fallimento di una banca centrale avviene nello stesso modo e si chiama «crisi valutaria» che, a sua volta, è conseguenza di un sistema irrevocabilmente compromesso.

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Tratto da:http://www.rischiocalcolato.it

BANCHE CENTRALI FUORI CONTROLLO. IL SISTEMA FINANZIARIO È COMPROMESSO
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C'è un cartello medico negli Usa che coinvolge l'industria farmaceutica e il governo americano

Pubblicato su 22 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in MEDICINA ALTERNATIVA

La denuncia del giornalista investigativo Jon Rappoport: "Una

combinazione tra un settore che ha i soldi e un governo che decide

incentivi e politica economica"

 

L'industria farmaceutica negli Stati Uniti spende milioni in lobbying, per campagne di finanziamento dei politici, per 'comprare' medici per promuovere e prescrivere alcuni farmaci e, con i soldi dei contribuenti, sovvenziona quegli stessi medicinali che sono destinati a danneggiare o addirittura distruggere la salute della popolazione degli Stati Uniti.
 
Il numero di decessi annuali negli Stati Uniti per farmaci da prescrizione è tre volte quella di tutti coloro che muoiono a causa di eroina, cocaina e anfetamine. "Abbiamo qualcosa in questo paese ( USA) chiamato cartello medico", denuncia il giornalista investigativo Jon Rappoport, aggiungendo che coinvolge "case farmaceutiche, scuole di medicina e agenzie governative come la FDA. "
 
Questo fenomeno sociale allarmante è in aumento a causa di un uso improprio di farmaci. "Tutti,  genitori, fratelli e sorelle, nonni ... tutti prendono pillole  (...)  Nello stato della Florida muoiono sette persone al giorno per l'abuso di queste sostanze", ha detto Lisa McElhaney, un sergente ufficio dello sceriffo Broward County.
 
"I trafficanti di droga, quando operano con farmaci da prescrizione, utilizzano programmi di copertura sanitaria come Medicare o Medicaid. Il primo passo è fatto dai cosiddetti "collezionisti "(che chiedono ad altri di fare uso della loro assicurazione per rivendere i farmaci ottenuti), che di solito operano in quartieri svantaggiati, (...) e che a loro volta portano i farmaci a qualcuno che di solito è coinvolto nella criminalità organizzata", ricostruisce lo sceriffo Stephen Opferman.
 
"Abbiamo più di un centinaio di casi l'anno. Confischiamo e distruggiamo ogni anno tra i 3 e i 5 milioni di farmaci", afferma Opferman.
 
Questo rapido aumento del consumo di farmaci tra le persone segue un aumento delle diagnosi da parte dei medici. Molti dei pazienti che hanno riportato problemi di salute a causa dell'uso indiscriminato di farmaci sostengono che "il paese ha inventato le malattie per vendere le medicine".
 
"Le persone stanno approfittando di questi prodotti che sono stati creati per alleviare il dolore e stanno continuando a creare più dolore. E' ironico. E sta diventando endemico nella nostra cultura", afferma Mark Desaulnier, senatore dello stato della California.
 
La stretta relazione tra il governo e le industrie farmaceutiche degli Stati Uniti è più che evidente. "C'è una combinazione tra un settore che ha i soldi e un governo che progetta incentivi e l'economia", dice Catherine Austin Fitts, presidente dei servizi di consulenza sugli investimenti Solari.
 
"Se si guarda alla quantità di denaro che hanno speso in lobbying nell'ultimo ciclo, si parla di circa 272 milioni dollari. Ci sono più gruppi di pressione che membri del Congresso", lamenta Dennis Kicinich,  membro del Congresso degli Stati Uniti per l'Ohio.
 
Nel 2008,  Barack Obama ha ricevuto più soldi dai lobbista delle case farmaceutiche rispetto a qualunque altro candidato. Per quanto riguarda la lista dei politici di entrambe le camere del Congresso, secondo Opensecrets.org, la maggior parte dei soldi da parte dell'industria farmaceutica sono stati ricevuti da:
 
-  Barack Obama  (democratico - Illinois): 1.172,954 mila dollari
 
-  Hillary Clinton  (democratico - New York): 588.860 $.
 
- John McCain (repubblicano - Arizona): 530.813 $.
 
- Mitch McConnell (R - KY): 302.092 $.
 
- Max Baucus (D - Montana): 277.664 $.
 
Inoltre, "i tentacoli del sistema psicofarmaci", dice lo psichiatra americano Peter Breggin, si estendono anche al sistema educativo degli Stati Uniti . "L'industria farmaceutica sta sponsorizzando programmi per entrare nelle nostre scuole, controllare i nostri figli e scoprire chi potrebbe avere un problema, in modo che possano essere valutati psichiatricamente e inviati alle cliniche dove, indovinate un pò che cosa riceveranno: pillole".
 
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
C'è un cartello medico negli Usa che coinvolge l'industria farmaceutica e il governo americano
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ECCO IL BULLISMO DI STATO. TAGLIANO LE PENSIONI E TASSANO LA PRIMA CASA

Pubblicato su 22 Maggio 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Tagli alle pensioni e tasse sulla prima casa. Una moda tutta italiana: mettere le mani su immobili e rendite

Ecco cosa scrive Il Giornale:

Avete presente quei film, in genere americani, in cui due o tre cattivoni immobilizzano e prendono a schiaffi il povero malcapitato, che subisce dolorosamente? Ecco.

È quanto lo Stato italiano sembra voler fare nei confronti della classe media. Esageriamo? Seguite il nostro ragionamento e poi vediamo.

Per anni ci siamo affaticati a denunciare l’eccesso di fiscalità. Guardate che gli affari scappano, dicevamo. Più sono alte le tasse e minori sono gli incentivi a produrre reddito e ricchezza. E se non si produce, non si inventano nuovi posti di lavoro. La spirale diventa perversa. Troppe tasse, minori incentivi a produrre, fatturati e redditi più bassi, introiti fiscali che scemano. Tutte cose che abbiamo scritto in tutte le salse. Ed è purtroppo esattamente ciò che si sta verificando. Insomma, in questi anni non è morta la voglia di fare impresa e di mettere soldi da parte degli italiani, è semplicemente scappata altrove, all’estero. Abbiamo esportato per secoli manodopera volenterosa e a basso costo, oggi regaliamo più che cervelli (come si usa dire) fatturato: realizzato a Londra, Los Angeles, Shanghai, ovunque sia possibile arricchirsi senza sentirsi in colpa.

Torniamo dunque alla nostra metafora. Perché diciamo che ci hanno messo nell’angolo e ci stanno riempiendo di cazzotti? Non tutti sono potuti scappare. E chi è rimasto viene picchiato. Gli immobili, frenati dalle fondamenta, non possono scappare e le pensioni erogate dallo Stato non possono essere liquidate una tantum.

Pensionati e proprietari di casa hanno la sfortuna di avere tutti i beni al sole: metterci su le mani è la cosa più semplice del mondo.

A vedere bene c’è un altro legame tra pensioni e prima casa. Quest’ultima non si è, in genere, autocostruita. È figlia dei risparmi di una vita: la gran parte degli immobili è stata comprata con mutui ipotecari. E, a loro volta, i risparmi sono quanto avanza dal proprio reddito di lavoro, una volta pagate la tasse e decurtate le spese di sopravvivenza. Insomma, la casa è stata comprata con quanto si è riusciti, negli anni, a mettere da parte. A seconda del proprio reddito, questo gruzzoletto investito nel mattone può essere stato più o meno grande. Ma per tutti si tratta di risorse che sono figlie di una prima tassazione. Cosa hanno fatto gli italiani? Hanno risparmiato come delle formiche, hanno pagato interessi alle banche, che hanno prosperato, hanno alimentato il mercato dell’edilizia e oggi si trovano un immobile dove vivere. Sapete questa tiritera come si chiama nei Paesi anglosassoni che hanno sempre voglia in insegnarci qualcosa? Previdenza complementare, fondi pensione. Quello che vogliamo dimostrare è che la prima casa per gli italiani è ciò che un fondo pensione rappresenta per i cittadini dei Paesi considerati più evoluti. Nessuno si azzarderebbe a tartassare l’assegno di un fondo pensione, da noi invece nessun problema a tosare una rendita (puramente virtuale) che la nostra prima casa genererebbe. Non fatevi dunque ingannare quando vi dicono che all’estero tassano le case. Da noi la casa non solo l’abbiamo comprata con i frutti di un reddito netto tassato più che all’estero, ma essa ricopre anche quella funzione socio-economica che nei Paesi anglosassoni è svolta dai fondi pensione che, per tale motivo, sono agevolati fiscalmente.

Avete finalmente capito perché la nostra metafora bullista non è esagerata: picchiano solo chi non riesce a scappare e, per di più, chi non ha commesso nessuna ingiustizia.

Tratto da: http://www.stopeuro.org
ECCO IL BULLISMO DI STATO. TAGLIANO LE PENSIONI E TASSANO LA PRIMA CASA
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