Blog di frontediliberazionedaibanchieri

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

IL FALCO WEIDMANN (GOVERNATORE BUNDESBANK) E' ANDATO A LONDRA A SCONGIURARE GLI INGLESI DI NON MOLLARE LA UE (PAURA!)

Pubblicato su 24 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

LONDRA - Jens Weidmann, presidente della Bundesbank, la banca centrale tedesca, intervenuto a una serata della German-British Chamber of Industry and Commerce a Londra, ha evocato il fantasma di Winston Churchill per esortare il Regno Unito a rimanere nell'Unione Europea e a "ricreare la famiglia europea".

E' la prima volta, riferisce il "Financial Times", che un banchiere centrale rivolge un appello cosi' accorato affinche' la Gran Bretagna non lasci l'Ue.

Se il Partito conservatore di David Cameron conquistera' la maggioranza assoluta nelle elezioni politiche dell'anno prossimo, potra' indire un referendum sull'appartenenza britannica all'Ue nel 2017.

Alle ultime elezioni europee la percentuale piu' alta di consensi e' andata all'Ukip, il Partito per l'indipendenza del Regno Unito.

Le parole di Weidmann, che ha sempre sostenuto l'appartenenza britannica al mercato unico, hanno riecheggiato quello del ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble: il banchiere ha sottolineato la "miriade" di legami che uniscono la Gran Bretagna al resto d'Europa e i benefici reciproci della relazione.

"Se la Gran Bretagna continuero' a fare la voce grossa in Europa, sono fiducioso che l'Unione diventera' piu' aperta e prospera", ha dichiarato, aggiungendo che molta ricchezza potrebbe essere creata se il Regno Unito e la Germania unissero le forze sulle riforme, in particolare per promuovere l'economia digitale, migliorare la competitivita' e ridurre la frammentazione nel mercato dei servizi.

Nella comunita' britannica degli imprenditori, la richiesta di una riforma dell'Ue e' condivisa. Secondo una ricerca della London School of Economics citata da Weidmann, l'appartenenza all'Ue ha fatto crescere il prodotto interno lordo britannico di oltre il dieci per cento. Gli è stato fatto notare, però, che questa crescita si deve non a presunti benefici d'appartenenza alla UE, bensì all'assenza dell'euro in Inghilterra. 

L'opinione diffusa al termine dell'incontro con Weidmann, che è il primo governatore della Bundesbank a parlare in questo modo in Inghilterra, è di un sentimento di paura della Germania che l'abbandono della UE da parte del Regno Unito provochi sia un effetto a catena, ad esempio l'uscita anche della Francia, sia il rafforzamento ulteriore del già temibilissimo concorrente inglese sui mercati internazionali. Il Regno Unito in questo 2014 di crisi e recessione nell'Eurozona otterrà uno dei migliori risultati per il Pil della sua storia.

Redazione Milano. 

Tratto da:http://www.ilnord.it

IL FALCO WEIDMANN (GOVERNATORE BUNDESBANK) E' ANDATO A LONDRA A SCONGIURARE GLI INGLESI DI NON MOLLARE LA UE (PAURA!)
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MH17: verso la verità?

Pubblicato su 24 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

Jacques Sapir Russeurope 23 luglio 2014

Mentre il tempo passa, le questioni sollevate dalla caduta del volo MH17 sono pesanti. Ora, il noto giornalista statunitense Robert Parry, l’uomo che rivelò le operazioni illegali dell’era Reagan (Iran-Contra), ha appena pubblicato sul sito della sua fondazione [1] diversi articoli importanti, accusando l’esercito ucraino [2] e un misterioso “disertore” dell’esercito [3]. Possiamo quindi tentare di riformulare tali interrogativi. Perciò, dobbiamo prima sapere di cosa si parla.

1. Cosa ha causato l’incidente?
L’ipotesi più frequentemente citata si riferisce ad un missile SA-11/17 chiamato “Buk” in Russia.  Nella versione M1 o M2 il missile ha una guida radar semi-attiva (SARH – Semi-Active Homing Radar), con una testata di 70 kg con 40/50 kg di esplosivo. L’esplosione del missile è attivata da una spoletta di prossimità. La distruzione del bersaglio è assicurata dalla combinazione di onde d’urto (più violente se più alta è la densità dell’atmosfera) e frammentazione. Va notato che se l’arma è perfettamente efficace contro un cacciabombardiere di 25-35 tonnellate, il Boeing 777 NCM delle Malaysian Airlines pesa 300 tonnellate. Per un confronto, il bombardiere strategico B-52 pesa solo 220 tonnellate, e poté essere distrutto nelle incursioni su Hanoi con missili SA-2 dalla testata di 200kg. Inoltre, questo permette di escludere il “Buk” dalla distruzione di un Antonov che volava a 6500m a 500 km/h. Infatti, questo aereo del peso di 25 tonnellate sarebbe stato completamente distrutto dal missile e il suo equipaggio ucciso. Altre fonti, soprattutto russe, riferiscono di missili aria-aria. Questi missili hanno testate da 7,5 a 60 kg. Si possono escludere i missili leggeri. É  possibile si trattasse di un AA-10 “Alamo” o R-27, il cui peso è di circa 40 kg. Questo missile è solitamente sparato in coppia. Riguardo i missili “pesanti”, l’AA-12 (R-77 in codice russo) appare come altro possibile “colpevole”. La testata del missile è paragonabile a quella del missile “Buk”. Se un missile “Buk” è all’origine del disastro, il missile è esploso probabilmente davanti o su un lato anteriore del Boeing 777. Il sistema di navigazione del missile inerziale anticipa la rotta del suo bersaglio, e mette il missile in rotta di collisione anticipandone i movimenti. Si tratta di una differenza importante dai missili a guida a raggi infrarossi, che generalmente seguono il bersaglio  colpendolo a poppa.

2. Com’è precipitato?
La massa del MH17 superava di gran lunga quella degli aerei militari contro cui i missili terra-aria e aria-aria sono progettati. Ma abbiamo già il caso del Boeing 747 coreano, distrutto nel 1983 dall’Aeronautica Militare Sovietica (IA-PVO), il famoso volo KAL007. In questo caso del 1 settembre 1983, un Boeing 747 della compagnia aerea Korean Air Lines (KAL 007) fu distrutto da uno o due (forse due) missili aria-aria R-98 con testate da 40 kg. Ma l’aereo non esplose, continuò la rotta perdendo quota per alcuni minuti (almeno 4) prima di schiantarsi. Data la massa del Boeing 777 delle Malaysia Airlines (300 t contro 370 del 747 del volo KAL007), è anche probabile che il missile non sia riuscito a far esplodere in volo l’aereo. Dal precedente del Boeing 747 della KAL, si potrebbe pensare, dato l’angolo d’impatto della spoletta di prossimità, che il danno immediato sia dovuto allo shrapnel. E’ molto probabile che questi frammenti abbiano ampiamente colpito la cabina di guida, il che spiegherebbe l’immediata perdita di contatto a terra. Altri danni sarebbero stati causati dall’onda d’urto, anche se a 10000 m è ridotta. Questi danni, oltre a quelli causati dalle schegge in cabina, potrebbero aver perforato la cellula del velivolo, spiegano la distribuzione dei resti per quindici chilometri. Ma ancora con il precedente del KAL-007, sembra che tali danni siano stati progressivi. Il velivolo poté continuare la rotta per un certo tempo prima di iniziare a cadere a pezzi. Pertanto non seguì una traiettoria parabolica, come quella di una bomba, ma una mix di rotta aerodinamica e parabolica. In base a questa interpretazione, confermatami da uno specialista in strutture per aeromobili civili, ho stimato in 30 km la distanza minima tra l’impatto del missile e il luogo dello schianto. Faccio notare che lo specialista piuttosto postulava una distanza di 40-45 km, e un calcolo fatto da un blogger russo dice almeno 30 km [4]. Questo blogger ha anche osservato gli effetti distruttivi dei frammenti, ma non sembra aver fatto il parallelo tra MH17 e KAL007 del 1983. Se MH17 è stato vittima di missili aria-aria, il danno non sarebbe molto diverso. Se i missili erano gli R-27, è possibile che il danno sia stato più ampio. Nel caso di un R-77 sparato contro l’aereo, la testata di quest’ultimo missile è molto simile a quella del “Buk“.

I6JYJ46B5432-kKpC-U10302117362303wEC-568x320@LaStampa.it3. Scenari
Il governo statunitense sostiene che un missile superficie-aria sparato dalla zona sotto il controllo degli insorti, sia responsabile del disastro. Sostiene di avere foto satellitari. La batteria missilistica sarebbe giunta dalla Russia pochi giorni prima dell’abbattimento. Ma la distanza tra il probabile punto d’impatto del missile e la frantumazione di MH17 rende l’ipotesi improbabile. Inoltre, gli operatori insorti non erano addestrati alle procedure minime per attivare il missile in un tempo così breve. Ci vogliono diverse settimane per addestrare, anche sommariamente, gli operatori. Mentre è perfettamente possibile che questi operatori siano stati brevemente addestrati in Russia, ma in un periodo di almeno 15 giorni e, probabilmente, più di 21 giorni, ponendo la data della decisione di consegnare una batteria di SA-17 agli insorti a 25 giugno, al più tardi. Non è del tutto impossibile, ma nulla nei combattimenti svoltisi al momento giustificavano l’invio di questo tipo di materiale.  Siamo di fronte a due incongruenze. Robert Parry, nel frattempo, riferisce di una fonte presso la CIA che gli avrebbe detto che il missile è stato sparato dai soldati ucraini fedeli al governo di Kiev, che sarebbero stati brilli al momento del lancio: “… La valutazione iniziale era che le truppe fossero ucraine. Così si pensò che i soldati coinvolti fossero indisciplinati e forse ubriachi, dato che l’immagine mostra ciò che sembrano bottiglie di birra sparse in tutto il sito, secondo la fonte [5]“.
Il Los Angeles Times del 22 luglio ha riportato la possibilità che “le agenzie d’intelligence degli Stati Uniti finora non abbiano potuto determinare nazionalità o identità dell’equipaggio che ha lanciato il missile. Funzionari degli Stati Uniti hanno detto che era possibile che il SA-11 sia stato lanciato da un disertore dall’esercito ucraino addestrato ad utilizzare sistemi missilistici analoghi. [6]“- In altre parole, sarebbe un “disertore” dell’esercito ucraino ad aver sparato il missile da una compagnia dell’esercito di Kiev in zona. Si noti che ciò risolverebbe la contraddizione sulla distanza tra zona dell’impatto del MH17 e zona di lancio del missile. Inoltre, vi sono voci di aerei da combattimento ucraini di scorta all’MH17, e non possiamo escludere che uno di essi l’abbia abbattuto.

4. Conclusioni provvisorie
In realtà abbiamo il governo degli Stati Uniti che sostiene di avere la prova definitiva del coinvolgimento degli insorti, che non vuole mostrare. Si è quindi in presenza di una “comunicazione politica” tipica del governo degli Stati Uniti. Ogni volta proclama o presenta delle presunte prove, ma non le produce. Colpisce il fatto che non gliele si chiedano. I media di Stati Uniti e Paesi della NATO prendono tali dichiarazioni alla lettera e non si curano di una verifica immediata. Naturalmente, in ogni caso, la risposta più probabile sarebbe che tali documenti sono riservati, non possono essere rivelati rendendo pubblici metodi ed attività di mezzi segreti.  Ricordiamo che questo fu il metodo adottato dall’esercito francese durante l’affare Dreyfus. Questa prova, in realtà, dovrebbe essere affidata ad una commissione d’inchiesta internazionale indipendente. E’ vero che la credibilità del governo degli Stati Uniti è lungi dall’essere perfetta dalle falsità pronunciate da Colin Powell alle Nazioni Unite nel 2003. È pertanto urgente che il governo degli Stati Uniti consegni le immagini e i mezzi per verificarle alla commissione d’inchiesta internazionale indipendente. Nel frattempo, è chiaro che il coinvolgimento degli insorti ucraini appare più che dubbio, e possiamo avere buone ragioni per sospettare le autorità di Kiev. La campagna di stampa contro la Russia appare così un’oscenità senza alcuna giustificazione fattuale,  che obbedisce in realtà ad obiettivi politici e geopolitici, in particolare di Stati Uniti ed alleati.

10565283Fonti:
[1] 
Consortium News
[2] Robert Parry, “What Did US Spy Satellites Vedere in Ucraina?” 20 Luglio 2014 .  Vedi anche blog DeDefensa
[3] Robert Parry, “Il mistero del ‘traditore’ dell’esercito ucraino“, 22 Luglio 2014
[4] 
Vineyard Saker, vedi pag.  8 e 9.
[5]
 Consortium News, p.3.
[6] 
Consortium News, p.3.

Tratto da:http://aurorasito.wordpress.com

MH17: verso la verità?
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La Corte dei Conti chiama in giudizio Matteo Renzi

Pubblicato su 24 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Il premier dovrà difendersi dall’accusa di danno erariale, per l’operato svolto in qualità di presidente della Provincia di Firenze

Dispiaceri in vista per il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo che la Corte dei conti, sezione giurisdizionale per la Toscana, con ordinanza n. 26/2014, ha ravvisato necessaria la sua chiamata in giudizio, per l’udienza del 24 settembre 2014.
In quel giorno il premier dovrà difendersi per l’operato svolto nel 2006 in qualità di presidente della Provincia di Firenze, nel corso di un mandato in cui, come si legge nel suo curriculum, sono state ridotte le tasse sul territorio, e sono aumentati gli investimenti in cultura e ambiente.

A giudizio della Procura di Firenze, è stato però anche prodotto un danno erariale non da poco, derivante dal fatto che la Provincia avrebbe potuto (e dovuto) nominare un solo Direttore Generale, ai sensi dell’art. 108 T.U.E.L., mentre il Presidente Renzi aveva provveduto – con una sua decisione poi ratificata dalla Giunta – alla nomina e alla remunerazione di ben 4 Direttori Generali (se pure qualificati “con funzioni di coordinamento”)con retribuzioni superiori a quelle massime previste dal C.C.N.L. della Dirigenza del 23 dicembre 1999 (e successive modifiche), tanto più che i soggetti nominati Direttori Generali non provenivano dall’esterno, ma erano dirigenti di ruolo con contratto a tempo indeterminato, in seguito collocati in aspettativa, per essere riassunti dallo stesso Ente con un contratto di diritto privato, gravante maggiormente sulle casse dell’Ente,rispetto ad un contratto di lavoro di diritto pubblico, conforme ai contratti collettivi nazionali

Nello specifico, l’indagine del giudice contabile si è appuntata sul decreto del Presidente della Provincia n. 32 dell’11 settembre 2006, con cui Renzi provvedeva (a seguito delle dimissioni del Direttore e Segretario Generale della Provincia) all’attribuzione delle competenze di Direttore Generale ai quattro Direttori Centrali dell’Ente, disponendo l’esercizio collegiale delle funzioni di Direttore Generale.

L’incauta scelta di nominare 4 Direttori Generali in luogo di un solo DG costituirebbe, secondo la Procura, un danno cagionato alle casse dell’Ente locale pari a € 1.175.351,15.

Come abbiamo detto, l’udienza per la prosecuzione del giudizio è stata fissata il 24 settembre 2014, giorno a partire dal quale potremo conoscere gli sviluppi di una scabrosa vicenda che, pur riguardando in prima persona il capo del Governo, riguarda in realtà, inevitabilmente, anche tutti noi.

Tratto da:http://www.leggioggi.it

La Corte dei Conti chiama in giudizio Matteo Renzi
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Il Governo pianifica la modifica della soglia dell’OPA obbligatoria: ciò è propedeutico alla svendita delle multinazionali italiane di successo

Pubblicato su 24 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECONOMIA

A ben osservare si scoprono tante cose. Ad esempio che il governo Renzi si sta preparando a mettere sul mercato azioni dei campioni nazionali, ossia le poche aziende che ancora sostengono il paese con utili ed occupazione di livello: permettetemi, ad esempio la Fiat, per anni simbolo dell’imprenditoria privata italiana, è secondo voi (i) un’azienda di successo, (ii) un’azienda che crea valore per l’Italia, (iii) un’azienda italiana? Ma per favore, il vero problema italiano – che si aggiunge a quello politico, della burocrazia e delle tasse – è che non esiste una classe imprenditoriale di livello multinazionale che abbia uno spessore accettabile. Ed oggi Matteo Renzi ci dice che la globalizzazione sarebbe un’opportunità per l’Italia: appunto, sarebbe, se le uniche vere multinazionali italiane di successo sono di proprietà statale, beh, fate voi…. E pure le si sta vendendo!

 

Tornando a bomba, lo Stato per non perdere il controllo delle aziende statali – come in pratica ha fatto con Telecom Italia – vuole ridurre il limite dell’OPA totalitaria obbligatoria al 20% [vedasi nota in calce], così potrà scendere di un ulteriore 10% circa su ENI ed ENEL etc. incassando gli spiccioli che gli serviranno per arrivare a marzo del 2015 senza troppi richiami da Bruxelles. Forse non mi sono spiegato: il motivo per cui sono assolutamente contrario ad una alienazione degli assets strategici di Stato dipende dal fatto che se i BTP costano allo Stato meno del 2% a 5 anni o giù di lì ed ENI ed ENEL rendono ad esempio il 4%, il Tesoro dovrebbe aumentare la propria partecipazione e non diminuirla. E’ matematica (ah, a essere ingegnere….). Senza contare che gli stranieri sono iper interessati a portarsi a casa buone aziende strategiche italiane a prezzi di realizzo con l’obiettivo di spostare a termine occupazione ed utili nel paese acquirente – ENEL ad esempio è molto più performante degli omologhi tedeschi, le utilities germaniche sono in crisi prospetticamente gravissima -.

L’altro asso che l’Italia furbescamente sta giocando è fare entrare i ricchi cinesi appunto negli assets di Stato con partecipazioniper adesso di minoranza: il messaggio è semplice, se qualcuno vuole comprarsi assets strategici a prezzi di realizzo se lo scordi. Almeno questo!! Ricordo il caso di ROSCO in Grecia (materiali e servizi per trasporto ferroviario), prima li affami e poi li compri: Siemens se l’è comprata dopo che la Troika a guida tedesca aveva obbligato il paese ellenico a privatizzare nel bel mezzo della crisi [vedasi nota]. Ma ricordo anche EDP, l’Enel portoghese, dove successe più o meno la stessa cosa. Peccato che alla fine il governo portoghese si stufò di farsi prendere per i fondelli ed invitò appunto il gruppo cinese che si poi portò a casa l’azienda con un rilancio di oltre il 50% dall’ultimo prezzo di borsa, rilancio che sbaragliò la concorrenza europea pronta a comprarsi l’utility lusa per un tozzo di pane (indovinate un po’ chi era in lizza per comprarsela, i tedeschi di E.ON…).

Non c’è che dire, la partita si fa interessante. Se non altro qualcuno al ministero dell’economia almeno sta tentando di evitare il regalo a coloro che stanno affamando l’Italia (ed i periferici) con l’austerity, memento il differente operato di Saccomanni.

Ah, dimenticavo: per giustificare l’ultima affermazione – e come corollario di quanto sopra descritto – andatevi a vedere i rapporti deficit/PIL della Spagna e della Francia. Il primo è circa del 7%, il secondo oltre il 4%. Ben inteso per entrambi è stato ampiamente sforato il limite debito/PIL fissato a Maastricht (60%, anche la Germania lo supera), proprio come l’Italia. E dunque, qualcuno mi può spiegare perchè a Bruxelles rompono costantemente gli zebedei solo e particolarmente all’Italia con ‘sto dannato limite del 3%? Ma ci vogliamo svegliare o no? Anche questa volta vogliono costringere il Belpaese alle privatizzazioni come negli anni ’90…. L’Italia è ricca e quindi è la preda per antonomasia.

FireShot Screen Capture #028 - 'France Government Budget I Actual Value I Historical Data I Forecast' - www_tradingeconomics_com_france_government-budgetFireShot Screen Capture #030 - 'France Government Debt to GDP I Actual Data I Forecasts I Calendar' - www_tradingeconomics_com_france_government-debt-to-gdpLa sparo grossa: se Fiat dovesse vendere a VW non mi stupirei se gli eredi di Gianni Agnelli cercassero di comprarsi con il ricavato qualche pezzo di Stato messo in (s)vendita. In effetti, elaborando i commenti di Della Valle sulla proprietà torinese, chi rappresenta la Fiat non sarebbe probabilmente in grado di far crescere un’azienda di successo, dovrebbe comprarsela. State certi che qualche sprovveduto italiano direbbe anche che così si manterrebbe il valore in Italia…

Per intanto riporto sotto il trafiletto sulla proposta di riduzione della soglia per l’OPA obbligatoria che il Governo ha messo come emendamento in una delle tante leggi in approvazione…. Preparatevi per la svendita di Ottobre made in PD.

Mitt Dolcino

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Soglia Opa anche al 20% , da Il Sole 24 Ore del 23.07.2014
Un altro emendamento dei relatori, Massimo Mucchetti e Giuseppe Marinello, al decreto competitività in esame al Senato prevede una seconda soglia Opa al 20% (oltre a quella già vigente al 30%) per le società che non rientrano nella categoria delle Pmi. Il nuovo obbligo di Opa scatterà per «chiunque, a seguito di acquisti, venga a detenere una partecipazione superiore alla soglia del 20% in assenza di altro socio che detenga una partecipazione più elevata». Resta ferma la possibilità di scelta per le Pmi entro la doppia soglia tra il 20% e il 40% (invece del 30%) che il decreto legge già prevede.

Nota:

Caso ROSCO in Grecia acquisita da Siemens:    http://scenarieconomici.it/la-lezione-dellue-tedesca-nel-caso-rosco-grecia-prima-li-affami-e-poi-li-compri-un-monito-per-litalia/

Tratto da:http://scenarieconomici.it/governo-pianifica-laumento-soglia-dellopa-obbligatoria-cio-propedeutico-svendita-delle-multinazionali-italiane-successo/
Il Governo pianifica la modifica della soglia dell’OPA obbligatoria: ciò è propedeutico alla svendita delle multinazionali italiane di successo
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IL POTERE OCCULTO: DA DOVE NASCE L'IMPUNITA' DI ISRAELE?

Pubblicato su 24 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

La grande complicità internazionale con i massacri periodici israeliani non si creano per paura di Israele ma per paura di quello che lo stato ebraico rappresenta. Israele è il simbolo più emblematico, la patria territoriale del sionismo capitalista che controlla il mondo senza frontiere dagli uffici direttivi di banche e corporazioni transnazionali. Israele è fondamentalmente la rappresentazione nazionale di un potere globale sionista, che è padrone dello Stato di Israele tanto quanto degli Stati Uniti e degli altri Stati con le loro risorse naturali e sistemi economico-produttivi. E checontrolla il pianeta attraverso le banche centrali, le grandi catene mediatiche e gli arsenali nucleari militari.
 

Di Manuel Freytas

 
Il potere occulto
Israele, è il più chiaro riferimento geografico del sistema capitalista transnazionalizzato che controlla dai governi ai sistemi economici produttivi e i grandi mass media, sia nei paesi centrali come nel mondo sottosviluppato e periferico.
Lo Stato ebraico, al di là della sua incidenza come Nazione, è il simbolo più rappresentativo di un potere mondiale controllato nelle sue molle decisive da un gruppo minoritario di origine ebraica e conformato da una struttura di strateghi e tecnocrati che operano le reti industriali, tecnologiche, militari, finanziarie e mediatiche del capitalismo transnazionale esteso nei 4 punti cardinali del pianeta.

Con una popolazione di circa 7,35 milioni di abitanti, Israele è l’unico Stato ebraico del mondo.
 
Ma quando parliamo d’Israele, parliamo prima di tutto di un disegno strategico di potere mondiale che lo protegge, interattivo e totalizzato, che si concentra attraverso una rete infinita di associazioni e vasi comunicanti tra il capitale finanziario, industriale e dei servizi che trasforma i paesi e governi in gerenze d’enclave.
 
La lobby sionista che sostiene e legittima l’esistenza d’Israele, non è uno Stato nel lontano Medio Oriente, ma un sistema di potere economico planetario (il sistema capitalista) di banche e corporazioni transnazionali con ebrei dominando la maggioranza dei pacchetti azionari o egemonizzando le decisioni dei gerenti dai loro posti di direttori e esecutori.
 
Chi si prende la briga di indagare i nomi dei membri dei direttivi o degli azionisti delle grandi corporazioni e delle banche transnazionali statunitensi ed europee che controllano dal commercio estero e interno fino ai sistemi economici produttivi dei paesi, sia centrali che “sottosviluppati” o “emergenti”, potrà facilmente verificare che (in una stupefacente maggioranza) sono di origine ebraica.
 
I direttivi e gli azionisti delle prime trenta mega aziende transnazionali e banche (le più grandi del mondo) che sono quotati negli indici Dow Jones di Wall Street, sono principalmente ebrei.
 
Megacorporazioni del capitalismo senza frontiere come Wal-Mart StoresWalt Disney, Microsoft, Pfizer Inc, General Motors, Hewlett Packard, Home Depot, Honeywell, IBM, Intel Corporation, Johinson&Johnson, JP Morgan Chase, American International Group, American Express, AT & T, Boeing Co (armi), Caterpillar, Citigroup, Coca Cola, Dupont, Exxon Mobil (petrolifera), General Eletric, McDonald’s, Merck & Co., Protecter & Gamble, United Technologies, Verizon, sono controllate e/o dirette da capitali e persone di origine ebraica.
 
Queste corporazioni rappresentano la creme de la creme dei grandi consorzi transnazionali ebraicoo-sionisti che, attraverso la lobby esercitata dalle ambasciate statunitensi ed europee, dettano e condizionano la politica mondiale ed il comportamento di governieserciti o istituzioni mondiali ufficiali e private. 
 
Sono i proprietari invisibili del pianeta: quelli che guidano i paesi e i presidenti con un telecomando, come se fossero burattini di ultima generazione.
 
Coloro che ricercano con questo stesso criterio, inoltre, i mass media, l’industria culturale o artistica, associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sociali, fondazioni, organizzazioni professionali, ONG, sia nei paesi centrali come periferici, si sorprenderà della notevole incidenza di persone di origine ebraica nei posti decisionali più alti.
 
Le tre catene televisive principali degli USA (CNN, ABC, NBC e Fox), i tre giornali principali(Wall Street Journal, New York Times e Washington Post) sono controllati e guidati (attraverso il pacchetto azionario o di famiglie) da gruppi lobbisti ebrei, principalmente newyorkesi.
 
Allo stesso modo come le tre più influenti riviste (NewsweekTime e New Yorker) e consorzi egemonici d’Internet come la Time-Warner (unitasi con America online) oYahoo!, sono controllati da direttori e capitale ebraico che opera a livello delle reti e conglomerati allacciati ad altre aziende.
 
Colossi del cinema di Hollywood e dello spettacolo come Walt Disney CompanyWarner BrothersComlumbia PicturesParamouth20th Century Fox, tra gli altri, formano parte di questa rete interattiva del capitale sionista imperialista.
La concentrazione del capitale mondiale in mega-gruppi o mega-compagnie controllate dal capitale sionista, in una proporzione schiacciante, rende possibile le decisioni planetarie di ogni tipo, nell’economia, nella società, nella vita politica, nella cultura, ecc. e rappresenta l’aspetto più caratterizzante della globalizzazione imposta dal potere mondiale del sistema capitalista imperiale.
 
L’obiettivo centrale espansivo di questo capitalismo sionista  transnazionalizzato è il controllo e il dominio (attraverso guerre di conquista o “sistemi democratici”) delle risorse naturali e dei sistemi economico-produttivi, in un’azione che i suoi sostenitori e teorici chiamano “politiche di mercato”.
 
Il capitalismo transazionale, su scala globale, è il proprietario degli stati e delle loro risorse e sistemi economico-produttivi,  non soltanto del mondo dipendente, ma anche dei paesi capitalisti centrali.
Così i governi dipendenti e centrali sono gerenze d’enclave (di sinistra o di destra) che con varianti discorsive realizzano lo stesso programma economico e le stesse linee strategiche di controllo politico e sociale.

Questo capitalismo transnazionale “senza frontiere” della lobby sionista che sostiene lo Stato d’Israele si basa su due pilastri fondamentali:
  • la speculazione finanziaria informatizzata (con base territoriale a Wall Street) e la tecnologia militare-industriale di ultima generazione (la cui massima espressione di sviluppo si concentra nel Complesso Militare Industriale degli USA).
La lobby sionista internazionale, sulla quale si basano i pilastri esistenziali dello Stato d’Israele, controlla dai governi, eserciti, polizia, strutture economico produttive, sistemi finanziari, sistemi politici, strutture tecnologiche e scientifiche, strutture socio-culturali, strutture mediatiche internazionali, fino al potere della polizia mondiale fondato sugli arsenali nucleari, i complessi militari industriali e gli apparati di dispiegamento militare degli USA e delle potenze centrali.

Questo potere, e non lo Stato d’Israele, è ciò che temono i presidenti, politici, giornalisti ed intellettuali che tacciono o deformano giornalmente i genocidi d’Israele in Medio Oriente, intimoriti dal rimanere sepolti a vita sotto la lapide dell’”antisemitismo”.
 
La Lobby imperiale
 
La lobby sionista pro-israeliana, la rete del potere occulto che controlla la Casa Bianca, il Pentagono e la Federal Reserve, non prega nelle sinagoghe ma nella Cattedrale di Wall Street. Un dettaglio di cui tener conto, per non confondere la religione con il mito e l’affare.
Quando si riferiscono alla lobby sionista (che chiamano lobby pro-israeliana) la maggior parte degli esperti ed analisti parlano di un gruppo di funzionari e tecnocrati, nelle cui mani c’è il disegno e l’esecuzione della politica militare nordamericana.

A questa lobby di pressione viene attribuito l’obiettivo strategico permanente di imporre l’agenda militare e gli interessi politici e geopolitici del governo e lo Stato d’Israele nella politica estera degli USA.
Come definizione, la lobby pro-israeliana, è una gigantesca macchina di pressione economica e politica che opera simultaneamente in tutte le fasce del potere istituzionale statunitense: la Casa Bianca, il Congresso, il Pentagono, il Dipartimento di Stato, la CIA e agenzie della comunità dell’intelligence, tra i più importanti.

Per mezzo dell’uso politico del suo potere finanziario, della sua strategica posizione nei centri decisionali, i gruppi finanziari della lobby esercitano un'influenza decisiva nella politica interna e estera degli USA, la prima potenza imperiale, oltre al suo ruolo dominante nel finanziamento dei partiti politici, dei candidati presidenti e dei congressisti.
A livello imperiale, il potere finanziario della lobby si esprime principalmente attraverso laFederal Reserve degli USA, un organismo chiave per la concentrazione e la riproduzione del capitale speculativo a livello planetario.

Il cuore della lobby sionista statunitense è il potente settore finanziario di Wall Street che ha implicazioni dirette e la partecipazione alla nomina di funzionari chiave del governo degli Stati Uniti e organi di controllo della politica monetaria e degli enti creditizi (nazionali e internazionali) con sede in Washington e New York.

Gli organismi economico finanziari internazionali come la OCDE, la Banca Mondiale, ilFMIsono sotto diretto controllo delle banche centrali e dei governi degli USA e delle potenze controllate dalla lobby sionista internazionale (Gran Bretagna, Germania, Francia, Giappone tra le più importanti).

Organizzazioni e alleanze internazionali come l’ONU, il Consiglio di Sicurezza e la NATO sono controllati dall’asse sionista USA-UE, le cui potenze centrali sono quelle che garantiscono l’impunità degli stermini militari d’Israele in Medio Oriente, come è successo con l’ultimo massacro degli attivisti solidali con il popolo di Gaza.
Le principali istituzioni finanziarie della lobby (Goldman SachsMorgan Stanley, Lehman Brothers, ecc) e le banche principali (Citigroup, JP Morgan, Merrill Lynch, ecc) influiscono in modo decisivo alla nomina dei titolari della Federal Reserve, il Tesoro e la segretaria del Commercio, oltre ai direttori della BM e del FMI.
 
Il mito dell’ ”antisemitismo”
 
Questo fenomeno di “potere capitalista mondiale” ebraico, e non Israele, è cioò che temono presidenti, politici, giornalisti ed intellettuali che evitano puntigliosamente di condannare o nominare nei giornali i genocidi militari di Israele a Gaza, ripetendo quello che hanno già fatto durante il massacro israeliano in Libano nel 2006.
La grande complicità internazionale con i periodici massacri israeliani non si creano per paura dello Stato d’Israele ma per paura di quello che lo Stato d’Israele rappresenta.

Non si tratta d’Israele, uno Stato sionista in più, ma del “Grande Israele”, la patria del giudaismo mondiale (con territorio rubato ai palestinesi), della quale tutti gli ebrei del mondo si sentono i suoi figli prodigi sparsi nel mondo.
Non si tratta d’Israele ma delle potenti organizzazioni e comunità giudaiche mondiali che hanno appoggiato in toto il genocidio militare d’Israele su Gaza, che usano il loro potere e “scala di prestigio” (costruita attraverso la loro vittimizzazione storica dell’Olocausto) per trasformare in un lebbroso sociale chi osa criticare o alzare la voce contro lo sterminio militare israeliano a Gaza.

I governi del mondo capitalista, i giornalisti, intellettuali, organizzazioni sindacali e sociali non hanno paura d’Israele, ma della loro lapidazione sociale come “antisemiti” ( parola con cui viene chiamato chi sfida e/o denuncia il sionismo ebreo).
Non temono lo Stato d’Israele ma ai figli d’Israele camuffati nei grandi centri decisionali del potere mondiale, principalmente economici- finanziari e mediatico-culturali.
I politici, intellettuali e giornalisti del sistema non temono Israele ma temono i mass media, organizzazioni e aziende ebraiche e la loro influenza sui governi e processi economico-culturali del sistema sionista capitalista esteso in tutti i paesi su scala planetaria.
In definitiva temono che le aziende, università, organizzazioni, fondazioni internazionali sioniste che finanziano e o promuovono la loro promozione e posti nel macchinario del sistema li dichiarino “antisemiti” e li lascino senza lavoro, senza vacanze e senza pensione.
Questa è la ragione principale che spiega perché gli intellettuali, accademici e giornalisti del sistema vivono rimuginando analisi intelligente della "realtà" politica, economica  e sociale senza la presenza della parola Ebreo o del sistema capitalista che paga per i loro servizi.

Sebbene c’è un gruppo di intellettuali e di militanti ebrei di sinistra (tra di essi Chomsky e Gelman) che hanno condannato e ha protestato contro il genocidio israeliano a Gaza, la stragrande maggioranza delle comunità ebraiche e delle organizzazioni a livello globale ha sostenuto esplicitamente la macellazione di civili a Gaza, sostenendo che si trattava di una "guerra al terrorismo".

Nonostante Israele non ha invaso né abbia perpetuato un genocidio militare a Gaza con la religione ebraica ma con aerei F-16, missili, bombe a grappolo, elicotteri Apaches, carri armati, artiglieria pesante, navi, sistemi informatici, e di una strategia ed un piano di sterminio militare su vasta scala chi questiona tale massacro è condannato come “antisemita” dal potere ebraico mondiale distribuito nel mondo.

Le campagne di denuncia di antisemitismo con le quali Israele e le organizzazioni ebraiche cercano di neutralizzare le critiche contro il massacro, affrontano la questione come se il sionismo ebraicoo (sostegno dello stato d’Israele) fosse una questione “razziale” o religiosa, e non un sistema di dominio imperiale che include interattivamente il piano economico, politico, sociale e culturale, superando la questione della razza o dei credo religiosi.

La Lobby sionista non controlla il mondo con la religione: lo controlla con le banche, transnazionali, egemonia sui sistemi economici- produttivi, controllo sulle risorse naturali, controllo della rete informatica, e della manipolazione mondiale, e il controllo dei valori sociali attraverso la pubblicità, la cultura ed il consumo standardizzato e globalizzato dei mass media.

In definitiva, la lobby ebraica non rappresenta nessuna sinagoga né espressione razziale, ma è la struttura che controlla il potere mondiale attraverso il controllo sui centri economici finanziari e di decisione strategica del sistema capitalista diffuso come “civiltà” unica.
Prima della religione e la razza, la lobby sionista e le sue reti si muovono da un’ideologia politica funzionale: il sionismo capitalista- imperiale che antepone il mercato, la concentrazione di ricchezza, la “politica degli affari”, a qualsiasi filosofia che sfiori le nozioni del “bene “ e del “male” intesi dentro i parametri sociali.

Quindi: Cosa intendono quando parlano di “antisemitismo” o di “anti-giudaismo religioso”?
Su quali parametri di riferimento si basa la condizione di antisemita?
Chi è antisemita?
Chi critica gli ebrei per la loro religione o per la loro razza nelle società mondiali?

Al massimo, gli ebrei, come è comprovato nella realtà sociale di qualsiasi paese, non sono criticati per la loro religione o condizione razziale ma per il loro attaccamento eccessivo allo status del denaro (coltivato anche per altre collettività) e all’integrare strutture o gerarchie di potere dentro un sistema ingiusto di oppressione e di sfruttamento dell’uomo sull’uomo, come lo è il sistema capitalista.

Salvo gruppi minoritari di fanatici e razzisti che rappresentano solo se stessi nella società(ad eccezione dei nazisti tedeschi ed alcune eccezioni) quasi mai c’è stata una “persecuzione religiosa o razziale” dell’ebreo, ma c’è stata un’associazione dell’ebreo con il “peggior volto del capitalismo”, rappresentato nel sistema economico-finanziario speculativo.
 
In sintesi:
 
La lobby sionista che protegge lo Stato d’Israele (da destra e sinistra) è conformata da una struttura di strateghi e tecnocrati che operano nelle reti industriali tecnologiche militari finanziarie e mediatiche del capitalismo transnazionale esteso nei quattro punti cardinali del pianeta.

Le sue reti si esprimono attraverso una moltitudine di organizzazioni dedicate a promuovere l’attuale modello globale, tra le quali si contano principalmente: The Hudson InstituteThe RAND Corporation
The Brookings Institution, The Trilateral Commision, The World Economic Forum, Aspen Institute, American Enterprise Institute, Deutsche Gesellschaft für Auswärtigen Politik, Bilderberg Group, Cato Institute, Tavestock institute, e il Carnegie Endowment for International Peace e altri.

Tutti questi think tank o “banca di cervelli” riuniscono i migliori tecnocrati, scienziati e studiosi nei loro rispettivi campi, i laureati delle università degli Stati Uniti, in Europa e nel mondo.
La lobby non risponde solo allo Stato d’Israele (come affermano gli analisti di “destra” deineocon) ma ad un potere mondiale sionista che è il proprietario dello Stato d’Israele tanto quanto dello Stato nordamericano e del resto degli Stati con le loro risorse naturali e sistemi economico-produttivi.

La lobby non è soltanto alla Casa Bianca ma comprende tutti i livelli delle operazioni del capitalismo su scala transnazionale, il cui disegno strategico di grandi teste charmans e dirigenti di banche e società multinazionali che fanno parte del Washington Consensus e condividere il pianeta come una torta.
Né la sinistra né la destra partitica parlano di questo potere “totalizzato” per il semplice motivo che tutte e due sono fuse (a modo di alternative falsamente scontrate) ai programmi  e strategie del capitalismo transnazionale che controlla il pianeta.
Di conseguenza, e mentre non si articola un nuovo sistema di comprensione strategica (una “terza posizione” rivoluzionaria del sapere e della conoscenza) il potere mondiale che controlla il pianeta continuerà a perpetuarsi nelle false opzioni di “sinistra” e di “destra”.

E la lobby ebrea di “destra” dei repubblicani conservatori continuerà a succedere alla lobby ebraicaa di “sinistra” dei democratici liberali in una continuità strategica avente le stesse linee guida dell’Impero sionista mondiale.
E i massacri dello Stato d’Israele continueranno, come in passato, impunite e protette dalle strutture del sistema del potere mondiale sionista capitalista che lo considera come la “sua patria territoriale”.
 
 

Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da VANESA 

Tratto da:http://www.vocidallastrada.blogspot.it/
IL POTERE OCCULTO: DA DOVE NASCE L'IMPUNITA' DI ISRAELE?
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Un Comune denuncia lo Stato italiano per violazione dei Diritti dell'Uomo

Pubblicato su 24 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Tratto da: ilgrandecocomero

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Il Pd boccia per errore la delibera di Bilancio: “Ci siamo sbagliati”

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Non è scherzi a parte, è il Consiglio Comunale di Roma. Ecco in che mani siamo: votano e non sanno neanche per cosa. Roba da pazzi. In un paese normale li manderebbero tutti a casa a falcioni. Claudio Marconi

di  - 23/07/2014 - Prima il panico, poi una giunta d'emergenza per la correzione

ROMA - La maggioranza dell’assemblea capitolina ha bocciato per sbaglio la delibera che riguarda l’aumento dell’Imposta Unica Comunale che include anche la disciplina di Imu e Tasi.“Qualche consigliere faceva avanti e indietro per il corridoio, qualcuno mandava messaggi al cellulare” scrive Paolo Foschi sul Corriere della Sera. Insomma c’era una certa rilassatezza in aula che ha portato gli esponenti di Pd e Sel a bocciare con nonchalance le loro stesse proposte. Sembra che nessuno si fosse accorto di nulla fino alla comparsa del risultato sul tabellone: 22 contrari, 6 favorevoli, nessun astenuto ed è subito complotto. In un primo momento si è pensato ad un tiro mancino del centro sinistra ai danni del sindaco Marino, ma poi è arrivata la sincera ammissione del Capogruppo dem Francesco D’Ausilio «Ci siamo sbagliati».

SEDUTA SOSPESA - La seduta è stata sospesa nella paura che potesse perfino saltare la manovra di Bilancio, ed è stata convocata una riunione di giunta “last minute” per avviare l’iter bis. La delibera dovrà ripercorrere tutte le tappe dall’inizio fino ad arrivare ad una nuova votazione. «Adesso rifarà il suo iter e tornerà in Aula rinnovata ma mantenendo il suo impianto» ha spiegato al Corriere Alfredo Ferrari, presidente della Commissione Bilancio. “Sorprende e rattrista constatare che la maggioranza che dovrebbe governare la città più importante di Italia non sa come e cosa si stia votando.” Hanno scritto in una nota i consiglieri del Movimento 5 Stelle. A seduta ripresa i componenti della maggioranza hanno messo a verbale di aver sbagliato a votare.

Tratto da:http://www.giornalettismo.com

Il Pd boccia per errore la delibera di Bilancio: “Ci siamo sbagliati”
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METRO ROMA, ORA C'E' IL PIZZO SUI BIGLIETTI

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Ah, l'integrazione........c.m.

Nelle stazioni il livello di criminalità è altissimo, i turisti vengono presi d'assalto da borseggiatori di ogni tipo e quando si riesce a evitare il peggio ecco spuntare chi ti accerchia per estorcerti quella che più che elemosina sarebbe meglio chiamare "pizzo".

Tratto da: http://www.ilmessaggero.it

METRO ROMA, ORA C'E' IL PIZZO SUI BIGLIETTI
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Il Governatore della Banca dei Regolamenti Internazionali Teme una Nuova Lehman a Causa del Sovraindebitamento Globale

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Ambrose EP dal Telegraph  riporta un'intervista al direttore della BRI, la banca delle banche centrali, che si sta preparando al prossimo aumento dei tassi di interesse: dopo aver indotto un enorme indebitamento a livello globale, è ora di tirare la rete! 
(Grazie per la segnalazione a Roberto Nardella) 
 
 Jaime Caruana dice che gli investitori a caccia di rendimenti stanno ignorando la prospettiva di un aumento dei tassi di interesse.
 

La Banca dei Regolamenti Internazionali ha avvertito che l'economia mondiale oggi è vulnerabile a una crisi finanziaria comelo era nel 2007, con l'ulteriore rischio che i rapporti di debito sono ora molto più alti e anche i mercati emergenti sono stati coinvolti.
 

Jaime Caruana, a capo del cane da guardia finanziario con sede in Svizzera, ha detto che gli investitori, nella loro vorace caccia ai rendimenti, hanno ignorato il rischio della stretta monetaria.
 
 
 
"I mercati sembrano considerare solo uno spettro molto ristretto di potenziali esiti. Hanno indugiato nella convinzione che le condizioni monetarie rimarranno facili per un tempo molto lungo, sentendosi più garantiti di quanto le banche centrali non vogliano in realtà fare ", ha detto al Telegraph.
 

Mr Caruana ha detto che il sistema internazionale è per molti versi più fragile di quanto non fosse all'inizio della crisi Lehman. Da allora i rapporti di debito nelle economie sviluppate sono aumentati di 20 punti percentuali, al 275pc del PIL.
 
 
 
Gli spread creditizi sono scesi a livelli bassissimi. Le aziende stanno prendendo in prestito pesantemente per riacquistare leproprie azioni. La BRI ha detto che il 40pc dei prestiti sindacati sono a mutuatari sub-investment grade, un rapporto più altorispetto al 2007, con sempre meno garanzie per i creditori.
 

La svolta preoccupante in questo ciclo è che la Cina, il Brasile, la Turchia e le altre economie emergenti, da parte loro, hanno ceduto al boom del credito privato, in parte come effetto del quantitative easing dell'Occidente.
 
 
 
Anche i loro rapporti debito sono aumentati di 20 punti percentuali,al 175pc. I tassi di interesse medi a cinque anni aono all'1pc in termini reali. E' un tasso estremamente basso, e potrebbe improvvisamente invertire la direzione. "Stiamo osservando attentamente la situazione. Se nel 2007 eravamo preoccupati perun eccessivo indebitamento, oggi non possiamo certo sentirci più rilassati", ha detto.
 

"Può essere che il debito sia distribuito meglio perché alcuni paesi altamente indebitati hanno cominciato a ridurre la loro esposizione, come il settore privato negli Stati Uniti o in Spagna, e le banche sono meglio capitalizzate. Ma ora c'è anche più sensibilità ai movimenti dei tassi d'interesse".
 
 
 
La BRI ha avvertito che secondo la sua relazione annuale di due settimane fa i mercati azionari sono diventati "euforici". La volatilità è scesa al minimo storico. I titoli azionari europei sono aumentatidel 15pc in un anno, nonostante la crescita vicina a zero e un calodel 3pc degli utili attesi. Il rapporto prezzo-utili corretto per il ciclo dell'indice S&P500 negli Stati Uniti maggio ha raggiunto 25 punti, sei punti sopra la sua media di mezzo secolo. Il valore della Q diTobin1 è molto più tirato che nel 2007.
 

"Nel complesso, è difficile evitare il senso di una disconnessione sconcertante tra l'esuberanza dei mercati e gli sviluppi economici di fondo a livello globale", ha detto.
 
 
 
Mr Caruana ha rifiutato di pronunciarsi su quando la bolla scoppierà. "Come ha detto Keynes, i mercati possono rimanere irrazionali più a lungo di quanto tu possa rimanere solvente", ha detto.
 

La BRI dice che il prolungato stimolo monetario negli Stati Uniti, inEuropa e in Giappone ha portato ad una dispersione di liquidità,che ha contaminato il resto del mondo. Le potenze emergenti dell'Asia non sono più in grado di agire da barriera - come hanno fatto dopo il crash Lehman - e ora possono essere esse stesse una fonte di rischio.
 

I mercati emergenti hanno accumulato $ 2.000 miliardi di debito in valuta estera dal 2008. Sono una bestia molto più grande di quantonon fossero durante la crisi del sud-est asiatico alla fine degli anni '90, così che qualsiasi crisi farebbe più danni. "Le conseguenze sarebbero particolarmente gravi se la Cina, col suo boom finanziario fuori misura, dovesse vacillare", ha detto.
 

I funzionari della BRI in privato dubitano che la Cina possa evitare un 'atterraggio duro', temendo che la crescita estrema del credito nel corso degli ultimi cinque anni dovrà portare ad una resa dei conti finanziaria. Essi inoltre dubitano che le conseguenze possano essere, alla fine, più facili da affrontare in un sistema bancario controllato dallo Stato in cui il partito comunista controlla le leve del credito.
 

Il rapporto annuale suggerisce che i 4.000 miliardi di dollari di riserve della Cina sono in realtà una linea Maginot. Esso osservache anche gli Stati Uniti erano un grande creditore estero negli anni'20, come lo era il Giappone negli anni '80, prima che ciascuno di essi entrasse in una crisi profonda. "Di volta in volta, sia nelleeconomie avanzate che nelle economie emergenti, dei bilanci delle banche apparentemente forti si sono rivelati mascherare delle vulnerabilità insospettabili che sono venute a galla solo dopo che il boom finanziario è stato seguito dalla frenata", ha detto.
 
 
 
 
La BRI è il decano delle istituzioni finanziarie del mondo, creata a Basilea nel 1930 per sistemare il caos lasciato dalle riparazioni di guerra della Germania in forza del Trattato di Versailles. Da allora si è trasformata nella banca delle banche centrali, e ultimamentenel bastione dell'ortodossia monetaria. Ha emesso un crescendo di allarmi durante lo sviluppo della crisi Lehman, riprendendoimplicitamente la Federal Reserve degli Stati Uniti e gli altri permantenere i tassi di interesse troppo bassi, che a suo parereminacciano la crescita economica futura.
 

La BRI ha avuto ragione, anche se non tutti sono d'accordo chefosse nel giusto per le giuste ragioni. I monetaristi sostengono che la Grande Recessione è stata dovuta a una stretta eccessiva infase di recessione. Ciò ha causato una compressione della crescita dell'aggregato monetario M3 qualche mese prima della crisi bancaria.
 

La BRI ha sostenuto il QE come misura di emergenza all'inizio del 2009 per evitare una spirale deflazionistica, ma ha chiesto da tempo un ritorno ad una politica monetaria convenzionale, e persino ad un aumento dei tassi. "Il rischio predominante è che le banche centrali si troveranno spiazzate, uscendone troppo tardi o troppo lentamente", ha detto.
 

Questo ha guadagnato alla BIS una reputazione ideologica daScuola austriaca, accusata di incoraggiare la dura liquidazione dei debiti. La banca lo nega, facendo risalire la sua dottrina all'economista svedese pre-keynesiano Knut Wicksell.
 

Wicksell pstulava un "tasso di interesse naturale". Tenere i tassi troppo bassi crea una serie di problemi. Mentre il suo modello si presenta come la moderna "Taylor Rule" utilizzata dalla Fed e daaltre banche centrali, tuttavia è diverso in alcuni aspetti cruciali.
 
 
 
Confidando nella sua causa, la BRI più o meno incrimina leistituzioni delle banche centrali di imperizia. "La politica economicanon si rilassa nelle fasi di espansione, ma si fa espansiva in modo aggressivo e persistente durante le frenate Questo induce una distorsione verso il basso dei tassi di interesse e una distorsione verso l'alto dei livelli del debito, che a sua volta rende difficile alzare i tassi senza danneggiare l'economia - una trappola del debito. "
 

"Crisi finanziarie sistemiche non diventano meno frequenti o intense, debiti privati e pubblici continuano a crescere, l'economia non riesce a crescere su un percorso più forte sostenibile e lepolitiche monetarie e fiscali rimangono a corto di munizioni. Nel corso del tempo, le politiche perdono la loro efficacia e possono finir per favorire le condizioni stesse che cercano di prevenire ", ha detto.
 
La richiesta isolata di Basilea per la disciplina la contrappone alla Fed, alla Banca del Giappone, alla Banca d'Inghilterra, e anche aFrancoforte in questi giorni. Ha provocato una riposta insolitamente piccante da Londra all'inizio di questo mese. "La politica monetariaha aiutato ed incoraggiato l'assunzione di rischi? Spero di sì. E' per questo che la facciamo", ha detto il chief economist della Banca d?inghilterra Andy Haldane.
 

"E' bello che ci sia dibattito", ha detto Caruana coraggiosamente. Eppure rifiuta di fare marcia indietro. "C'è qualcosa di strano acombattere il debito incentivando più debito."
 

Ora sta combattendo su un nuovo fronte, mettendo in discussione ilnuovo entusiasmo della Fed per le curve macro-prudenziali come prima linea di difesa. "Non ci sono prove che possano condizionaregli squilibri finanziari. Non pensiamo che le macro-pro possanoservire come sostituto", ha detto.
 
 
 
Mr Caruana ha detto che la ripresa degli Stati Uniti non è unaconferma dello stimolo monetario, ma la prova che la migliore risposta alle "recessioni di bilancio" è quella di tagliare i rami secchie sbloccare le risorse per nuove tecnologie. "Gli americani sono stati piuttosto aggressivi nel forzare il riconoscimento delle perdite e c'è stata una rapida ricapitalizzazione delle banche. Questo è il motivo per cui ha avuto successo. Il ruolo del quantitative easing è una questione aperta."
 

Il sig Caruana nega la paura della deflazione globale come allarmista, anche se la svedese Riksbank ha appena abbandonato il suo campo e tagliato i tassi vicino allo zero per evitare una trappola in stile Giapponese. La deflazione è molto improbabile che accada in Occidente, insiste. Il leggero calo dei prezzi in genere èbenignocomunque. "Non dobbiamo esagerare il ruolo delladeflazione nella storia", ha detto.
 
La Grande Depressione è l'eccezione, non la regola. Sistemi di welfare e assicurazione contro la disoccupazione ora rendono unesito simile quasi impossibile. "Negli anni '30 gli ammortizzatori erano molto diversi", ha detto.
 

I critici fanno difficiltà ad accettare questa rassicurazione, in quanto la Spagna, la Grecia, il Portogallo, l'Irlanda e la Lettonia hanno tutti attraversato delle depressioni nel corso degli ultimi sei anni, e Italia, Francia e Olanda sono tutti vicini alla deflazione da debito. La preoccupazione è ciò che ora potrebbe accadere a delle regioni dell'Europa se ci fosse una nuova flessione o uno shock esterno. I rapporti di debito sono più alti di quanto non fossero nel 19° secolo. L'"effetto denominatore" della deflazione oggi è quindi più distruttivo.
 
 
 
Il Fondo Monetario Internazionale ha lasciato intendere che potrebbe essere meglio per il mondo di abbattere la sua montagna di debito con alcuni anni di inflazione, come hanno fatto gli Stati Uniti tra la fine degli anni '40 e primi anni '50, armati di repressione finanziaria. 
Alla domanda se avrebbe sosten
uto questa forma di riconoscimento delle perdite per i creditori, gli è quasi mancato il respiro. "Bisogna opporsi decisamente" ha detto.
 
 
 
 
1La variabile q di Tobin viene definita come il rapporto tra il valore di mercato di un'impresa e il costo di rimpiazzo del suo stock di capitale. Tale valore è semplicemente il costo che l'impresa dovrebbe sostenere per riacquistare tutte le proprie strutture e i propri impianti ai prezzi di mercato correnti. Quindi il valore della q misura, fondamentalmente, il rapporto tra il valore di mercato dell'impresa acquistata sul mercato finanziario (ad esempio in una borsa valori) e il valore della stessa impresa se si volesse riacquistare il suo stock di capitale sul mercato dei beni. (da Wikipedia)
 
Tratto da:http://vocidallestero.blogspot.it/J 
Il Governatore della Banca dei Regolamenti Internazionali Teme una Nuova Lehman a Causa del Sovraindebitamento Globale
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QUESTO E' QUANTO AVVENIVA SUI CIELI DELL'UCRAINA

Pubblicato su 23 Luglio 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ESTERI

Special Briefing by the Ministry of Defence of the Russian Federation on the crash of the Malaysian Boeing 777 in the Ukrainian air space, July 21, 2014

 


Speech of the Chief of the Main Operations Directorate – the Deputy Chief of the General Staff of the Armed Forces of the Russian Federation Lieutenant-General A.V.Kartapolov

 

Dear representatives of mass media!

Ladies and gentlemen!

After the Malaysia Airlines Boeing-777 accident on July 17, following the international airway Amsterdam - Kuala Lumpur, we can find quantity of conflicted information. In this case the Russian Federation Ministry of Defense considers necessary to submit information having at the General Staff disposal. On the scheme you can see the international airway. The Boeing-777 was supposed to fly on this airway. Draw your attention to the fact that the aircraft followed inside the specified air-corridor to Donetsk, then it deviated from the route to north. Meanwhile the maximum distance from the left border of the air-corridor was 14 kilometers.


Then we can see that the Boeing-777 turned back to the borders of the specified air-corridor. Nevertheless Malaysian aircrew didn’t succeed the maneuver. At 17.20 we entered the event of the aircraft rate reduction, at 17.23 the aircraft’s point blinked off on the radar. Why did the aircraft cross the border of the air-corridor? Was it the navigation mistake, or the aircrew followed the Dnepropetrovsk ground control orders? We will find the answers after “black boxes” and communication decoding. According to our information on the day of the accident the Ukrainian Armed Forces deployed 3 to 4 artillery battalions of Buk-M1 missile system not far from Donetsk. The system allows hitting the targets on the distance up to 35 kilometers and on the altitude to 22 kilometers. Why did the Ukrainian Armed Forces deploy these air defense units in the Donetsk region?As we know militants don’t have aircrafts. On the scheme we can see that both projected impact point and the airway are inside the air defense battle zone of the Ukrainian Armed Forces’ Buk-M1 missile system. We have satellite photos of the Ukrainian Air Defense systems deployed in the South-East of the country.

The first 3 photos are dated July 14, 2014:

On the first photo you can see the Buk missile systems deployed 8 kilometers north-west to Luhansk. On the photo you can see clearly a self-propelled launch system and 2 loading vehicles.


On the second photo you can see radars deployed 5 kilometers north to Donetsk. We can see 2 radars, different equipment and facilities.


On the third photo we can see air defense equipment deployed north to Donetsk. You can see clearly self-propelled launch system with turned launch shoe and near 60 units of military and special-proposed equipment, mounted defilades and facilities.


Here you can see a photo of the same area on July 17. Draw your attention that the antiaircraft system is absent on this photo.


On the fifth photo we can see Buk-M1 artillery battalion deployed 50 kilometers east to Donetsk and 8 kilometers south to Shakhtarsk. We can answer: why the battalion was deployed near to the territory controlled by militants just before the accident?


On the photo of same area dated July 18 we can see that the battery left the occupied position. Besides it, on July 17 we detected increased activity of Ukrainian radars 9S18 Kupol-M1 of the Buk missile system.


On the photo you can see that 7 radars worked on July 15, 8 radars on July 16, and 9 radars on July 17. Since July 18 there are only 2-3 radars per twenty-four hours. We shall find out the reasons for the events.


I want to expose air situation in Donetsk area that day. On the picture you can see information of objective control since 17.10 to 17.30 Moscow time.


At that time there were 3 civilian aircrafts:

Flight from Copenhagen to Singapore at 17.17;

Flight from Paris to Taipei at 17.24

Flight from Amsterdam to Kuala Lumpur. Besides it, Russian system of air control detected the Ukrainian Air Force aircraft, purposed Su-25, moving upwards toward to the Malaysian Boeing-777. The distance between aircrafts was 3-5 kilometers.

Su-25 can gain an altitude of 10000 meters for a short time. It is armed with air-to-air missile R-60 able to lock-on and destroy target at a distance of 12 kilometers, and destroy it definitely at a distance of 5 kilometers. What was the mission of the combat aircraft on the airway of civilian aircrafts almost at the same time and same altitude with the civilian craft? We want to have this question answered.

The video of the Rostov Aerial Center of the Joint Air Traffic Management System can corroborate the information. The Chief of Staff of the Air Force Lieutenant-General Igor Makushev will comment the video.

 


Commentary of the Chief of Staff of the Air Force of the Russian Federation Lieutenant-General I.Y.Makushev

 

Dear Ladies and Gentlemen!

Today the Aircraft Air Traffic control has acquired some objective control materials from the Rostov Aerial Center of the Joint Air Traffic Management System. The video presents the air control information on air situation in the region of Donetsk in the period from 17.19 P.M. to 17.25 P.M. Moscow time on July 17, 2014. In the upper left corner there is a Boeing-772 mark, following the route from Copenhagen to Singapore. Under this point there is another aircraft, it is Boeing-777 mark, which is on his way from Amsterdam to Kuala Lumpur. And on its right there is a Boeing-778 mark making its way from Delhi to Birmingham. All the three aircraft have been steadily monitored by the three radar stations of the air traffic control of the Ministry of Defense of the Russian Federation. Boeing-777 is moving towards the Russian Federation state boundary and is to cross it in the point of «TONAK». An air traffic control officer has been controlling the aircraft flight and keeps on enquiring its flight variables to compare them with the given ones. At 17.20 P.M. at the distance of 51 kilometers from the Russian Federation state boundary and the azimuth of 300 degrees the aircraft started to lose its speed obstructively which is quite distinctively to be seen on the table of the aircraft characteristics. At 17.21 35 seconds P.M. with the aircraft speed of 200 km/h at the point of the Boeing crash there is a new mark of the aircraft to be seen. The aircraft was steadily monitored by radar stations of Ust-Donetsk and Butirinskoe during 4 minutes period. Air control officer having enquired the characteristics of newly appeared aircraft couldn’t possibly get them because it is in all likelihood that the aircraft had no secondary deduction system amounted on it, which is put typically for military aircraft. The early detection of this aircraft appeared to be quite impossible because the air situation control is usually performed by radars working in a standby mode which detection possibilities at the given distance are over 5000 m altitude.

The detection of the aircraft turned out to be possible as the aircraft ascend it.

The further aircraft flight variables changes on its route testified the fact that it is now flying in the area of Boeing crash and is monitoring the situation. Earlier the Ukrainian officials reported that on the day of the Boeing-777 accident there were no military aircraft available in the region. So, as you can see, it is not appeared to be true. Thank you for your attention.

Ladies and Gentlemen, we also have some questions to our US partners.According to the statement of the US representatives they have some pictures from the space supporting that missile launching was made by the militants.But nobody has seen these pictures.

According to our dates from 17:06 till 17:21 Moscow time on the July 17 over the South-Eastern territory of Ukraine flew US space satellite. This is a special device of the experimental space system designed to detect and track various missiles launches. If the US party has photos made by the satellite, please let us ask them to show the world’s community for further investigation.

Is it coincidence or not? However the time of the Malaysian Boeing-777 accident and the time of the observation done by the satellite over the Ukrainian territory are the same. To conclude it I would like to mention that all the concrete information is based on the objective and reliable dates of the different Russian equipment in contrast to the accusations of the US against us made without any evidence.The good example of such fact is that some mass media showed transportation of the Buk-M1 missile system from Ukrainian to Russian territory.We can clearly see that its frame-up. These pictures were made in the city of Krasnoarmeisk that is confirmed by a banner situated close to the road. This banner has an address of the car shop situated at the Dnepropetrovskaya, 34. Since May 11 the Krasnoarmeysk city is under control of the Ukrainian Armed Forces. That is why we have some questions. What kind of launching system is it? Where is it transported? Where is it now? Why is it unloaded completely? What was the last time it launched missiles? To end my speech I would like to emphasize that the Russian Federation did not deliver to the militants any Buk-M1 missiles systems and other equipment. All the dates prepared by the Ministry of Defense of the Russian Federation will be transmitted today to the experts of the European countries and Malaysia. I hope these dates will help to make the reliable investigation of the tragedy that happened on the July 17 over Donetsk. The Ministry of Defense will continue to inform you about the newly revealed facts connected with the air disaster of Malaysian Boeing-777.

Thank you for your attention.

 


Reference: official web-site of the Ministry of Defence of the Russian Federation
Tratto da: http://www.mid.ru
QUESTO E' QUANTO AVVENIVA SUI CIELI DELL'UCRAINA
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