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Blog di POPOLI LIBERI e COMUNITA' IPHARRA

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

1992, l’inizio della fine

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Storicizzare significa “archiviare”, “dissociarsi”, “lavarsi le mani”. È qui il grande imbroglio. Siamo ancora dentro Mani Pulite e oggi più che mai subiamo violentemente le sue ripercussioni ideologiche. Tra queste la perdita di sovranità politica, economica e militare. 

Dopo la Roma della banda della Magliana e la Napoli della Camorra, tocca alla Milano delle tangenti. Pur scollegata dal circuito generalista, la nuova serie televisiva ideata da Stefano Accorsi, diretta da Giuseppe Gagliardi e lanciata da Sky non è passata inosservata. Una massiccia dose pubblicitaria, 725mila spettatori per le prime due puntate e una prevedibile risonanza mediatica. 1992 è uno spaccato sull’Italia di Mani Pulite, dove ad intrecciarsi non sono soltanto gli affari e la politica ma anche le showgirl, il sesso, la televisione, il pubblicitario. Accanto alle mazzette, viene raffigurata l’ascesa trionfante del berlusconismo mediatico, pura continuazione del Sessantotto trotzkista, con il libertario che fa rima con il liberale. L’intenzione della regia sembra quella di voler storicizzare, in maniera spettacolare, l’epoca che avrebbe messo fine alla Prima Repubblica, regno della corruzione e della malapolitica. Da qui il dipinto volgare scandito dai luoghi comuni che vede la Lega Nord – partito che in realtà nasce in quegli anni proprio come reazione al sistema delle tangenti – ritagliarsi degli spazi politici in un lasso  di tempo brevissimo. Pertanto storicizzare significa “archiviare”, “dissociarsi”, “lavarsi le mani”. È qui il grande imbroglio. Siamo ancora dentro Tangentopoli. In fondo,  come la Lega di Umberto Bossi, il Movimento 5 Stelle è nato come reazione a questo sistema in cui gli scandali sono all’ordine del giorno (dal Monte dei Paschi di Siena fino all’Expo di Milano passando per il Mose di Venezia e Mafia Capitale).

1992, è l’affresco conformista, sbrigativo, poco coraggioso, privo di tecnicismi, dunque privo di denuncia, dove l’Italia si divide in buoni (magistratura) e cattivi (politici e imprenditori). Tutti conosciamo l’Italia dei pompini, delle cambiali, dei compromessi, dei sorrisi. La conosciamo bene perché, in un modo o nell’altro, ci tiene tutti a galla.  L’Italia fa comodo a molti italiani, come al gruppo Fininvest di Silvio Berlusconi quanto a quello di Sky di Rupert Murdoch, che proprio in quegli anni, grazie alle conseguenze politiche di Tangentopoli, ha ottenuto enormi benefici dalla liberalizzazione del mercato televisivo, non a caso Sky Italia nacque nel 2003 dalla fusione delle prime tv a pagamento Tele + e Stream Tv.

Quello che invece non si racconta, almeno da quanto traspare nei primi due episodi, è il 1992 come inizio della fine. Fu “Mani Pulite” che spazzando via le forze politiche della Prima Repubblica, accelerò l’accordo sacro e segreto tra la destra e la sinistra parlamentare che nel 2011 si è svelato con il governo Monti, appoggiato da PD e PDL, e che oggi si è concretizzato con il renzismo in perfetta continuità con il berlusconismo. A distanza di un paio di decenni si è potuto verificare come l’affaire Tangentopoli è stato un vero e proprio intervento chirurgico che ha eliminato progressivamente gli ultimi baluardi al capitalismo transnazionale pilotato da un’elite finanziaria e cosmopolita (i rapporti tra Antonio Di Pietro e le stanze d’Oltreoceano sono stati ampiamente denunciati da Bettino Craxi tramite la figlia Stefania). Da una parte il Congresso di Rimini (3 febbraio 1991) sancì la fine del Partito Comunista Italiano, dunque il tradimento dei lavoratori, che si trasformò in Partito Democratico di Sinistra, dall’altra, terminò l’esperienza del “Pentapartito” (patto siglato nel 1981 tra il democristiano Arnaldo Forlani e il segretario del Partito Socialista Bettino Craxi, il tutto con la benedizione di Giulio Andreotti) il quale aveva ostacolato l’estensione delle logiche neoliberiste attraverso una sorta di alleanza tra una “destra dei valori” incarnata dalla DC e una “sinistra nazionale” risollevata  dal PSI, che non teneva in considerazione gli accordi di Yalta e gli interessi anglo-americani in Italia (vedi il caso di Sigonella o l’appoggio all’OLP). A seguito di quella vicenda giudiziaria, il PCI si convertì al capitalismo, la Vecchia Democrazia Cristiana (come partito) fu sciolta, mentre Bettino Craxi, capro espiatorio e vero bersaglio di Di Pietro, scelse di lasciare il Paese trasferendosi ad Hammamet.

Dal 1992 in poi, il centro-destra e il centro sinistra, sono diventati perfettamente organici all’ideologia liberale-progressista. Da Amato a Ciampi, da Dini a Prodi, da Berlusconi a Renzi l’ideologia di fondo, eccetto qualche sussulto di libertà, è stata sempre la stessa: accettazione delle “missioni di pace” ordinate dalla Nato, subordinazione alle direttive economiche e sociali dell’Unione Europea, approvazione delle liberalizzazioni/privatizzazioni dei settori strategici del Paese. Checché ne dicano Accorsi, Gagliardi e Murdoch, questo è stato il 1992. Ben più di una fiction.

Tratto da:http://www.lintellettualedissidente.it

1992, l’inizio della fine
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SIGNORAGGIO SU FOX NEWS!

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

A FoxNews parlano del fantastico film animato sul Signoraggio (clicca qui per vederlo) che ci fa capire quanto il meccanismo monetario sia crudele, malvagio e avido allo stesso tempo, mentre ogni giorno della nostra vita ci viene succhiata energia vitale e sopratutto la felicità di vivere normalmente.

Apriamo gli occhi e svegliamoci che la verità è un’altra, non quella che ci raccontano ogni giorno nei giornali e alla televisione.

Buona Visione…

Tratto da:http://www.iconicon.it

SIGNORAGGIO SU FOX NEWS!
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Immigrazione Genocidio del Popolo Europeo IL... di euroscettico

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in IPHARRA

Ricordare è sempre buona cosa. C.M.

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Un'aberrazione: con la riforma delle Costituzione è stato modificato anche l'Art. 78: per dichiarare guerra basterà di fatto un voto di fiducia

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Venerdì scorso (la notte), la Camera dei Depu­tati — senza le oppo­si­zioni che ave­vano abban­do­nato l’aula — ha modi­fi­cato, nell’ambito della riforma della seconda parte della Costi­tu­zione, anche l’ex arti­colo 78, quello che norma le moda­lità della dichia­ra­zione dello «stato di guerra». Ora basterà, con la modi­fica appro­vata, un voto della Camera dei Depu­tati (e non più, anche del Senato) con la maggioranza assoluta. Ovvero con la metà + 1 dei parlamentari aventi diritto di voto.

Per­ché la modi­fica di venerdì notte è gra­vis­sima? Per­ché la riforma costi­tu­zio­nale è affian­cata da una riforma elet­to­rale (l’Italicum) che pre­vede il pre­mio di mag­gio­ranza al par­tito vin­ci­tore delle ele­zioni. Il com­bi­nato dispo­sto delle due riforme dà di fatto ad un par­tito poli­tico (che potrà avere la mag­gio­ranza asso­luta alla Camera anche con una mag­gio­ranza rela­tiva dei voti dell’elettorato) il potere e la respon­sa­bi­lità di dichia­rare lo «stato di guerra». Un’aberrazione.

Non solo la legge elettorale di Renzi è una legge che fa invidia persino alla legge Acerbo, la legge elettorale che diede modo al partito Fascista di Mussolini di salire al potere, ora con la riforma per dichiarare lo stato di guerra basterà in soldoni il parere del Primo ministro.

Pare che que­sta modi­fica sia stata for­te­mente voluta dai ver­tici delle Forze Armate e dalle mini­stre Roberta Pinotti e Maria Elena Boschi, assi­stite dagli acca­de­mici molto «agguer­riti» della Fon­da­zione Magna Charta, quella di Gae­tano Qua­glia­rello, una cima del pen­siero costi­tu­zio­nale.
Dal 1947 il Par­la­mento non ha mai dichia­rato lo «stato di guerra», anche se di guerre — pre­sen­tate come inter­venti uma­ni­tari e in nome dei diritti umani — ne ha fatte tante: Iraq, Kosovo, Afgha­ni­stan e ora forse tra qual­che giorno la Libia. Mai l’articolo 11 della Costi­tu­zione è stato così disat­teso. L’ex arti­colo 78 era di fatto un arti­colo «sim­bo­lico», che dava comun­que al Par­la­mento un ruolo per una deci­sione così dram­ma­tica: la riforma costi­tu­zio­nale voluta da Mat­teo Renzi ha fatto di que­sto arti­colo il sim­bolo di un’altra cosa, la pre­do­mi­nanza del governo sul parlamento.
Mat­teo Renzi sem­bra avere seguito le orme del vec­chio Sid­ney Son­nino quando invo­cava: «Tor­niamo allo Sta­tuto». Il vec­chio Sta­tuto Alber­tino infatti dava al Re il potere di dichia­rare guerra. La modi­fica dell’ex arti­colo 78 di venerdì notte — simil­mente — dà que­sto potere al governo e al suo nuovo Re: il bullo fiorentino.

 
Un'aberrazione: con la riforma delle Costituzione è stato modificato anche l'Art. 78: per dichiarare guerra basterà di fatto un voto di fiducia
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Di Pietro - Cia? Craxi non ci credeva, ma...

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

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RIPRENDERSI LA SOVRANITA' - CONVEGNO A PESCARA IL 28 MARZO

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POPOLI LIBERI

RIPRENDERSI LA SOVRANITA' - CONVEGNO A PESCARA IL 28 MARZO
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Pininfarina, “l’indiana Mahindra tratta per comprare la società di design auto”

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POLITICA

Secondo l'agenzia Bloomberg la chiusura dell'accordo di acquisizione è vicina. La storica azienda torinese collabora già con il produttore di Mumbai nello sviluppo di suv e per il gruppo ha disegnato il prototipo di auto sportiva elettrica Halo.

 

Il produttore indiano di Suv Mahindra & Mahindra è in trattativa per acquistare Pininfarina, la società torinese di ingegneria e di design automobilistico. Lo riporta il sito di Bloomberg, citando fonti vicine alla vicenda secondo cui ci sono state “settimane di colloqui” e ora la chiusura dell’accordo è vicina. In Borsa le azioni della storica azienda fondata nel 1930 hanno reagito mettendo a segno un rialzo di oltre il 10%. Con il risultato che il titolo quota ora 4,5 euro, il valore massimo dall’aprile del 2014.

Un portavoce dell’azienda, interpellato dall’agenzia, ha rifiutato di commentare le indiscrezioni limitandosi a dichiarare che Mahindra è “un cliente” e le due compagnie “sono in buoni rapporti”. Pininfarina infatti lavora già con Mahindra allo sviluppo di suv e ha disegnato per l’azienda indiana il prototipo di auto sportiva elettrica Halo, presentato al Salone di Nuova Delhi l’anno scorso.

La società piemontese ha disegnato più di 100 modelli di Ferrari, tra cui la Testarossa, ma anche la mitica Alfa Romeo Giuletta Spider degli anni Cinquanta. Oggi non produce più auto con il proprio marchio. Nel 2009 ha ceduto a Finpiemonte il centro di verniciatura di Grugliasco e nel 2011 ha annunciato la chiusura dell’ultimo stabilimento produttivo, quello di San Giorgio Canavese. Rimangono attivi il Centro stile e ingegneria di Cambiano e la galleria del vento di Grugliasco. Il fondatore Sergio Pininfarina è scomparso nel 2012 e ora a guidare l’azienda è il figlio Paolo.

Tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/

Pininfarina, “l’indiana Mahindra tratta per comprare la società di design auto”
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L'INFERNO DELLA HARTZ 4

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in EUROPA

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POPOLI LIBERI DALLA SARDEGNA AL TIROLO

Pubblicato su 27 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in POPOLI LIBERI

POPOLI LIBERI DALLA SARDEGNA AL TIROLO
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VISCO E LA BAD BANK PER GLI AMICHETTI: COLLETTIVIZZARE LE PERDITE DEI BANCHIERI PRIVATI (non performing loans parte 2)

Pubblicato su 26 Marzo 2015 da FRONTE DI LIBERAZIONE DAI BANCHIERI - CM in ECONOMIA

Facciamo seguito alla parte prima del presente articolo, intitolata “Italia: non performing loans” segnalando che anche ieri Ignazio Visco, il Governatore della Banca d’Italia, è tornato a ripetere un mantra che a quelli curiosi come me, sinceramente, fa davvero paura:

 

VISCO 1

“liberiamo le banche dalle sofferenze”!

Dunque, prima si privatizzano le banche, affinché siano più efficienti e svincolate dal controllo politico. Esse, pertanto, cessano di creare moneta sul territorio secondo le esigenze dell’economia locale per diventare aziende private che debbono fare utili e creare ricchezza per gli azionisti.

Al fine di aumentare la redditività dei bilanci bancari si concede loro di operare in modo  speculativo, rimpendo il secolare tabù delle banche commerciali rispetto alle banche d’investimento, senza riguardo per l’entità dei rischio assunto. Di fatto si consente al management di perseguire la massima redditività (elevata ed immediata) onde soddisfare le esigenze non del semplice capitalismo ma di quello finanziario (le borse).

Il tutto, piano piano, genera sconquassi a livello di sistema bancario d’inenarrabile dimensione.

E quale soluzione t’inventano i geni della nazione? Vaticinano l’intervento dello stato per risolvere il problema: far ripartire misere assunzioni, spesso sottopagate, rende ONESTO ED INTELLETTUALMENTE MORALE SCARICARE SULLE TASSE LE PERDITE PRIVATE GENERATE DAL SISTEMA.

Troppo facile caro Governatore! Lei e i suoi predecessori sapevate tutto! Non serviva un pezzo del FMI per sapere che:

 

nlp italy 3

intere regioni, la cui economia non era competitiva già al tempo della lira, una volta entrate in euro sarebbero definitivamente collassate a causa dell’assenza dei trasferimenti nord-sud caratteristici dell’OCA IMPERFETTA (per la sopravvivenza delle comunità come noi le abbiamo sempre conosciute).

Creare una bad bank dove scaricare i NON PERFORMING LOANS, che sappiamo esser all’incirca il 30% dei prestiti concessi alle aziende italiane dal sistema bancario, di fatto significa COLLETTIVIZZARE LE PERDITE evitando che paghi chi ha creato il danno.

Ad esempio, sempre il FMI, segnala che tra le banche peggio messe come NPL abbiamo guarda caso il MPS, frutto di quel ABBIAMO UNA BANCA di PIDDINA

 

Screenshot_10

memoria:

 

MPS

I Non Performing Loans sono cresciuti del 20% l’anno dal 2008, raggiungendo la ragguagliabile cifra di 333 miliardi di euro a giugno 2014 (il 24% del PIL e il 16.8% dei prestiti totali).

 

VISCO 2

La peggior categoria dei NLP, le SOFFERENZE, sono cresciute di più ed ora registrano più di metà del totale dei Non Performing Loans. Comparando i dati italiani con quelli europei in italia l’indice NLP è QUATTRO VOLTE PIU’ GRANDE E VELOCE IN ITALIA RISPETTO ALLA MEDIA UE.

 

VISCO 3

E ora cosa vorrebbe fare il FMI, che poi è quanto desidera VISCO per i suoi amichetti?

Una bad bank che PAGHI con denaro pubblico (ovvero tasse) il costo della ristrutturazione del sistema bancario, questo è il senso del suo “Lo stato intervenga per liberare le banche dalle sofferenze”!.

Dov’erano lui ed i suoi predecessori quando il sistema creava crediti dubbi (elargendo prestiti a piene mani ad amici, amici degli amici e in zone assolutamente NON PERFORMANTI causa Euro)?

Noi contribuenti dovremmo sopportare nuove tasse e/o colossali tagli per accollarci i rischi di una nuova realtà in cui il sistema scarica tutta la melma che l’EURO ha determinato. Il tutto, ovviamente, a fronte della remota possibilità di continuare con la CRESCITA A DEBITO (grazie al credito erogato ad imprese e aziende)?

I Bancari (non banchieri…..bancari) sbagliano e i cittadini pagano? Ma nel capitalismo non vigeva la regola del “chi sbaglia paga” e della “selezione naturale” delle imprese sul mercato? Ah gia! Nel capitalismo finanziario in realtà le cose sono leggermente differenti! Nel capitalismo finanziario il sistema è semplice, perde il pubblico e vince sempre il privato. Essendo il sistema NON REGOLABILE da una scrivania (come quella di Visco), Bankitalia NON E’ IN GRADO di salvare il sistema bancario (anzi, forse non sarebbe in grado di salvare neanche una qualunque banchetta, si pensi alla BPS) e poiché i tassi sui mercati saliranno quando il Q.E. avrà riportato l’inflazione al 2% medio in eurozona ci sarà da ridere circa i costi della provvista bancaria SE continueremo con la difesa ad oltranza dell’EURO (che ricordiamo è una moneta interbancaria)! Visco l’ha capito e siccome sa che IN ALTO TIRA VENTO, ha pensato bene di correre ai ripari per tempo !

AD MAIORA

Maurizio Gustinicchi

Tratto da:http://scenarieconomici.it/visco-e-la-bad-bank-per-gli-amichetti-collettivizzare-le-perdite-di-privati-non-performing-loans-parte-2/

VISCO E LA BAD BANK PER GLI AMICHETTI: COLLETTIVIZZARE LE PERDITE DEI BANCHIERI PRIVATI (non performing loans parte 2)
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