Blog di frontediliberazionedaibanchieri

Non più destra, non più sinistra, non più etichette, non più finzioni nominalistiche ma attività mirate a creare le premesse culturali e politiche per una Costituente di Popolo che sia alternativa reale ed organica agli schemi partitici ed agli artifici ideologici. Momenti di lotta diretta a colpire le oligarchie di potere per le quali il " rito del voto" costituisce la legittimazione per continuare ad esercitare le loro angherie ai danni del Popolo.

REGGIMENTO DIFESA NUCLEARE IN AZIONE IN SARDEGNA IN GRAN SEGRETO: ZONA CHIUSA, RADIOATTIVA

Pubblicato su 20 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA, ECOLOGIA

CAGLIARI - "A Teulada sbarca il Reggimento difesa Nucleare Biologica e Chimica (NBC) 'Cremona'. L'accampamento e' sorto da pochissimo nell'area interdetta, tra Cala Zafferano e Punta Tonnara. Tutto in silenzio e in segreto. Nell'area starebbero operando anche imponenti mezzi meccanici". La denuncia e' del deputato sardo di Unidos Mauro Pili che denuncia l'assenza di trasparenza, parla di "arroganza di Stato" e annuncia una sua visita domani nella base di Teulada "per accertare tutto quello che sta avvenendo". 


"L'accampamento del Reggimento Nucleare Biologico e Chimico", spiega l'ex presidente della Regione, "sarebbe avvenuto qualche giorno fa ma solo stamane e' stato avvistato da mare. Il nucleo speciale e' giunto direttamente da Civitavecchia. Da fonti riservate sembrerebbe che il reggimento stazionera' nell'area due mesi. Il tutto doveva rimanere segreto e nascosto".

"Per quale motivo si sta operando in quell'area? Non era stata sequestrata? La magistratura ha dato il via libera? Tutti interrogativi", afferma Pili, "senza alcuna risposta. E' evidente che il fare furtivo della ministero della Difesa conferma che su quell'area sia avvenuto di tutto. Si tentera' ora di nascondere il reggimento nucleare ma le conferme saranno piu' evidenti delle smentite d'ufficio. Gli uomini del reggimento 'Cremona' starebbero operando con dotazioni antinucleari considerato che in quell'area e' stata rinvenuta secondo le dichiarazioni del capo di stato maggiore della Difesa la presenza di Torio, sostanza altamente radioattiva. Su quell'area interdetta lo stesso capo di stato maggiore aveva dichiarato che esisteva un sequestro della magistratura e che si era in attesa del nullaosta per intervenire sulle bonifiche. Due sono in casi: o la magistratura ha dissequestrato l'area oppure si sta procedendo in forma secretata anche per la magistratura".


http://fuorisubito.blogspot.it/

Tratto da:http://campagnadisobbedienzaciviledimassa.blogspot.it
REGGIMENTO DIFESA NUCLEARE IN AZIONE IN SARDEGNA IN GRAN SEGRETO: ZONA CHIUSA, RADIOATTIVA
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LA MACELLERIA DEI POVERI: GOVERNO TAGLIA I FONDI ALLE POSTE E 30.000 POSTINI (CON STIPENDI DA FAME) SARANNO LICENZIATI

Pubblicato su 20 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Stando a quanto riporta 'il Messaggero', il piano industriale che disegnerà la road map di Poste italiane per il periodo 2015-2019 arriverà entro novembre. Ma intanto si rafforzano le voci secondo le quali il neo ad Francesco Caio si preparerebbe a presentare un disegno che prevede migliaia di esuberi.

Nonostante le smentite del gruppo arrivate ieri, in risposta ai sindacati, un capitolo esuberi ci sarebbe nel piano e riguarderebbe 25-30 mila persone. Per la maggior parte si tratterebbe di personale impegnato nel comparto recapiti che, nei piani di Poste, dovrebbe essere fortemente ridimensionato.

L'azienda starebbe studiando un piano di prepensionamenti ma la maggior parte degli esodi saranno finanziati con risorse della società. Viene invece esclusa la possibilità di un ricorso alla cassa integrazione in deroga. Nelle strategie di Caio c'è la volontà di ridurre le direzioni da 18 a 10 attraverso tagli e accorpamenti. Anche se uno dei punti più qualificanti del piano riguarda il servizio universale.

Il ministero del Tesoro punta a ridurre da 350 a 200 milioni il contributo da versare a fronte di perdite dichiarate per oltre 700 milioni. E i vertici dell'azienda puntano a rallentare il flusso della posta ordinaria prevedendo la consegna a giorni alterni e riducendo il costo. Anche i 13mila uffici postali sarebbero coinvolti dai movimenti in gestazione: esclusa la soppressione di alcune sedi, si pensa a orari di lavoro ridotti.

In pratica, lo Stato intende smantellare - o ridurre a livelli da Terzo Mondo - il servizio postale. Segno principe del declino di un Paese, quando non funziona o viene reso inefficiente, come ora vuol fare il ministro del Tesoro, l'ottimo Padoan.

Redazione Milano.

Tratto da:http://www.ilnord.it

LA MACELLERIA DEI POVERI: GOVERNO TAGLIA I FONDI ALLE POSTE E 30.000 POSTINI (CON STIPENDI DA FAME) SARANNO LICENZIATI
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Renzi per la guerra i soldi li trova, soldati italiani tornano in Iraq

Pubblicato su 20 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in POLITICA

Dopo il vertice con Barack Obama, l’ammiraglio Binelli Mantelli e i generali turchi che bombardano il Pkk, l’Italia invierà armi e militari nella regione di Erbil in Iraq. Per la guerra il governo Renzi i soldi li trova sempre

 

di Manlio Dinucci – Il Manifesto

Roma, 18 ottobre 2014, Nena News – L’Italia invierà armi e militari nella regione di Erbil in Iraq, per rafforzare «le capacità di autodifesa dei kurdi» contro l’avanzata dell’Isis: lo annuncia la ministra della difesa, Roberta Pinotti, alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato. Non a caso due giorni dopo che il capo di stato maggiore della difesa, l’ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, ha partecipato in rappresentanza dell’Italia alla riunione, nella base militare di Andrews (Washington), delle massime autorità militari dei 22 paesi della coalizione la cui missione ufficiale è «degradare e distruggere l’Isis».

All’incontro – presieduto dal generale Martin Dempsey, capo dello stato maggiore congiunto degli Stati uniti – è intervenuto Obama, sottolineando che gli Usa intensificheranno «l’azione contro obiettivi sia in Iraq che in Siria», nel quadro di una coalizione internazionale. Gli alleati degli Usa, oltre ai raid aerei in ambedue i paesi, forniscono «armi e assistenza alle forze irachene e all’opposizione siriana» (contro Assad) e «miliardi di dollari di aiuti», definiti «umanitari». In ambienti vicini alla Casa Bianca si ritiene che, nonostante l’impegno ufficiale di non impiegare soldati in missioni di combattimento in Iraq e Siria, Obama stia preparando l’invio di forze speciali (Berretti Verdi, Delta Force, Navy Seals), che si aggiungeranno ai «consiglieri» e agli «addestratori» già sul terreno per la «guerra coperta». Intanto Washington preme perché gli alleati si assumano maggiori compiti, comprese operazioni terrestri.

Non è dato sapere quali impegni abbia assunto per l’Italia, a Andrews, il capo di stato maggiore. Lo si può però dedurre dall’annuncio della Pinotti. L’Italia non solo fornirà «ulteriori stock di munizioni di modello ex-sovietico, provenienti dal materiale confiscato nel 1994», ma anche «armi e munizioni controcarro in uso all’Esercito italiano», più un aereo KC-767 per il rifornimento in volo dei caccia e due velivoli Predator a pilotaggio remoto, presto affiancati da «altri assetti pilotati per la ricognizione aerea». L’Italia invierà inoltre 280 militari per l’addestramento e la formazione di forze kurde e, fatto ancora più importante, «una cellula di ufficiali per le attività di pianificazione». È dunque un comando avanzato per nuove operazioni militari effettuate in modo coperto da forze speciali italiane, oggi potenziate con la nascita del nuovo comando unificato istituito alla caserma della Folgore a Pisa.

L’intervento militare italiano in Iraq rientra nella strategia statunitense. E i kurdi che l’Italia va a sostenere sono quelli della Regione autonoma del Kurdistan, centro petrolifero in grande ascesa e sede di decine di compagnie Usa e occidentali, sotto la presidenza di Masoud Barzani, capo del Partito democratico del Kurdistan, fedelissimo degli Usa. Non a caso, mentre colpisce le forze dell’Isis che minacciano la regione in cui è al potere Barzani, l’aviazione statunitense e alleata fa quasi cilecca nel colpire l’Isis che attacca la zona del Pkk, le cui forze (che sono quelle che combattono realmente l’Isis sul fronte del confine siriano) vengono per di più bombardate dall’aviazione turca. Significativo è che all’incontro di Andrews abbia partecipato il capo di stato maggiore della Turchia e che la Casa Bianca abbia minimizzato gli attacchi aerei turchi contro i kurdi del Pkk, assicurando che sono in corso colloqui su «ulteriori impegni» di Ankara. Lo stesso avviene in Siria, dove gli attacchi aeronavali Usa stanno demolendo non l’Isis, ma le installazioni petrolifere siriane per far crollare il governo di Damasco.

Obama, dopo l’incontro di Andrews, ha rimarcato che «distruggere l’Isis resta una missione difficile» e che «siamo appena agli inizi di una campagna a lungo termine». Non c’è dubbio, dato che l’Isis – costruito dai Paesi sunniti del Golfo a partire dall’Arabia saudita e dal fronte degli «Amici della Siria», tra cui Usa, Turchia, Gran Bretagna – corrisponde alla strategia statunitense che, dopo aver demolito con la guerra lo Stato libico e aver quasi demolito quello siriano, mira a balcanizzare l’Iraq, smembrandolo in tre regioni semi-autonome (kurda, sunnita, sciita) o in tre distinti Stati.

In questa lunga e costosa guerra viene portata l’Italia. I soldi non mancano: nella legge di stabilità, quelle per le «missioni internazionali di pace» (leggi missioni di guerra) vengono definite «spese indifferibili».

Fonte: nena-news.it

Tratto da: http://www.informarexresistere.fr

 
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"Il Fmi e la Bce non possono impedire la prossima crisi dell'euro". Martin Armstrong

Pubblicato su 20 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Martin Armstrong sul suo blog commenta il crollo dei mercati borsistici avvenuti in Europa questa settimana. In Grecia, in particolare, i tassi d'interesse sui titoli obbligazionari sono cresciuti fino al 9%; il Premier Antonis Samaras ha per pochi voti superato un voto di fiducia e ogni ulteriore taglio al sistema sociale non è più attuabile per una popolazione allo stremo.
 
La Spagna ha visto i suoi tassi d'interesse sul debito impennarsi, così come Portogallo (+13%), Irlanda (+13.5%) e Italia (+9.9%). I tassi d'interesse di questi paesi erano a livelli record artificiali per l'intervento di Draghi: i titoli a 10 anni spagnoli vengono scambiati al 2.29%, l'Irlanda 1.94% e l'Italia 2.64%. Si tratta di valori che non corrispondono ancora alla realtà ed è, secondo Armstrong, una bolla incredibile e insostenibile.
 
Questa situazione dimostra in particolare come in Europa gli investitori hanno iniziato ad aver paura di nuove elezioni e non credono minimamente sulla capacità della Bce di salvare i paesi dell'euro. Anche Angela Merkel è stata costretta ad ammettere che la crisi dell'euro non è ancora finita. Lo scenario resta, conclude Armstrong, molto cupo e la conclusione è che né il Fondo Monetario Internazionale, né la Banca centrale europea (quella Troika che i collaborazionisti italiani alla Scalfari invocano anche per il nostro paese) non possono prevenire la prossima crisi dell'euro.
Tratto da:http://www.lantidiplomatico.it
"Il Fmi e la Bce non possono impedire la prossima crisi dell'euro". Martin Armstrong
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DA MILANO UN SOLO GRIDO: NUOVA RESISTENZA

Pubblicato su 19 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Di: Claudio Marconi

Ieri a Milano c’era la parte sana del popolo italiano.

Centri sociali e rottami vari hanno contestato la manifestazione ( in pochi ) con lo slogan Milano Meticcia.

E’ stata scelta Milano come “ città simbolo” del degrado, dopo l’appello di Vendola, che subito dopo la vittoria di Pisapia , inneggiava ai “ nostri fratelli rom”.

I nostri fratelli sono gli italiani caro Vendola.

Ed adesso li facciamo uscire tutti allo scoperto.

I parlamentari della Lega hanno presentato una proposta di legge per avere gli asili gratis per le famiglie italiane: costo 1 miliardo di euro.

Siccome, da queste parti, non si vende fumo dove troviamo la copertura?

Cessiamo mare mostrum, che costa, guarda caso, 1 miliardo di euro ed aiutiamo gli italiani.

Vediamo come voteranno i “ paladini del popolo”: SEL, M5S e poi trarremo le conclusioni.

Vedremo chi sta con gli italiani e chi è un collaborazionista dell’invasore.

Oggi più che mai: NUOVA RESISTENZA.

DA MILANO UN SOLO GRIDO: NUOVA RESISTENZA
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NON SI PUO’ GARANTIRE “REDDITO DI CITTADINANZA” SENZA SOVRANITA’ MONETARIA

Pubblicato su 19 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

di Luigi Cirillo

La risposta al nostro quesito, posto come titolo dell’articolo che andremo a sviluppare, è palese:

È categoricamente impossibile attuare un provvedimento legislativo che garantisca il reddito di cittadinanza senza moneta proprietà del portatore.

La bontà e validità di questa tesi è evidente, ma persona ben più stimata e autorevole di me, come era il Prof. Giacinto Auriti, conferma il nostro assunto con queste parole:

Chi crea il valore della moneta non è chi la emette, ma chi l’accetta. Come nell’induzione fisica nasce l’energia elettrica con la rotazione degli elementi della dinamo, così nell’induzione giuridica, nasce il valore della moneta all’atto della sua emissione, cioè quando inizia la fase dinamica della sua circolazione nella collettività che, accettandola convenzionalmente, ne crea il valore

 

E ancora:

La moneta ha valore perché è misura del valore. Poiché ogni unita di misura ha la qualità corrispondente a ciò che deve misurare, come il metro ha la qualità della lunghezza perché misura la lunghezza, così la moneta ha la qualità del valore perché misura il valore. Qui l’attività convenzionale non è produttiva solamente della misura del valore, ma anche del valore della misura: quello che noi chiamiamo “potere d’acquisto“.

Quindi la moneta oltre ad essere il “metro, misura del valore“, acquisisce anche il “valore di ciò che misura” perchè incorpora la certezza che essa sia accettata da tutti gli altri soggetti partecipanti alla convenzione monetaria. Questa CERTEZZA che dà VALORE alla moneta si chiama INDUZIONE GIURIDICA, dalla quale scaturisce IL VALORE INDOTTO, e tale induzione è basata sulla certezza del DIRITTO perchè si è legiferato che la moneta sia il mezzo di scambio convenzionale dei valori prodotti.

Conseguenza di ciò è che la somma dei simboli monetari incorpora un valore indotto pari a quello di tutti i beni misurati o misurabili nel valore. È la collettività che crea questi beni nel sistema economico, quindi il loro valore; è sempre la collettività che per convenzione ufficializzata in legge crea il valore dello strumento monetario la cui funzione, in qualità di potere d’acquisto, è permettere lo scambio dei primi, e a rigor di logica ne dovrebbe conseguire che sia la collettività la titolare della proprietà della moneta, la quale dovrebbe essere ad essa accredita sotto forma di reddito di cittadinanza; eppure oggi questa spetta alle banche che prestano il denaro gravandolo di interesse, e siccome prestare è prerogativa del proprietario, le banche non possono che esserne altrimenti, sicchè tutto il denaro in circolazione è debito.

Ora, di fronte alla proposta del Movimento 5 Stelle circa il reddito di cittadinanza non possiamo che sentirci imbarazzati e delusi.

È impensabile poter attuare un provvedimento di tale portata senza la base della moneta proprietà del popolo!

Non possiamo che ipotizzare due cause per l’errore temporale nel prospettare un progetto simile:

incompetenza o malafede

Eppure uno dei referenti del movimento, Carlo Sibilia, ha dimostrato affermando le seguenti parole:

primo punto: spezzare il nesso tra banche e stati. Bene Sig. Letta mi spiega qual è in nesso tra banche e stati oggi? Mi spiega qual è questo nesso se la banca centrale europea è di fatto di proprietà delle banche centrali NAZIONALI, diremo benissimo fossero di proprietà dei cittadini”

di essere consapevole del concetto di proprietà popolare della moneta e di come funzioni l’euro sistema basato sull’emissione di moneta a debito.

Ci dovremmo quindi sentire sicuri di poter escludere la prima.

Resta aperta la seconda strada, e il che sarebbe molto più grave visto l’impegno preso con tutti i cittadini italiani, quale movimento di riforma e di rottura con le correnti politiche del passato.

Continuando a indagare la proposta del movimento, veniamo conoscenza del fatto che il reddito spetterebbe solo ad alcuni cittadini provvisti di particolari requisiti e che lo stesso verrebbe erogato dall’Inps.

Regole simili sono in palese contrasto sia con il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della nostra Costituzione, sia con quanto dichiarato da Sibilia nelle righe riportate poc’anzi.

Non si voleva spezzare il nesso tra Banca di Italia che agisce di concerto con la BCE nell’emissione dell’euro a debito?

Ricordiamo che l’Inps detiene una certa percentuale di quote di BDI (banca privata a tutti gli effetti), ne consegue quindi il suo concreto legame al sistema che il movimento 5 stelle si propone di combattere, facendosi ambasciatore delle sofferenze del popolo italiano.

Perché prevedere un reddito di cittadinanza basato su un criterio selettivo quando è chiaro che dovrebbe spettare a tutti i cittadini in quanto tali?

Senza contare che dei punti del programma per uscire dal “buio” pubblicizzato dal movimento, nessuno è stato portato avanti.

Li ricordiamo qui di seguito:

 Reddito di cittadinanza

Misure immediate per il rilancio della piccola e media impresa

Legge anticorruzione

Informatizzazione e semplificazione dello Stato

Abolizione dei contributi pubblici ai partiti

 Istituzione di un “politometro” per verificare arricchimenti illeciti dei politici negli ultimi20 anni

Referendum propositivo e senza quorum

Referendum sulla permanenza nell’euro

Obbligo di discussione di ogni legge di iniziativa popolare in Parlamento con voto palese

Una sola rete televisiva pubblica, senza pubblicità, indipendente dai partiti

Elezione diretta dei parlamentari alla Camera e al Senato

 Massimo di due mandati elettivi

 Legge sul conflitto di interessi

 Ripristino dei fondi tagliati alla Sanità e alla Scuola pubblica

 Abolizione dei finanziamenti diretti e indiretti ai giornali

 Accesso gratuito alla Rete per cittadinanza

 Abolizione dell’IMU sulla prima casa

Non pignorabilità della prima casa

 Eliminazione delle provincie

 Abolizione di Equitalia

Hanno provato con quello iscritto al punto n. 1, ma come ci si può aspettare che diverrà esecutivo se qualsiasi iniziativa nel tessuto socio-economico italiano è impedita alla fonte perché si parte da delle premesse errate?

Tutt’al più quello proposto dal movimento può definirsi come “sussidio”, e questo non è certo la svolta di cui ha bisogno oggi il popolo italiano per uscire dal “buio” nè , tantomeno, l’attuazione del comma 2 dell’Art.42 della Costituzione da loro tanto difesa.

Lungi da noi fare dell’ostracismo nei confronti del M5stelle non possiamo quindi che concludere sottolineando l’enorme delusione che ancora una volta dovranno subire gli italiani da parte di chi si è proclamato come nuovo salvatore ma che invece non ha mancato, ad onor del vecchio e della tradizione, di disattendere le promesse fatte in campagna elettorale, in perfetta sintonia con gli attuali parti. La loro proposta dal nome altisonante sembrava averci rincuorato ma invece abbiamo dovuto scoprire che manca delle fondamenta per essere attuabile. Polvere d’oro negli occhi per illuminare un po’ le giornate tristi e grigie dell’era in cui sfortunatamente ci troviamo.

Ribadiamo infine che il reddito di cittadinanza è possibile, se esiste sì la volontà politica, ma prima di tutto una legge che attribuisca al portatore la proprietà della moneta, inducendo per via dell’induzione giuridica derivante dalla certezza di detta legge, quel valore indotto creato per convenzione da tutti noi nel simbolo che andrà a rappresentarla.

 

Fonte: Scuola di studi giuridici e monetari Giacinto Auriti

Tratto da:www.informarexresistere.fr

NON SI PUO’ GARANTIRE “REDDITO DI CITTADINANZA” SENZA SOVRANITA’ MONETARIA
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NEL 2017 FINE DEL SEGRETO BANCARIO

Pubblicato su 19 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

 

Questi annunci sono fatti trapelare ad hoc per avvisare i grandi evasori fiscali che così avranno il tempo di trasferire i loro averi su qualche fondo o banca " molto estera", chi ci va di mezzo, come al solito, è il povero cristo. Tra i grandi evasori fiscali ci sono le banche, ma queste non si toccano. Chi ha la fortuna di avere quattro soldi e li porta all'estero lo fa, non per evadere, ma per difendersi da un fisco sempre più famelico e da " strani scherzi" che potrebbero avvenire.

Claudio Marconi

 

I ministri delle Finanze dell'Unione Europea hanno approvato la legge in base alla quale nei 28 Paesi UE verrà effettivamente abolito il segreto bancario.

Secondo la nuova legge, le banche europee sono obbligate ad inviare automaticamente le informazioni sui conti corrente dei propri clienti stranieri alle autorità fiscali del Paese di provenienza degli stessi. Secondo i ministri dei Paesi della UE, la nuova norma aiuterà a combattere l'evasione fiscale. La legge entrerà in vigore, ad eccezione dell'Austria, nel 2017.

In Austria la legge entrerà in vigore nel 2018, dal momento che le autorità del Paese hanno chiesto il rinvio di 1 anno per creare un sistema per lo scambio di informazioni con le banche straniere.

Tratto da:talian.ruvr.ru

NEL 2017 FINE DEL SEGRETO BANCARIO
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Ci Stiamo Avvicinando Al Maggior Disastro Finanziario Della Storia. Ecco Perchè.

Pubblicato su 18 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Gli economisti la chiamano “La Grande Recessione”: la crisi economica che attanaglia l’Europa dal 2008 ad oggi. Eppure non è altro che una gocciolina nell’oceano in confronto a ciò che stà per accadere.
 
Micheal Snyder su The Economic Colapse Blog non ha dubbi e per rispondere compie un’interessante analisi sul mondo dei derivati negli Stati Uniti: gli istituti “troppo grandi per fallire” nel paese oggi hanno singolarmente oltre 40 trilioni di dollari di esposizione ai derivati​.
Con un debito nazionale di circa 17.700 miliardi di dollari, 40 trilioni di dollari è una cifra quasi inimmaginabile. E, prosegue l’analista, a differenza di azioni e obbligazioni, i derivati ​​non rappresentano “investimenti” in nulla: sono solo scommesse di carta su ciò che accadrà in futuro. Praticamente una forma di gioco d’azzardo legalizzato e le banche “troppo grandi per fallire”  hanno trasformato Wall Street nel maggiore casinò nella storia del pianeta. Quando questa nuova ​​bolla scoppierà (e scoppierà sicuramente), il dolore che causerà per l’economia globale sarà maggiore di quanto le parole possono descrivere.
Le banche “too big to fail”, continua Snyder, producono enormi profitti attraverso i derivati. Secondo il New York Times, tali istituti “contano quasi 280.000 miliardi dollari di derivati ​​sui loro libri contabili”, anche se la crisi finanziaria del 2008 ha dimostrato quanto sia pericoloso. Le grandi banche hanno poi sofisticati modelli computerizzati che dovrebbero mantenere il sistema stabile e aiutarli a gestire questi rischi. Ma tutti questi modelli sono basati solo su ipotesi ideate da persone in carne ed ossa. E quando un “evento cigno nero” arriva (come ad esempio una guerra, una grave pandemia, una catastrofe naturale apocalittica o un crollo di un grande istituto finanziario) questi modelli si sgretolano in pochissimo tempo.
Snyder riporta un breve estratto da un articolo di Forbes che descrive quello che è successo al mercato dei derivati dopo il tonfo di Lehman Brothers nel 2008:
“Torniamo al crollo finanziario del 2008 e che cosa vediamo? L’America stava celebrando: l’economia era in piena espansione, tutti sembravano essere sempre più ricchi, anche se i segnali di pericolo erano dappertutto: troppi prestiti, investimenti folli, banche avide, regolatori addormentati al volante, politici desiderosi di promuovere la casa di proprietà per chi non poteva permetterselo, e gli analisti a predire ciò non poteva che finire male. E poi, quando Lehman Bros è caduta, il sistema finanziario e l’economia mondiale sono quasi crollate. Perché? La causa principale non era solo il prestito sconsiderato e la assunzione di rischi eccessivi. Il problema era la mancanza di trasparenza. Dopo il crollo di Lehman, nessuno riusciva a capire i rischi per la negoziazione di derivati ​​e quindi nessuna banca voleva prestare o scambi con qualsiasi altra banca. Dato che tutte le grandi banche erano state coinvolti in misura sconosciuta nel commercio di derivati ​​rischiosi, nessuno poteva dire quale poteva essere il prossimo istituto finanziario a implodere”.
Dopo l’ultima crisi finanziaria, prosegue Snyder, ci avevano promesso che questo sarebbe stato risolto. Ma invece il problema è diventato molto più grande. Da quando la bolla immobiliare è scoppiata nel 2007, il valore dei contratti derivati ​​in tutto il mondo è salito a circa 500 miliardi di dollari. Secondo la Banca dei Regolamenti Internazionali, si tratta oggi dell’incredibile cifra di 710.000 miliardi di dollari. E naturalmente il cuore di questa bolla dei derivati si trova a Wall Street. A tal proposito, Snyder pubblica il rapporto trimestrale più recente della Occ secondo cui le cinque maggiori banche “troppo grandi per fallire” dispongono tutte di oltre 40 trilioni di dollari in esposizione ai derivati.
JPMorgan Chase
 
 
Asset complessivi: circa 2,5 trilioni di dollariEsposizione ai derivati: oltre 67 trilioni di dollari
 
Citibank
 
 
Asset totali: quasi 1,9 trilioni di dollari
Esposizione ai derivati: circa 60 trilioni di dollari
 
Goldman Sachs
 
 
Asset totali: poco meno di un trilione di dollari
Esposizione ai derivati: oltre 54 trilioni di dollari
 
Bank Of America
 
 
Asset totali: 2,1 trilioni di dollari
Esposizione ai derivati: oltre 54 trilioni di dollari
 
Morgan Stanley
 
 
Asset totali: 831 milioni di dollari
Esposizione ai derivati: oltre 44 trilioni di dollari
 

E non è certo un problema solo americano. Come ha riportato recentemente anche Zero Hedge, il gigante europeo, Deutsche Bank vanta la maggiore esposizione in derivati di qualunque istituto americano, vale a dire oltre 75 trilioni di dollari (5 volte il Pil europeo e più o meno il Pil del mondo!!)

Per coloro che cercano con ansia il giorno in cui questi colossi imploderanno, è necessario tenere a mente che quando lo faranno si porteranno dietro tutto il sistema, ormai completamente dipendente da queste banche. Ci avevano detto che qualcosa sarebbe stato fatto dopo l’ultima crisi, ma in realtà i giganti finanziari si sono, da allora, potuti allargare di un 37% complessivo. Oggi, inoltre, le cinque maggiori banche del paese rappresentano il 42 per cento di tutti i prestiti negli Stati Uniti, e le sei maggiori controllano il 67 per cento di tutte le attività bancarie.
Ci stiamo pericolosamente avvicinando verso il maggior disastro finanziario nella storia del mondo, e, conclude Snyder, nessuno sta facendo nulla per impedirlo.
 
Tratto da:www.informarexresistere.fr
Ci Stiamo Avvicinando Al Maggior Disastro Finanziario Della Storia. Ecco Perchè.
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Il lavoro come sistema totalitario

Pubblicato su 18 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in IPHARRA

Recentemente hanno suscitato scalpore le dichiarazioni dell’imprenditore Richarda Branson[1], e successivamente quelle dell’azienda Microsoft: “i dipendenti avranno tutte le vacanze che vogliono” [2]. Molti opinionisti e giornalisti hanno esaltato la nuova ventata di “libertà” come un ottimo incentivo per migliorare le prestazioni lavorative, la salute psico-fisica degli impiegati e l’ambiente in generale. Ma dietro questo presupposta volontà da parte dei datori di lavoro di garantire maggiori spazi personali ai propri dipendenti, si cela un aspetto oscuro legato intrinsecamente alla natura del nostro sistema economico. In un modello capitalistico fortemente competitivo, dove il parametro aziendale di successo è basato sul valore delle azioni dell’impresa e sugli utili, la libertà di gestirsi il proprio lavoro potrebbe facilmente tramutarsi in una sottile prigione mentale, dove la vita sociale del lavoratore verrebbe completamente inglobata dagli obiettivi della multinazionale in questione. Abolendo il classico orario da ufficio, falsamente si concederebbe all’individuo la facoltà di organizzarsi il proprio tempo, mentre in verità lo si costringerebbe sul lungo termine a inseguire lavori a progetto sempre più impegnativi e dalle scadenze serrate.

Questa realtà è facilmente osservabile nelle corporation anglosassoni, strutturate per privilegiare nettamente gli stockholder rispetto agli stakeholder, nelle quali gli amministratori delegati sono tenuti ad inseguire la soddisfazione economica dei propri azionisti (e la propria grazie alle stock option), sfruttando al massimo la disponibilità lavorativa dei propri sottoposti. Così in una situazione ipotetica di libertà assoluta, si verrebbe a creare al contrario un regime di lavoro perenne, dove ogni impiegato virtualmente è libero di prendere le ferie o i propri spazi, ma realmente non lo farà per non passare come inefficiente agli occhi dei grandi capi. Oltre a questo fattore dettato dalla struttura dei mercati globali, subentrerebbe poi l’innalzamento delle prestazioni richieste, grazie all’immagine offerta dai dipendenti più stakanovisti, i quali finirebbero per fungere da parametro medio per assegnare le scadenze dei progetti lavorativi.

Un esempio di questo “metodo” lavorativo lo si è già visto nel caso di certi lavoratori con contratto a progetto o in determinati realtà aziendali come quelle legate all’alta finanza; la mole lavorativa eccessiva (oltre 80 ore di lavoro alla settimana), ha spesso comportato l’abbandono o la diminuzione netta della vita sociale/familiare, con un aumento notevole dello stress, delle patologie psicologiche e la dipendenza da droga e alcool[3]. Un altro aspetto inquietante delle questione sarebbe la scomparsa del luogo di lavoro, e in un certo senso della sua cultura, a livello di massa, che finirebbe per essere concentrato unicamente nei device per rimanere collegati 24ore su 24 al network aziendale (la famosa reperibilità…), senza per questo recuperare in modo adeguato gli antichi spazi sociali e culturali, data la necessità di “competere” e lavorare ossessivamente.

Infine l’eliminazione degli orari di lavoro, così come la libertà di ottenere le ferie a proprio piacimento, varrà solo per determinate categorie legate al terziario, dato che i metalmeccanici e altri settori rimarranno necessariamente legati al posto in azienda (ma con l’evoluzione della robotica, probabilmente l’automazione  cancellerà gli ultimi rimasugli del mondo operaio[4]). Coloro che sopravviveranno al famigerato lavoro “libero” e alla futura rivoluzione cibernetica, toccherà molto probabilmente un futuro orwelliano a causa dell’invasività tecnologica (come sperimentato in Inghilterra[5]), dove i dipendenti saranno monitorati costantemente in nome della “produttività”, come ci tengono a ricordare quotidianamente le nostre classi dirigenti, sempre fedeli all’inattaccabile dogma.

[1] http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-09-25/rivoluzione-branson-dipendenti-tutte-vacanze-che-vogliono-125142.shtml?uuid=ABEbz6wB

[2] http://www.corriere.it/esteri/14_ottobre_09/microsoft-dipendenti-lavorate-quando-dove-volete-d3c5d47e-4fb5-11e4-8d47-25ae81880896.shtml

[3] http://www.repubblica.it/economia/finanza/2014/01/29/news/banchieri_londra_banche_stress-77190871/

[4] http://www.corriere.it/economia/14_ottobre_10/soluzione-choc-volkswagen-robot-posto-pensionati-b9ae03b8-5087-11e4-a586-66de2501a091.shtml

[5] http://www.repubblica.it/economia/2013/02/14/news/tesco_obbliga_i_dipendenti_a_usare_un_bracciale_che_li_controlla-52619408/

Tratto da:http://www.lintellettualedissidente.it

Il lavoro come sistema totalitario
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SALSICCIAIONOMICS: Italy’s Draft Budgetary Plan 2015 (LA TRUFFA SVELATA AI CITTADINI)

Pubblicato su 18 Ottobre 2014 da frontediliberazionedaibanchieri in ECONOMIA

Ed eccolo il Budget 2015 dell’Italia spedito ”agli occhi e le orecchie del RE” (Persia docet) dal Satrapo “Padoan”. Finalmente il Salsicciaio ha reso note le sue intenzioni; di guerra o di pace che esse siano, la sua linea di pensiero per lo sviluppo del paese è ora nelle nostre mani. Sviluppo! Si fa presto a chiamarlo in questo modo quando si è deciso di correre la maratona di New York a gamba zoppa (la si può sicuramente concludere ma con immensi sacrifici e avvalendosi comunque del grandissimo lavoro delle braccia)!

GRAFICO 1: CORRERE MARATONE A GAMBA ZOPPA (OVVERO SENZA UNA DELLE DUE GAMBE - interno depresso dall’Austerity - DA CUI SCATURISCONO I FATTURATI: IL MERCATO INTERNO)

ITALIA

La manovra messa a punto dal Salsicciaio è tutta basata sull’impatto delle riforme strutturali sul PIL ed è completamente appoggiata sul MANCATO AGGIUSTAMENTO DEL RAPPORTO DEFICIT SUL PIL

0,7 DETERIORAMENTO PER FARE LE RIFORME STRUTTURALI

 AGGIUSTAMENTO PROMESSO E GARANTITO DA LETTA NEL SETTEMBRE 2013, CONFERMATO LO SCORSO APRILE DALLO STESSO RENZI.

Ecco il quadro:

CRESCITA REALE E NOMINALE

La crescita viene garantita per il 50% dalla crescita reale, per il restante 50% dalla crescita nominale (inflazione).

Peccato, caro salsicciaio, che SI SIA ENTRATI IN PIENA DEFLAZIONE:

DEFLAZIONE SETTEMBRE 2014

E che il macroaggregato più importante del PIL (i consumi) sia in caduta libera (il valore del moltiplicatore condanna tale dato a causa dell’ipertassazione):

untitled (2)

Qui si nota che i consumi presentano CALMA PIATTA e che l’indice ZEW dei consumatori si inchina verso il basso.

Mi permetto, inoltre, di far notare che sui mercati si prepara un colossale CREDIT CRUNCH causato dall’esplosione tutta italiana dei saldi TARGET2 (i soldi dal sistema bancario nordeuropeo non arrivano più alle nostre banche ma sono parcheggiati alla BCE che, a sua volta, non può darli incondizionatamente alle nostre banche ed aziende):

TARGET2 ATTUALE

Quindi, francamente, quanto segue mi sembra tanto un LIBRO DEI SOGNI:

CRESCITA DALLE RIFORME STRUTTURALI

Si pensi che L’UNICA VARIABILE VERA DI CRESCITA PUO’ ESSER CONSIDERATA…..

IL NON EFFETTUARE ALCUNA MANOVRA CORRETTIVA PER PORTARE IL RAPPORTO DEFICIT/PIL DAL 2,9 AL 2,2%,

in pratica, evitando un’ULTERIORE CONTRAZIONE DEL PIL DA MANOVRE RESTRITTIVE!

Ecco, è da escludere però che non abbiamo manovre espansive,

EVITIAMO (SEMPLICEMENTE) MANOVRE DI AUSTERITY.

Non effettuiamo manovre depressive.

Questa è l’unica annotazione nota degna di segnalazione.

In pratica, il Salsicciaio gioca tutto sul FRENARE LA DISCESA ED IL TRACOLLO AVVIATO DA MONTI E CONTINUATO DA LETTA!

In questo senso non ritengo sia corretto contestarlo, ha semplicemente fatto quello che ARISTOFANE pensò OGNI SALSICCIAIO avrebbe effettuato!

Per il resto, le altre cose sono pura fuffa, chiacchiere da bar, il placebo rifilato agli italiani per fargli credere che la medicina gli fa passare la bua. Pensare che le riforme strutturali contribuiscano a garantirci la crescita è come pensare di ottenere le grazie di Naomi Campbell solo per averla invitata a prendersi un caffè! Per una di quella taglia ci vuole ben altro!

Comunque diamo un’occhiata a queste riforme, architrave della crescita salsicciaia:

IMPATTO SUL PIL DELLA RIFORMA PA

L’impatto della riforma della Pubblica Amministrazione dovrebbe spingere i consumi dell’1,4%??????

IMPATTO RIFORME COMPETITIVITA

L’impatto delle misure di competitività (calo Irap) dovrebbe garantire una crescita degli investimenti dell’1,9% (ma con un calo dei consumi – sicuramente spese sanità pubblica - dell’1,1%…..circa 9 miliardi eh!)!

IMPATTO RIFORME DEL LAVORO

La riforma del mercato del lavoro dovrebbe garantire qualcosa come 1,5 miliardi di euro in più come maggiori assunzioni)….capirai!

IMPATTO RIFORME DELLA GIUSTIZIA

L’impatto sul PIL della riforma della giustizia si stima che impatti sul PIL per circa 1,5 miliardi di euro! Mah!

IMPATTO RIFORME GLOBALI

In pratica, quindi, si prevede che l’intera crescita derivi dalle riforme strutturali e che SI RICORRE ALLA SPESA A DEFICIT (EVITANDO ULTERIORI MANOVRE RESTRITTIVE) PER DARE IL TEMPO A QUESTE RIFORME DI GENERARE CRESCITA!

Tutte queste riforme dovrebbero garantire la crescita:

- dei consumi per lo 0,4%;

- degli investimenti per l’1,8%;

- del lavoro per lo 0,4%

Il tutto, fortunosamente mixato, fornirà la GRANDE BOLEZZA DEL PIL 

                                                      +0,4%.

SI! E NOI DOVREMMO CREDERCI?

1) il credit crunch contrarrà ulteriormente consumi ed investimenti;

2) la contrazione continua di consumi ed investimenti contribuirà a rendere nulli gli effetti delle riforme SUPPLY SIDE sul fronte occupazione!

SARA’ GRAZIA DEL SIGNORE SE RIUSCIREMO A CONSEGUIRE IL SEGNO ZERO!

Ripeto il mio mantra del momento: “buona emigrazione a me, buona emigrazione a tutti”!

Maurizio Gustinicchi

Economia5Stelle

Tratto da:http://scenarieconomici.it/salsicciaionomics-italys-draft-budgetary-plan-2015-truffa-svelata-cittadini/

SALSICCIAIONOMICS: Italy’s Draft Budgetary Plan 2015 (LA TRUFFA SVELATA AI CITTADINI)
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